Espressione della attività del Comitato Scientifico del Club Ufficiali Marchigiani riporta pagine e note di Storia militare riferite principalmente alle Marche come contributo alla conoscenza di questa Regione e espressione nostra di marchigianità
giovedì 30 aprile 2026
Patto di Varsavia Forze Armate Ceacoloslovacche
Leonardo Avallone La Battaglia di Ortona Natale 1943
Tesi di Laurea
Master in Storia Militare Contemporanea Anno Accademico 2023-2024
Premessa
Il presente elaborato è frutto di una meticolosa ricerca e di una attenta analisi delle fonti reperite riguardanti un evento bellico che ebbe luogo nel nostro Paese durante i rivolgimenti verificatisi nel corso del Secondo conflitto mondiale. L'evento in questione è noto come “Battaglia di Ortona”. La suddetta, sconosciuta ai più e poco ricordata tanto all'interno dei manuali scolastici, quanto in quelli di portata nazionale, ma nota soprattutto ai cultori dell’età contemporanea, costituì un esempio singolare di scontro armato che ebbe luogo in ambiente urbano tanto da essere stata definita “la Stalingrado d’Italia”. È inoltre nota in quanto in essa furono messe in atto specifiche metodologie e strategie militari che evidenziarono notevoli capacità di adattamento delle truppe in campo, consentendo a queste di sviluppare nuove tattiche che, in seguito, furono considerate innovative per l’epoca. Si trattò di uno scontro particolarmente cruento che vide fronteggiarsi migliori reparti degli eserciti tedeschi e canadesi e proprio gli scontri tra questi sono oggetto del presente elaborato. Dopo una breve introduzione che illustra l’andamento del conflitto nel corso dell'anno 1943, con riferimento in particolare alla Campagna d’Italia, si descrive la Linea Gustav del qual sistema il territorio di Ortona e dintorni rivestiva il ruolo di zona operativa nel versante adriatico. Successivamente, per rendere completa la rappresentazione, si descrivono le operazioni militari che furono preludio alla battaglia, con particolare riferimento ai decisivi scontri sui fiumi Sangro e Moro e a quelli successivi, che spinsero le truppe sino alla periferia della cittadina abruzzese. Nel nucleo centrale si descrive la battaglia di Ortona nelle varie fasi che la contraddistinsero, con un'attenzione particolare al racconto di ciò che accadde giorno per giorno, grazie all’ausilio di estratti dei rapporti militari dei reparti di combattimento. Ciò ha permesso di poter guardare a quanto accaduto non solo attraverso la storiografia, ma anche attraverso l'occhio e la penna di coloro che hanno vissuto quei concitati momenti. Inoltre, per ulteriore completezza, sono anche stati analizzati: schieramenti, reparti operativi, armamenti e comandanti militari. La descrizione delle operazioni militari comprende anche il resoconto dei tentativi messi in atto all'esterno della città che però si rivelarono inconcludenti perché non permisero né di scavalcare l'obiettivo, né di circondarlo. Si riportano poi testimonianze di militari canadesi, tedeschi e anche di civili. In particolare, per quest'ultima categoria, una delle testimonianze è stata direttamente raccolta dall’ autore del presente lavoro. Nella parte conclusiva, a seguito del ritrovamento di ulteriori documenti e testimonianze, si dà conto del revisionismo storico e delle controversie emerse in merito a specifici fatti rispetto alla storia convenzionalmente raccontata. Vengono vagliate le motivazioni sottostanti alla battaglia indagando le ragioni che condussero a quello che è oggi considerato come uno degli scontri più violenti del conflitto complessivamente inteso.
lunedì 20 aprile 2026
Madri nelle guerre mondiali Il costo del dovere
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
(In occasione dell’8 marzo dedico questo ricordo alla nonna Loretta che per tutta la vita aspettò il ritorno del figlio Benedetto disperso a Cefalonia)
Una lunga solitudine ha accompagnato la nonna Loretta Germani dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino alla sua morte avvenuta nel 1970, il ricordo del figlio Benedetto, Serg. Div. Acqui, che a lei facevano credere disperso in Russia perché da lì qualcuno ancora dopo anni ritornava, come un vicino ritornato dopo più di cinque anni dalla fine del conflitto.
Aspettava vestita di nero sotto un ulivo all’ingresso dell’aia guardando ormai cieca verso la via, nella speranza di sentirne passi e la voce, ogni anno al mio arrivo in contrada Tramonti ad Arce nel frosinate venivo portato davanti a lei, mi toccava il viso e le braccia poi sentenziava “cresce”, mi era stato dato come secondo nome quello dello zio Benedetto, da quel momento ero libero di correre e giocare.
Il nonno Bernardo si era, per sempre, addormentato nel sonno dieci anni prima senza mai perdere la speranza del ritorno del figlio primogenito, aveva combattuto nella Grande Guerra come bersagliere sull’Isonzo ed era stato riformato dopo un anno di fronte per motivi di salute all’Ospedale Militare di Ancona, ogni anno lui e la nonna andavano alla Madonna di Loreto in pellegrinaggio per sciogliere il voto, sulla parete di casa vi era sempre la foto del figlio Benedetto.
Durante la Seconda Guerra Mondiale tutti e quattro i figli maschi erano partiti scaglionati per il fronte, prima i due più giovani, i gemelli Donato ed Eugenio, sul fronte Greco-Albanese, poi nel 1942 per l’Africa il secondo genito Eleuterio ed infine nel 1943 per Cefalonia il primogenito Benedetto.
Con la stabilizzazione del fronte a Cassino, il loro casolare con vista sulla valle del Liri, era stato occupato dai tedeschi che ne avevano fatto un centro trasmissioni, la nonna con le tre figlie, la quarta suora a Roma, confinata in cantina curava l’orto, la casa e gli animali razziati, il nonno in fuga verso l’Abruzzo per evitare di essere catturato quale forza lavoro per le difese tedesche.
Nel tentativo di difendere la stalla lei con le figlie aveva seguito sulla strada gli animali che i tedeschi portavano via, finchè le furono puntate le armi con un ordine perentorio, rauss, che dovettero ubbidire.
Nello sfondamento della linea Gustav attorno alla cascina vi fu una battaglia d’arresto che durò due giorni, la nonna e le figlie rinserrate in cantina, alcune granate demolirono il fianco a monte del casale.
Alla nonna pesava il ricordo dell’ultimo colloquio con Benedetto quando, venuto a salutare la madre nel giugno 1943, le disse che doveva partire chiedendole consiglio, lei rispose di fare il proprio dovere per evitare rappresaglie sulla famiglia, lui ascoltò e nel partire si volse e disse “Mamma io parto, ma non tornerò” e così fu, questo fu riferito dalla figlia più giovane che assistette al colloquio.
I tre figli minori ritornarono dopo anni, due dopo una lunga prigionia sia come IMI che con gli inglesi, uno con i piedi congelati, irriconoscibili per la magrezza tanto che Eleuterio dovette farsi riconoscere dalla madre la quale lo chiamò da allora “Lazzaro”, colui che creduto morto era risorto.
Negli ultimi anni, cieca, rimaneva seduta a letto con sottoveste e cuffia bianca, stringendo tra le mani un rosario di cui faceva lentamente scorrere i grani pregando in silenzio, noi bambini aprivamo silenziosamente la porta e la guardavamo, poi gli adulti ci dicevano di non disturbare che la nonna prega nel suo dolore, noi si richiudeva piano la porta.
Nota
Sergio Benedetto Sabetta, Testimonianze e ricordi della Grande Guerra, Mattiuzzo-Sabetta, www.cesvam.org;
Sergio Benedetto Sabetta, Memorie di una famiglia del primo ‘900, www.istitutodelnastroazzurro.org
venerdì 10 aprile 2026
Corpo Italiano di LIberazione
37. - Memorandum del 24 gennaio 1944 del comando della 5ª armata americana
38. - Ordine di operazione n. 1 dell'8 febbraio 1944 del
comando gruppo nord francese
39. - Nota n. 27 del 13 febbraio 1944 del comando gruppo
nord francese
40. - Ordine n. 289/Op. del 19 febbraio 1944 del comando del
raggruppamento motorizzato sulla sistemazione difensiva settore Castel nuovo -
Rocchetta
41. Lettera n. 2223/Ord. del 14 marzo 1944 dello S.M.R.E.
sulla costituzione del III battaglione a.a. del 68° reggimento fanteria
42. Lettera n. 561/Op. del 23 marzo 1944 del comando
raggruppamento motorizzato sulla costituzione del III battaglione a.a. del
68" reggi mento fanteria
43. Lettera n. 314/Op. del 22 febbraio 1944 del comando
raggruppa mento motorizzato sul LI battaglione bersaglieri
44. - Ordine di difesa n. 133 del 4 marzo 1944 del comando
gruppo nord francese
45. - Nota del 22
marzo 1944 del comando raggruppamento motorizzato sulla occupazione di Monte
Marrone
46. - Lettera n. 228 G/M del 23 marzo 1944 del comando
gruppo nord francese sulla occupazione di Monte Marrone
47. - Lettera del 31 marzo 1944 del gen. Clark
48. - Istruzione 343/Op. Tj 44 del 26 marzo 1944 del comando
5ª divisione polacca
49. - Piano di appoggio redatto dal comando 5ª divisione polacca
il 26 marzo 1944
50. - Ordine 395/Op. del 28 marzo 1944 del comando fanteria
raggruppamento motorizzato sulla occupazione di Monte Marrone
51. - Lettera dell'11 aprile 1944 del comandante del II
corpo polacco
52. - Messaggio dell'11 aprile 1944 del comandante dell'8ª
armata britannica
53. - Lettera n. 728/Op. del 12 aprile 1944 del comando
raggruppamento motorizzato sui limiti di settore
54. - Copia di manifestino lanciato dai Tedeschi
55. - Lettera del 14 aprile 1944 del comandante della 5ª divisione
polacca << Kresowa >>
56. - Lettera n. 2545/Ord. del 3 aprile 1944 dello S.M.R.E. sulla nuova denominazione di « Corpo italiano di liberazione >>
venerdì 20 marzo 2026
INFOCESVAM N. 1 DEL 2026 Gennaio Febbraio 2026. 1 marzo 2026
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO XIII, 73/74/, N. 1, Gennaio -
Febbraio 2026, 1 Marzo 2026
XIII/1/1101- La decodificazione di questi numeri è la
seguente: XIII anno di edizione, 1 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1101
il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino
svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e
realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del
supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio
2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di
implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al
Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di
un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante
lo stesso argomento
XIII/1/1102 – Il 23
febbraio u.s. si è tenuta la sessione invernale per i Master di Storia Militare
Contemporanea, Politica Militare Comparata, Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale.
Anno Accademico 2024/2025. Si sono brillantemente laureati 21 Frequentatori.
XIII/1/1103 – Progetto 2026/1.
Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel Secondo dopoguerra 1946 -1977 – 165°
Anniversario dell’Esercito Italiano. Giovanni Riccardo Baldelli. Predisposto
manoscritto 1 per Volume I, II, III, IV, V. Tutti i volumi editi di questo
progetto, come degli altri progetti, sono finalizzati alla offerta formativa
dei Master come incremento delle “Letture Consigliate” e “Materiali per Tesi”.
XIII/1/1104- Utilizzo dei
Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata PROGETTI
NASTRO AZZURRO. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sullo stato
avanzamento Progetti. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna
18 Destinatari, inclusi tutti i partecipati alla realizzazione dei progetti.
XIII/1/1105 - Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12
agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80°
anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Manuel Vignola. . Predisposto il
Manoscritto 4. Per il Volume I.
XIII/1/1106 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze. Le testimonianze raccolte sono
pubblicate sulle filiere del CESVAM.
XIII/1/1107 – Progetto 2025/1.
La Fabbrica. Predisposta la Bozza 1 del Volumi I e del Volume II,. Inserimento
della Iconografia. Predisposizione delle Copertine. E’ prevista la edizione a
stampa per il mese di Marzo 2025
XIII/1/1108 – Progetto 2026/7.
I Padri fondatori dell’Esercito Italiano. Il Valore Militare nel Risorgimento.
165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito. Manuel Vignola. Predisposto
schema per la edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1109 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALUMNI
MASTER CUSANO”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le
materie attinenti i Master. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data
odierna 80 Destinatari. Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie del
Master.
XIII/1/1110 – Progetto 2026/3.
Il Ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della Pace. Dalla teoria alla
pratica. L’Esperienza UNMIK (United Nation Interim Administration Mission in
Kosovo. Antonio Vittiglio. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1111 - Progetto
2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in
Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Stefano
Mangiavacchi. . Predisposto il Manoscritto 3. Per il Volume II. Elenco delle
Vittime con 1; da 2 a 9 ); da 10 a 49; da 50 a 99; oltre le 100 vittime. Individuazione
di luogo e data.
XIII/1/1112- Progetto
2026/8. Tecnologia Aeronautica. La Formula Trimotore . Storia della Aeronautica
Italiana. I Bombardieri strategici. Antonio Daniele. Predisposto lo schema per
CESVAM PAOERS
XIII/1/1113- Progetto
2024/ Monte Marrone. Il Significato strategico presso gli Alleati. Massimo
Coltrinari. Consegnato alla Casa Editrice manoscritto 5 per la predisposizione
della 1a Bozza
XIII/1/1114 – Progetto 2026/5
– Cimitero Militare dell’Asinara. Storia e Memoria 1916 -2026. Studio
funzionale finalizzato al recupero della memoria storica e fruizione del
cimitero militare italiano dell’Asinara realizzato nel 2016. Giorgio Madeddu.
Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1115 – Progetto
2019/2 La prigionia italiana in mano britannica. Africa. Africa Orientale
Italiana. L’Organizzazione militare e la difesa dell’Impero. Memoria e
Testimonianze. Giovanni Riccardo Baldelli Massimo Coltrinari. Predisposto il
manoscritto 3. Iconografia.
XIII/1/1116 – Progetto 2026/9.
Sahel 3.0. Terrorismo digitale materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa
e L’Italia. Massimo Dionisi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1117 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “RIVISTA
QUADERNI CESVAM”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sulla
edizione prossima della Rivista “QUADERNI”, che avendo cadenza trimestrale ha
tempi di pubblicazione molto ampi. Possibilità di interloquire. Iscritti alla
data odierna 27 Destinatari, Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie trattate
nella Rivista edizione a stampa
XIII/1/1118 – Progetto 2026/6
– Mariano Buratti. Medaglia d’Oro al Valore Militare. La Resistenza nel
Viterbese. 1943 -1944. Osvaldo Biribicchi. Predisposto schema per edizione
CESVAM PAOERS
XIII/1/1119 - Progetto 2016/2. I Militari Italiani sulla
testa di ponte di Anzio. Luigi Marsibilio Massimo Coltrinari Volume II. Predisposto
Il Manoscritto 3
XIII/1/1120 – La Edizione
dell’ANNESSO questo INFOCESVAM da questo numero riprende la edizione Bimestrale
in quanto quella mensile si è rilevata nel 2025 ridondante e sovra esposta,
anche in virtù della apertura di una apposita CHAT dedicata al progetto Albo d’Oro
XIII/1/1121 – Progetto 2026/12.
Liberi e Valorosi. Breve storia della Bundeswehr. Luigi Di Santo. Predisposto
lo schema per la Edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1122 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALBO D’ORO
DECORATI”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie
attinenti la creazione dell’albo d’Oro fra Decorati al Valore Militare. Possibilità
di interloquire. Iscritti alla data odierna 15 Destinatari,
XIII/1/1123 - –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Prevista la
predisposizione Cesvam Papers per la fine di marzo 2026
XIII/1/1124 – Progetto 2024/4.
Dal Corpo Italiano di Liberazione ai Gruppi di Combattimento. Settembre –
Dicembre 1944. 80° Anniversario della Guerra di Liberazione. Massimo
Coltrinari. Articolazione in Volume 1°. Manoscritto n. 1. Volume 2°. Materiali
sulla figura del generale Giorgio Morici, comandante della “Nembo” a
Filottrano.
XIII/1/1125 - Prossimo
INFOCESVAM (marzo-aprile 2026 ) sarà pubblicato il 1 maggio 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia
storici e che geografici.
(a cura di Massimo
Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
giovedì 19 marzo 2026
La cartolina precetto. Rito di Passaggio ed iniziazione
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
Attualmente vi è una disaffezione degli italiani verso il nostro sistema istituzionale e un notevole isolamento per sfiducia nel creare solidi rapporti interpersonali, con la conseguente ricerca di una salvezza autonoma.
La mancanza di fiducia crea l’incapacità di ideare un nuovo ordine interno e internazionale con il conseguente rischio del populismo nella ricerca di un leader salvifico, la frantumazione del concetto di Nazione consegue alla scarsa identificazione con essa a cui segue l’eventuale identificazione con un proprio gruppo, con una relativa bassa conflittualità interna se non per frange.
La costruzione di una identità nazionale è avvenuta in un lasso di tempo breve ed è stata ferita dagli avvenimenti della prima metà del ‘900, a cui è seguito il venire meno del conflitto Est-Ovest negli anni ’90 del secolo scorso a cui si è aggiunto il problema del calo demografico con la conseguente riduzione delle generazioni giovani, un ulteriore problema si è verificato con l’emigrazione all’estero delle fasce giovanili con più alta scolarizzazione, nonostante questo dai sondaggi emerge una notevole fiducia in sé contrapposta al previsto peggioramento per gli altri.
Le attuali problematiche mondiali dovrebbero favorire la capacità di mediazione degli italiani, esaltata da questa fase di transizione tra il precedente ordine fondato sulla Pax Americana e quello nuovo in formazione, in questo, come tra i politici del Congresso negli USA, l’avere servito nell’esercito può favorire la comunicazione, creando un’esperienza comune base per un possibile più aperto dialogo.
La famosa Cartolina precetto, a cui seguiva la visita medica di leva e l’eventuale chiamata alle armi co il consueto periodo di addestramento, costituiva un rito di passaggio che sanzionava la maturità con l’ingresso nell’età adulta, un rito comunitario on cui riconoscersi nel prosieguo della vita.
Nei riti di passaggio l’idea di fondo è che il mondo sociale è ordinato in ambiti definiti di attività e posizioni sociali, i cambiamenti producono una perdita di equilibrio che per esigenze di ordine deve essere restaurata.
Nei riti di passaggio si inseriscono i riti di iniziazione nel transitare da una condizione sociale ad altra, vi è per l’individuo nell’assunzione del nuovo status l’assunzione anche di tutte la responsabilità che questo comporta, pone l’individuo ufficialmente in una posizione adeguata alla sua età sancendo i relativi nonché necessari diritti e doveri, questo nel riconoscere l’autorità e l’anzianità determina ordine e stabilità.
La cartolina precetto aveva assunto in parte questa ulteriore funzione, un rito di passaggio dall’adolescenza alla piena maturità con le relative assunzioni di responsabilità, un rito che determinava una esperienza comune da identificare nel concetto di Nazione, magari non desiderata ma impressa nella mente quale un sigillo, un termine oltre il quale attraverso la leva si entrava in una dimensione differente del sé.
Attualmente tra i giovani si sono creati riti privati e relative identificazioni necessarie per la creazione della propria identità, in particolare in tempi nei l’eccessivo protezionismo e l’esaltazione anche mediante i social dell’individualismo hanno indebolito la personalità, essendovi tra l’altro una scarsa identificazione con impegno lavorativo o nel superare le difficoltà intellettuali (NEET).
Occorrerebbe pertanto ricostruire dei riti pubblici di passaggio che permetterebbero tra l’altro uno screening della popolazione giovanile, sia in termini di salute fisica e mentale che psicologica, una circostanza di cui attualmente si sente la mancanza.
Quali ufficiali di complemento vi era una selezione che comportava varie giornate di prove psico-attitudinali e di esami medici, superata la selezione si entrava in una graduatoria e se chiamati si accedeva ad un corso di vari mesi con prove interne da superare, pena l’allontanamento dalla Scuola, fino alla prova collettiva finale si creava un forte senso di comunità.
Finito il periodo di applicazione presso il Corpo, che nel mio caso era il I° Gr.A.Pe. “Adige”, III Brigata Missili “Aquileia”, si rimaneva a disposizione con cartolina precetto e allegato biglietto ferroviario entrambi a conservare accuratamente per due anni, da riconsegnare alla scadenza presso il Distretto Militare la perdita era considerata un reato militare come previsto dal Codice Militare, il richiamo poteva avvenire in qualsiasi momento mediante qualsiasi mezzo con manifesto, radio, stampa o telegramma.
In caserma era conservato nel magazzino il materiale d’artiglieria necessario per la formazione di una intera batteria autonoma, detta scherzosamente dagli artiglieri la “batteria fantasma”.
Nota
AA.VV., L’Italia nella rivoluzione mondiale, Limes 2/2026
martedì 10 marzo 2026
sabato 28 febbraio 2026
Save The Date. 21 Giugno 2026 Incontro di Primavera. Osimo (Ancona)
venerdì 20 febbraio 2026
PER UNA LETTURA ANTROPOLOGICA DEI CONFLITTI
Sergio Benedetto Sabetta
Con la
rivoluzione industriale si ha la nascita dell’homo oeconomicus, dove guadagno e
profitto diventano centrali nell’economia, il mercato nell’espandersi viene a
coinvolgere tutta la società con il passaggio dal valore di uso al valore di
scambio, ossia al prevalere del guadagno quale motivazione nella produzione con
il fine ultimo dell’accumulo.
Una volta
avvenuto il passaggio il meccanismo non si ferma più necessitando la politica
per regolarne il funzionamento, il mercato autoregolato genera proprie
istituzioni il cui motivo centrale è il guadagno premiando una visione
individualista fondata sull’Ego, al contrario nelle società primitive il
singolo vale solo come comunità, nella mancanza della produttività si tende a
non depauperare l’ambiente quindi non si premia chi è eccessivo per la
sostenibilità, si crea la tendenza alla frugalità.
L’introduzione
delle macchine trasformano il mercato semplice in mercato autoregolato con
proprie istituzioni, si introduce il principio del consumismo per sostenere la
produzione crescente, esso assorbe tutto quello che serve alla produzione che
una volta inserito nel ciclo produttivo non ne può uscire, necessita quindi la
politica per riequilibrare l’eccesso.
Nella
massimizzazione dei benefici economici non vi è un rapporto con gli altri in
termini di status ma è del tutto individuale (formativisti) , all’homo
simbolicus proprio delle società preindustriali, dove il posizionamento ossia lo
status sociale è dato dal prestigio (sostantivisti), si sostituisce l’homo
oeconomicus.
Occorre
distinguere tra il principio e il modello, il primo è una logica
nell’individuare le forme di integrazione economica dello scambio, il secondo è
la forma concreta che assume il principio, ossia le strutture sociali e
spaziali empiricamente osservabili.
Antropologicamente
l’economia si fonda su tre principi, la “reciprocità”, ossia su un sistema di
doni differiti nel tempo, questo implica la fiducia, la “redistribuzione”, la
quale presuppone un centro gerarchico, ossia una centricità, infine lo “scambio
di mercato”. La reciprocità comporta l’esistere di una simmetria delle
relazioni sociali ma in questa, come nello scambio di mercato, interviene la
variabile tempo.
La
concezione del tempo per gli esseri umani è diversa nelle varie epoche e
categorie, mentre gli animali sono preordinati nel genere umano la concezione
temporale deve essere introitata, i comportamenti culturali che vengono
progressivamente acquisiti una volta introitati diventano naturali, con la
produzione industriale nasce la sincronizzazione del tempo al fine di adattarsi
al funzionamento delle macchine, da questo il modello di standardizzazione del
tempo si stende a tutto il vivere quotidiano, attualmente con il ritorno del
risultato in rapporto al compito e non all’unità di produzione il tempo perde
parte della rigidità acquisita.
La
reciprocità comporta una intera classe di scambi non coerenti nel gruppo,
questo conduce a creare il confine tra un Noi e un Loro con relazioni
differenti da instaurare, dove ingannare nel commercio o scambio all’interno
(Noi) è riprovevole, mentre tale comportamento all’esterno (Loro) è
prestigioso, nella redistribuzione si ha un ulteriore passaggio quale conseguenza
ello scambio dei beni in una struttura gerarchica, la creazione ideologica
della Società.
Nella
società preindustriale ogni atto di consumo è sacrificale tanto agli dei che a
Dio, nella società industriale e post-industriale lo shopping quale atto sacrificale
avviene in funzione dell’altro, ma la morte di Dio e degli dei scioglie il
senso della comunità.
I
greci avevano capito che noi siamo costituzionalmente incompleti, interviene
pertanto la techne (tecnica) quale fuoco donato da Prometeo, dove il logos ha
ragione della tragedia, ma il classico è antieconomico in quanto non produce e
induce libertà nel favorire il pensiero critico.
Gli animali
possiedono modelli di azione rigidi e precisi (istinto), gli esseri umani sono
più flessibili mediante la cultura, un vantaggio nei mutamenti ambientali, ma
la cultura attiva anche condizioni identitarie che a loro volta incidono sulle
performance e la percezione, ma la tecnica non può sostituire il concetto
divino quale ente spirituale, la dimensione simbolica del divino nel suo
legittimare il potere (costruttivismo) non deve essere slegata dal biologico,
ossia il reale, con la conseguente perdita dello spirituale quale risultato
ultimo della secolarizzazione.
Il potere
non è solo politica ma è anche nel biologico quale necessità del coordinamento,
tra i vincoli cognitivi incorporati vi è l’altro che si
affianca ai restanti vincoli cognitivi universali costituiti dal gioco, dalla
persona, dall’ebrezza, dall’essere potenti, dall’eros e da thanatos, l’altro è
la prima condizione per definire chi siamo, senza alterità non c’è identità e
senza identità non c’è società.
L’altro è
necessario per definire il Noi collettivo, ossia la società, il corpo sente
l’alterità, la mente organizza l’alterità, la cultura definisce l’alterità, la
politica gestisce l’alterità, la storia incorpora l’alterità, l’economia
sfrutta l’alterità (Vereni).
Il rituale è
necessario a coordinare la cooperazione, si può distinguere per i piccoli
gruppi, immaginifico, o per i grandi gruppi nei quali rientrano gli stati o la
burocrazia, rutinario o dottrinale, correttamente realizzato ossia formale, le
sensazioni forti che dovrebbero nascere con i rituali creano coesione nel
gruppo, senza che vi sia la necessità di una reale comprensione (dalla
ritualità opaca alla opacità causale).
Il rito è
inteso come integrazione e non solo come compressione al fine del potere mentre
con l’immaginifico la necessità di immaginare provoca fratture nella società
con possibili eresie, il dottrinale allarga la comunità e la consolida, emerge
con l’industrializzazione il nazionalismo come elemento unificatore, anche
linguistico, che permette lo spostamento delle masse necessarie alla produzione
secondo l’innovazione tecnologica.
Nella
seconda metà del ‘900 il concetto di progresso è entrato in crisi, sebbene con l’IA
sia stato ripreso non è comunque sicuro, essendo in atto una crisi ambientale e
ancora il ricordo della “soluzione finale”, riducendosi pertanto alla semplice
tecnica quale potenza e alla sempre più sfocata idea messianica propria degi
USA, il progresso diventa quindi semplice strumento di descrizione a cui
subentra l’idea di decadenza.
Viene meno
nella sinistra la certezza dell’implosione capitalistica ma rifacendosi ad
Hegel si afferma contro l’Illuminismo che la realtà non è obbligatoriamente
razionale, nasce la paura del potere (cratofobia), l’homo oeconomicus diviene
homo strategicus, individuo razionale fondato sull’interesse, subentra una
cecità profonda delle dinamiche sociali, non si riesce più a scorgere nel
potere l’ambiguità di fondo dove ad un potere fondato sulla forza si
contrappone un potere fondato sul prestigio che aggrega a cui si affianca un
potere di cura (es. madre figlio), la stessa sacralizzazione del potere nel
rafforzarlo può portare alla sua limitazione dovendo ritualizzarlo.
Prendersi
cura è adattivo essendo proprio dei mammiferi, così che la leadership può
assumere la funzione di tutela in presenza di una massa critica di cooperatori
tale da potersi affermare contro i predatori, se questi ultimi superano la
quota del 7-8% cessa la cooperazione con il crollo dell’efficienza del gruppo,
ecco la necessità dell’aspetto punitivo e dell’ostracismo, tenendo presente che
siamo animali imitativi attivati socialmente.
Emerge
chiaramente per l’Italia la necessità di una strategia che impedisca
l’affermazione della categoria dei predatori tanto a livello sociale che
industriale, al fine di salvare la coesione interna, questo sia all’interno che
verso l’esterno, altrettanto a livello internazionale, dove l’economia nella
sua assolutizzazione conduce al prevalere degli aspetti predatori, con una
catena di conflitti intrecciati tra loro.
Bibliografia
·
Polanyi
K., La grande trasformazione. Le origine economiche e politiche della nostra
epoca, Einaudi 2010;
·
Mounk
Y. , La trappola identitaria. Una storia di potere e di idee nel nostro tempo,
Feltrinelli 2024;
·
Remotti
F., Prima lezione di antropologia, Laterza 2000;
·
Vereni P., Perché l’antropologia ci aiuta a
fare politica (e vivere meglio), Castelvecchi 2021;
·
Vereni
P., La ninfa e lo scoglio. Riflessioni sul senso dell’antropologia culturale,
Universitalia 2023.
martedì 10 febbraio 2026
Piano Operativo Occupazione Monte Marrone redatto dal Col. Ettore Fruci, comandante la fanteria divisionale 1944
Allegato 50
1° RAGGRUPPAMENTO MOTORIZZATO
COMANDO FANTERIA DEL RAGGRUPPAMENTO
N. 395 di prot. Op. 28 marzo 1944
Oggetto: Occupazione del M. Marrone.
Carta topografica: tavoletta 1 : 25.000 - Castellone al Volturno (ripr. U. T. dello S.M.R.E. ed. marzo 1944)
Allegati n. 3 (omessi).
Indirizzi….
I - Faccio seguito alla mia lettera n. 339 35 marzo, oggetto: " Schieramento settore Castelnuovo ".
II - Il giorno x, all'ora h, il btg. alpini « Piemonte >> darà corso all'occupazione di sorpresa del M. Marrone, attenendosi alle seguenti prescrizioni:
a) il movimento del grosso dovrà essere preceduto da elementi esploranti alleggeriti che, procedendo rapidamente ed affermandosi sulla linea di cresta, dovranno proteggere il successivo movimento degli scaglioni arretrati dalle dirette offese avversarie;
b) la occupazione della linea di cresta avrà carattere nucleare in corrispondenza dei punti più forti, più delicati, di maggiore dominio e di più vasto campo di osservazione e di tiro sul versante occidentale del M. Marrone;
c) nessun'arma automatica dovrà avere la direzione di tiro parallela alla osservazione ed alle provenienze avversarie, perció:
tiro fiancheggiante,
incrocio dei fuochi con le armi contigue,
nessuna postazione in vista, sia come rilevato sul profilo della linea di cresta, che come feritoie non schermate al tergo (basta un telo da tenda).
III. - Sia proceduto ad un conveniente e sollecito sgombero del campo di tiro dalla boscaglia, tenendo presente le prescrizioni relative ai tiri di aggiustamento dei mortai e delle artiglierie (§ VIII e IX).
IV. Tra i primi materiali, dovranno affluire sulla linea di cresta gabbioni, matasse di filo spinato, mine a strappo, talchè, prima di sera, sia già stato dato soddisfacente sviluppo allo stendimento dei reticolati e dei campi di mine (a non meno di 50 metri dalle postazioni delle armi); siano messe in opera molte bombe a mano, in funzione di mine, secondo istruzioni verbali già impartite.
V. La occupazione della cresta del M. Marrone ha valore di posizione di resistenza; essa perciò dovrà essere tenuta ad ogni costo contro eventuali azioni avversarie, che, presumibilmente condotte da grosse pattuglie, avranno il carattere di assoluta sorpresa, specie di notte.
VI. Il battaglione alpini « Piemonte » dovrà strettamente collegarsi tatticamente:
a sinistra: con la occupazione italo-polacca delle Mainarde (q. 1478);
a destra: con la occupazione di q, 1344 del CLXXXV btg. parac.;
con la occupazione arretrata q. 1180 che resta alle dipendenze tattiche del XXIX btg. bersaglieri.
VII. - II comandante del CLXXXV btg. parac.sti applichi, per la parte che concerne il suo tratto di settore, le prescrizioni di cui ai precedenti paragrafi II, lettera b), c), III e IV.
VIII. - Mortai da 81 (vedi lucido allegato n. 1).
a) Schierati: 2 plotoni mortai del CLXXXV btg. parac.sti, 6 mortai (2 per ciascuna cp.) del btg. alpini « Piemonte », 9ª e 10 ª cp. mortai del III/68° rgt. ftr.
Concorrono, per eventuali azioni di fuoco su mia esclusiva richiesta: 2 plotoni mortai del XXXIII btg. bersaglieri.
Non schierati: 2 plotoni mortai del XXIX btg. bersaglieri.
Totale: 36 mortai.
b) Compiti:
plotoni mortai del CLXXXV btg. parac.sti:
zona di sorveglianza n. 1,
tratti di sbarramento n. 11-12;
mortai del btg. alpini Piemonte:
zona di sorveglianza n. 2,
tratti di sbarramento n. 13-14-15;
9ª cp. mortai del III/68" rgt. ftr.:
zona di sorveglianza n. 3,
tratti di sbarramento n. 16-17;
10ª cp. mortai del III/68° rgt. ftr.: 10% cp. mortai del 111/68° rgt. ftr.:
zona di sorveglianza n. 4,
tratti di sbarramento n. 18 e 19;
plotoni mortai del XXXIII btg. bersaglieri:
tratti di sbarramento nell'alta Valle Viata (comuni alla difesa delle Mainarde).
c) Modalità:
i mortai dei btg. Piemonte e CLXXXV parac.sti agiscono alle dirette dipendenze dei rispettivi comandanti di btg.:
le cp. 9ª e 10 ª, al comando del comandante il III/68°, costituiscono massa di manovra alle mie dirette dipendenze;
i tiri di aggiustamento per lo sbarramento saranno effettuati il giorno x
dalle ore h alle ore h+60': 9ª cp.,
dalle ore h+60' alle ore h + 120': mortai del btg. alpini Piemonte,
dalle ore h+ 120' alle ore h+180': mortai del CLXXXV btg. paracadutisti,
dalle ore h+180' alle ore h+240': 10ª cp. morai;
riserva di comunicare il giorno x ed ora h prima della quale è vietato qualsiasi tiro.
d) Collegamenti:
con filo diretto: tra me e le cp. 9ª e 10ª ed i plotoni del XXXIII btg bersaglieri;
tramite rispettivi comandanti di btg rimanenti.
IX - Artiglieria:
IV/11° alle mie dirette dipendenze dalle ore 6 del giorno x;
btr. Alpina: continua a rimanere alle mie dirette dipendenze; azioni di fuoco soltanto su mio ordine;
II e III/11°: concorso in seguito a mia richiesta rivolta al comando I raggruppamento.
Compiti: nessuna azione di fuoco precederà od accompagnerà il movimento del btg.
Saranno invece:
effettuati tiri di accecamento sugli osservatori nemici principali (M. S. Michele, M. Mattone Colle dell'Altare), già in esecuzione sin dai giorni precedenti;
predisposti tiri di interdizione sulle principali vie di accesso alla zona di M. Marrone;
effettuati tiri di aggiustamento nei tratti di sbarramento « Aosta », « Ivrea» e « Torino» quando la cresta del M. Marrone sarà stata occupata.
Osservazione: la pattuglia O. C. del II/11º, già dislocata con il comando btg. alpini, seguirà nel movimento i reparti avanzati del btg. stesso in modo da stabilirsi e funzionare sulla vetta, appena raggiunta.
Richieste di fuoco: saranno effettuate direttamente da me e, parallelamente, servendosi delle pattuglie O. C.
Collegamenti:
a filo e radio: quelli in atto;
in caso di mancato funzionamento, e soltanto per quanto riflette lo sbarramento:
serie di razzi rossi: « apertura del fuoco »,
serie di razzi verdi: « cessazione del fuoco ».
X - Riferimenti: valersi del profilo del M. Marrone e relativa numerazione.
XI. - Collegamenti: restano invariati quelli disposti al paragrafo 8 del citato foglio n. 339.
XII. - Posto di comando: invariato.
XIII. -Prescrivo che le comunicazioni sollecite, complete ed esaurienti delle novità, mi siano inviate - con tutti i mezzi a disposizione - non appena si verificano, anche negative alle ore 3,30, 9,30, 15,15, 21,30 di ciascun giorno.
XIV. Riserva di comunicare giorno x ed ora h.
XV. Ricevuta.
Il Colonnello comandante
ETTORE FUCCI
sabato 31 gennaio 2026
Franco di Santo Il Pensiero Strategico di Raimondo Montecuccoli
martedì 20 gennaio 2026
I Raggruppamento Motorizzato . Situazione. 24 gennaio 1944
B.D. MORGAN, Capitano A.G.D. Ass. Aiutante Magg
Allegato 37
COMANDO V ARMATA
24 gennaio 1944
MEMORANDUM
FER IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA 5ª ARMATA
1. La conferenza col generale Utili, che ha seguito la sua conferenza col generale Clark, ha esposto il nuovo organico proposto per il 1 raggruppamento italiano come segue:
un rgt di fanteria, il 68°, organico 2 battaglioni: forza totale circa 1800 uomini,
un rgt bersaglieri, organico 2 battaglioni; forza totale circa 1250 uomini. I due battaglioni saranno il 29º (zona di Brindisi) ed il 33° (Sardegna). Il 51° btg che fa ora parte raggruppamento non sarà incluso.
Un btg paracadutisti, il 185º, organico tre compagnie: forza 15 ufficiali e 450 c) un btg. paracadutisti, il 185º, organico tre compagnie, forza: 15 ufficiali e 450 uomini (vedi paragrafo 2 sotto);
un btg. alpini comprendente una batteria da 75 mm. someggiata; forza 600 uomini;
il battaglione Arditi della Sardegna: forza 600 uomini;
l'artiglieria (4 gruppi) ed il genio rimarranno come sono attualmente.
2. Il 185º btg. paracadutisti è composto dei resti di un rgt. paracadutisti che, secondo quanto detto dal gen. Utili, combattè in Sicilia e Calabria come parte di una divisione paracadutisti. Il personale è composto di volontari di tutta Italia, non necessariamente del Nord. Essi sono la parte migliore del raggruppamento, dichiara il gen. Utili; la loro arma principale è il fucile automatico Beretta da 9 mm. Essi hanno pure alcune mitragliatrici, tre mortai da 81 mm, e cinque cannoni anticarro da 47 mm. Saranno pronti a combattere il momento in cui arriveranno, è stato dichiarato. Il loro equipaggiamento, sia individuale che di reparto, è completo. Oltre ad essere addestrati come paracadutisti, essi sono addestrati come leggera celere fanteria e possono essere usati sia nel compito di rottura nel fronte, oppure possono essere mandati avanti in missione di colpi di mano o di disturbo. Essi sono strettamente paragonabili ai nostri Rangers o ai Commandos britannici, dichiara il gen. Utili. Non hanno mezzi di trasporto organici, eccettuati pochi veicoli per i mortai ed i cannoni anticarro. Sono stati predisposti i mezzi di trasporto per portarli qui, è stata ottenuta via libera per il movimento stradale e si prevede che arriveranno in pochi giorni. Il gen. Utili ha espresso il desiderio di spostare il 67° rgt. fanteria fuori della zona del raggruppamento per non avvelenare gli animi del 68° fanteria che sta per giungere. L'aver noi aggregato il 67° fanteria al II corpo d'armata risolve questo, con soddisfazione di ognuno fatta eccezione forse per il 67º ftr. stesso.
3. Il 68° rgt fanteria ha al seguito, nella sua attuale dislocazione, 450 muli ed il personale e l'equipaggiamento necessario per provvedere all'intero raggruppamento con un reparto di salmerie. E’ intenzione del gen. Utili di trasformare il raggruppamento da motorizzato a normale non motorizzato, ma però con una compagnia di automezzi e di guidatori raccolti dai reparti al momento della loro motorizzazione. Il col. Tate è in pieno accordo con questa proposta.
4. Il gen. Utili sembra essere fermamente convinto nell'idea che il raggruppamento italiano è prossimo a poter essere nuovamente impiegato in azione malgrado le povere condizioni delle sue armi e del suo equipaggiamento. In vista di questo egli mi ha chiesto di disporre per il ritorno dei 250 autieri che furono inviati alla nostra Sezione Trasporti, in modo da poter addestrare e preparare il gruppo per la prossima missione. Io dichiarai che avrei investigato la questione della restituzione degli autieri e lo avrei informato entro pochi giorni. Il col. Tate dichiara che egli ha urgente bisogno dei guidatori e che non prevede alcuna possibilità per il loro prossimo rilascio. Oltre ai 250 autieri mandati alla nostra Sezione Trasporti, ce ne sono apparentemente 35 altri, o più, i quali soddisfano alle esigenze del rifornimento e dello spostamento del btg paracadutisti nella zona del raggruppamento.
5. Il gen. Utili ha richiesto il seguente ordine di precedenza per lo spostamento dei nuovi reparti nella sua zona:
a) primo Comando di reggimento e 33° btg bersaglieri dalla Sardegna;
b) secondo: Battaglione arditi dalla Sardegna;
c) terzo 29º btg bersaglieri dalla zona di Brindisi;
d) quarto: 68° rgt fanteria dalla zona di Brindisi;
e) quinto: gruppo salmerie (450 muli) dalla zona di Brindisi;
f) sesto: btg alpini con aggregata la batteria di artiglieria someggiata (130 muli) da Apucia (zona di Brindisi) dopo il 15 febbraio.
6. Proposte:
a) Che il servizio G-4 ispezioni il 185º btg. paracadutisti al suo arrivo e che un ufficiale paracadutista qualificato, se disponibile (probabilmente del 1º SBF), controlli il loro stato di addestramento.
b) Che si notifichi al raggruppamento italiano che le esigenze operative escludono il ritorno dei suoi autieri per almeno un altro mese.
c) Che la precedenza di movimento del gen. Utili (paragrafo 5) sia approvata.
Ten Col di SM, Assistente G-3
domenica 11 gennaio 2026
L'Aver inteso, senza lo ritener non fa scienza
Si riporta la documentazione a corredo del motto adottato per il CESVAM centro studi sul valore militare dell'Istituto del Nastro Azzurro
In evidenza Francesco Vettori, ambasciatore di Firenze a Roma, presso lo Stato Pontificio
Il Motto rappresenta la sintesi delle consistenza e profilo di ogni organizzazione. Nelle sue caratteristiche deve avere quella della sinteticità e del profondo significato.
Il CESVAM ha inteso
adottare il seguente motto
“L’aver
inteso, senza lo ritener, non fa scienza”
Come noto, il passo è
in Dante, Paradiso, V., Versi 41-42, non nelle esatta sequenza come qui
presentata ed adottata, che ha assunto una sua valenza ulteriore in quanto
citato il passo da Machiavelli, nell’esilio all’Albergaccio, presso San Cascano,
momento chiave e qualificante della vita
del grande fiorentino. Sono i momenti della nascita del “Principe”, opera
fondamento della Scienza Politica moderna, che trova il suo annuncio nella ancor più nota
“Lettera a Francesco Vettori” del 10 dicembre 1513.
Pessimismo e fortuna,
lontananza dalla politica, l”’ingaglioffamento”
il colloquio con i classici ed la “ verità effettuale della cosa” sono i
passaggi chiave della Lettera all’Ambasciatore ed amico che è può essere
adottato anche come programma che vale la pena di seguire.
L’alternanza di “ingaglioffarsi”
e di indossare i “panni curiali” sono i cardini di un atteggiamento che dovrebbe
permettere ad ogni componente del CESVAM di attuare in modo pratico il motto
sopra indicato.
La ricerca, lo studio,
l’impegno, non ha alcun senso e tutto in breve verrebbe dimenticato, se non
viene fissato nella memoria, nello scritto, nell’elaborato. Facendo questo si
fa “scienza” si costruisce e si fa “sapere”, che è la finalità ultima del
CESVAM, che è in finale rimane e deve essere sempre un Centro Studi. In questa
sequenza, che è il programma adottato si racchiudono i comportamenti di
relazione in un affinamento per step successivi che rappresentano le regole di
partecipazione al CESVAM.
Massimo Coltrinari





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