Le Brigate di fanteria "marchigiane": Marche, Ancona, Macerata, Pesaro, Piceno

Le Brigate di fanteria "marchigiane": Marche, Ancona, Macerata, Pesaro, Piceno
Le Marche e la Grande Guerra. Il volume è disponibile in tutte le librerie. Si può ordinare alla Casa Editrice, (ordini@nuovacultura.it). Node su www.storiainlaboratorio.blogspot.com

lunedì 20 marzo 2023

La conquista di Ancona Luglio 1944 I Parte

 


Gli Italiani sulla scena. 10 luglio ed 11 luglio 1944

4.1. Dopo Filottrano. Gli Italiani sulla scena. 4.2 Gli altri Italiani impiegati dai Polacchi: La brigata “Maiella”. La 111a Compagnia Ponti

 

Ribadiamo anche qui questo concetto: che il Corpo Italiano di Liberazione era inquadrato nel II Corpo d’Armata Polacco, rappresentando un terzo delle forze combattenti del medesimo e, agli ordini del suo Comandante, Anders, operava lungo la dorsale adriatica. Il Corpo d’Armata Polacco era l’unica Grande Unità che agiva in questo settore. Sembra una banalità, ma la deduzione è semplice: le Marche, come gran parte dell’Abruzzo, sono state “liberate” dai Polacchi, ovvero da Polacchi e dagli Italiani. Estendendo il concetto, Ancona, la più grande vittoria di Anders in questo periodo, se si vuole essere precisi, è stata ottenuta dai Polacchi e dagli Italiani, ove i primi hanno svolto sia l’azione di fissaggio che l’azione di rottura del fronte nemico, ed i secondi l’azione di copertura del fianco sinistro da eventuali azioni avvolgenti nemiche. Sembrano sottigliezze, ma la memoria storica non può essere tramandata ignorando completamente la parte svolta dal Corpo Italiano di Liberazione nella liberazione delle Marche in generale e di Ancona, in particolare. Ma questo si inserisce in situazioni contingenti coeve, l’interesse polacco ad essere gli unici protagonisti, si somma all’interesse britannico a sminuire ed emarginare ogni contributo combattente italiano, per paura e tema che, al momento della vittoria, gli Italiani, vinti e sconfitti nella guerra 1940-1943, avanzassero pretese al tavolo della pace.[1] Oggi queste esigenze sono cadute e si può quindi parlare a tutto tondo.

 

4.1. Dopo Filottrano. Gli Italiani sulla scena.

Il Comando del II Corpo Polacco, su questa linea, non diede rilevanza al combattimento di Filottrano. Nel loro rapporto ne fanno cenno solo in modo superficiale. La ragione di questo approccio, secondo Giuseppe Campana, è da individuarsi nel fatto che l’obiettivo dei Polacchi era la conquista del Porto di Ancona, dell’aeroporto e della raffineria di Falconara, un polo, quello anconetano di estrema importanza dal punto di vista tattico-logistico. Tutto quello che era intorno a questo obiettivo perdeva di rilevanza.

Scrive Campana:

 

 Da qui lo scarso spazio dato nel “Rapporto” a quello che sarà conosciuta come la “Battaglia di Filottrano”. Filottrano è un punto chiave nel dispositivo di difesa tedesco, ma la sua conquista, per i Polacchi, è solo un episodio da inquadrare nelle “battaglie per Ancona”. Le fonti storiche sia polacche sia tedesche concordano nei fatti nel definire Prima Battaglia per Ancona (o battaglia preliminare di Ancona) la presa di Filottrano e gli scontri che si svolgono dal 2 al 9 luglio 1944 e Seconda Battaglia per Ancona (o battaglia principale per Ancona) i combattimenti svoltesi dal 17 al 19 luglio 1944. Inserire l’episodio di Filottrano nel più ampio contesto delle battaglie di Ancona ha un’unica funzione di chiarezza storiografica e nulla toglie, ovviamente, al valore dei soldati del C.I.L. (Corpo Italiano di Liberazione, n.d.a)”. [2]

 

Dal punto di vista tattico, questa impostazione non ha le sue notevoli rilevanze. Gli avvenimenti precedenti avevano dimostrato che senza il Corpo Italiano di Liberazione le difficoltà per prendere Ancona erano veramente grandi. Occorreva avere più forze disponibili; in quel momento vi era disponibile solo il Corpo Italiano di Liberazione; questo il dato da sottolineare: il Corpo Italiano di Liberazione è indispensabile per prendere Ancona in breve tempo.

Nonostante questa esigenza, sia da Polacchi, sia da Britannici sia da Tedeschi essa è considerata e non presa in considerazione per gli Italiani; al Corpo Italiano di Liberazione non erano stati forniti dagli Alleati i “carri armati”, ovvero l’arma che permetteva sul campo di battaglia del 1944 di svolgere l’azione risolutiva. Gli Italiani dovevano sì partecipare, perché non si poteva farne a meno[3], ma in modo subordinato. Questo sarà la causa dei insuccessi, dei ritardi ed anche dei rimproveri che verranno rivolti al Corpo Italiano di Liberazione nel corso delle operazioni per gli insuccessi tattici riportati. Ancora una volta quando ragioni politiche interferiscono con quelle tecnico-tattiche, i risultati sono sempre negativi. Le successive operazioni, pur nella loro limitata portata, ne sono un esempio abbastanza chiaro.

Per il Comando del Corpo Italiano di Liberazione la battaglia di Filottrano è fondamentale. Tenuto a margine delle operazioni, inserito nel proprio dispositivo organico come unità “complementare”, il Corpo Italiano di Liberazione doveva svolgere solo compiti secondari. Ne fa fede la sua dislocazione alla fine di giugno, con i suoi reparti sparpagliati su una profondità di circa 250 chilometri. Segno quanto mai evidente che il Comando Polacco non aveva alcuna intenzione di impiegarlo in azioni congiunte su vasta scala accanto alle proprie truppe. Ancor più convinto il Comando Polacco del fatto che poteva conquistare Ancona con le proprie forze, senza l’apporto degli Italiani, e con un minino dispendio di forze. Questa convinzione era basata sul pieno affidamento che si aveva nei propri mezzi, che erano consistenti, soprattutto se messi in relazione a quelli tedeschi; in particolare si faceva affidamento sui corazzati, con oltre 200 carri armati di vario tipo disponibili, una massa idonea a qualsiasi azione di rottura e sfondamento, che aggiunta alla assoluta supremazia della aviazione tattica, era fattore di sicuro successo. A questo si aggiungeva la constatazione che in tutti i combattimenti sostenuti, i Tedeschi avevano posto una resistenza limitata e temporanea, ovvero avevano opposto solo battute d’arresto e quasi mai reazioni dinamiche, durate pochissimo tempo; ingaggiato il combattimento, dopo poche ore, al massimo un giorno, i Tedeschi si ritiravano, spesso approfittando delle ore notturne. Mai si erano avventurati in una esistenza prolungata, per paura di essere annientati. Chiaro segno che disponevano non solo di poche forze, che dovevano essere preservate a tutti i costi, ma anche di scarsissime riserve. Con queste valutazioni, i Polacchi, superato il 30 giugno il Potenza, erano convinti che Ancona sarebbe stata presa con una sola Divisione, ancorchè rinforzata, con un assalto frontale, sfruttando il terreno, a cavallo della statale 16 Adriatica, che era favorevole all’impiego a massa delle forze corazzate.

Tutto questo si rilevò errato e presto fu evidente che si era sottovalutata la resistenza dei Tedeschi, resistenza che si era molto irrigidita proprio in virtù dell’obiettivo da difendere, ovvero il porto di Ancona, la raffineria e l’aeroporto di Falconara. Per averne ragione occorrevano più forze. In virtù di questo tutte e due le divisioni polacche, la 3a Carpazia e la 5a Krescowa, nonostante che questa ancora non si era ripresa dall’impiego a Cassino, entrarono in linea con tutti i loro effettivi. Necessitava ancor più forze che fossero in grado di porte effettuare una vera e propria manovra di Corpo d’Armata, che la situazione richiedeva se si voleva conquistare Ancona e gli altri obiettivi.

L’esigenza di avere a disposizione il Corpo Italiano di Liberazione divenne una necessità. Da qui i sempre negati autocarri per il trasporto delle truppe italiane, sempre costrette a muoversi “per via ordinaria”, cioè a piedi. d’improvviso furono messi a disposizione ed il Corpo Italiano di Liberazione riuscì in pochi giorni a radunarsi quasi al completo, a non avere più unità disseminate centinaia di chilometri all’indietro, ma tutte alla mano, pronte ad essere utilizzate. In queste condizioni nuove fu affrontato il combattimento di Filottrano, che ebbe una valenza quanto mai determinante. Il Comando Polacco aveva la conferma che sugli Italiani ci si poteva fare affidamento, ovvero si era in grado di impostare la manovra a livello di Corpo d’Armata con tre divisioni affidabili. In pratica si attaccava Ancona con 63.000 uomini contro i 5000 Tedeschi combattenti di prima linea, con un rapporto decisamente soddisfacente. Quella che era la massima incertezza, cioè l’affidabilità degli Italiani, era stata risolta nel migliore dei modi. Filottrano è anche ma sopratutto questo.

Scrive Crepanzano:

 

L’entità delle perdite è una chiara testimonianza dell’asprezza e dell’accanimento con sui si svolsero i combattimenti sulle contese posizioni di Filottrano. L’azione venne preparata, da parte del Corpo Italiano di Liberazione, con metodo e condotta senza precipitazione e con gradualità e razionalità. Dopo aver effettuato delle operazioni preliminari, che servirono a dare un utile quadro d’insieme, il comando del Corpo Italiano di Liberazione impostò l’attacco sulla base delle premesse fondate sulla superiorità morale e materiale e tali che dessero sicura garanzia di successo. Nondimeno l’azione si rilevò ancora più aspra e più difficile del previsto, in quanto la violenza della reazione del nemico conferì in qualche momento al combattimento quella drammatica incertezza, la quale è stata sempre ed è una delle caratteristiche che contrassegnano le vicende della lotta in guerra e dove si rilevano in tutto il loro reale valore le qualità più profonde e più solide dei comandanti e dei soldati.[4] 

 

Questa serietà di intenti, era stata poco presente a Montelungo, è presente già a Monte Marrone. I Comandanti Italiani avevano capito che, per ottenere il successo, il famoso “stellone” italico non era più sufficiente. Cercare di basare tutto solo sul valore delle truppe porta solo ad insuccessi, appunto, come quello di Montelungo. Una seria preparazione, una cura maniacale del particolare, una serenità di azione metodica, lineare, precisa, non potevano che essere utili al successo. Le vuote parole, e la scarsa capacità di approfondire le cose, l’evitare la soluzione di problemi piccoli ed insignificanti, e tante altre manchevolezze nell’azione di comando e preparazione furono sostituite da serietà, capacità e competenza e, soprattutto, dal mai sottovalutare il compito né tantomeno l’avversario, una umiltà che deve essere sempre presente lì dove viene rischiata la vita dei sottoposti. È una inversione di mentalità, frutto del fatto che non si poteva sbagliare.

Nè coglie appieno il significato Massimo Mazzetti, quando scrive:

 

“Lo scontro di Filottrano, fatemelo dire, è stato sostenuto alla maniera americana, impiegando tra riserve e unità di prima linea ben cinque battaglioni contro soltanto due miserabili battaglioni tedeschi e sostenuti, inoltre, da nove gruppi di artiglieria, queste sono cose da prima guerra mondiale. Se vogliamo, è una azione che una volta tanto viene fatta con rapporti di forza schiaccianti, però rimane l’unica, poiché dopo il Corpo Italiano di Liberazione copre il fianco dei Polacchi.”[5]

 

Come sottolinea ancora Crepanzano:

 

L’azione segnò in definitiva il successo delle armi italiane e, con la vittoria, rimasero premiati lo slancio ed il valore dimostrati dalle truppe del Corpo Italiano di Liberazione, ed in particolar modo dalla divisione Nembo, le quali, sostenute dalla propria artiglieria, avanzarono reiterando con risolutezza ed energia gli attacchi. Merita di essere ricordato l’efficace e generoso concorso dato dai Polacchi sia con la propria artiglieria che con i carri “Scherman”. Ma se è giusto nella vittoria esaltare il valore e la risolutezza delle proprie truppe, è pure doveroso riconoscere cavallerescamente che in tutte quelle aspre giornate anche il nemico seppe dimostrare non meno valore e non meno risolutezza delle truppe attaccanti”[6]

 

A livello di cortesia e di rispetto formale la notizia della vittoria a Filottrano da parte dei Comandi Alleati fu accolta con compiacimento. Si aveva la prova che gli Italiani erano in grado di reggere prove degne di nota e dare un certo grado di affidabilità.

Il gen. Leese, Comandante della VIII Armata britannica, inviò al gen. Utili un messaggio di felicitazioni.[7] Il giorno 11 luglio, lo stesso Leese, dopo aver ricevuta la relazione del  gen. Anders, scrisse il seguente messaggio ad Utili:

 

“Personale. Dal generale sir Oliver Leese, Comandante l’VIII Armata.

Al Generale Utili, Comandante del Corpo Italiano di Liberazione. 11 luglio 1944.

Caro generale Utili,

Sono contento di apprendere dal generale Anders le buone notizie riguardanti il comportamento delle Sue truppe durante i recenti combattimenti e mi congratulo con Lei e con loro per la vostra avanzata. Ho avuto molto piacere di apprendere come i Suoi uomini hanno saputo brillantemente agire nel corso del duro combattimento che ha portato alla conquista di Filottrano, e credo che Lei abbia ricevuto il mio telegramma con le congratuli azioni per l’azione svolta.

Personalmente, io ritengo che sia un grande avvenimento il fatto che assieme alla VIII armata vi sia un contingente italiano le di cui azioni potranno diventare un grande contributo al prestigio dell’Italia.

Avrei piacere personalmente di salutarla nuovamente nell’ambito dell’VIII Armata, mentre L’assicuro che potrà sempre contare in pieno sul mio appoggio ed il mio incoraggiamento.

Con i miei migliori auguri per Lei.  Yours very sincerely. Oliver Leese[8].

 

I complimenti e le buone predisposizioni dei Comandanti Alleati, sembravano quasi nascondere i dubbi nutriti sulle capacità combattive degli Italiani, ai quali ora si poteva dare un ruolo maggiore nella situazione tattico-operativa del momento senza patemi d’animo o riserve. Gli Italiani avevano dimostrato che erano in grado di svolgere, oltre ad operazioni complementari, avulse dalla manovra principale contro forze tedesche di scarsa consistenza, anche un ruolo importante nella manovra che i Polacchi si stavano apprestando ad attuare, che doveva rimanere sempre però subordinato e sussidiario, ma pur sempre un ruolo nella manovra che i Polacchi avrebbero attuato per la conquista di Ancona per manovra.

 Il compito del Corpo Italiano di Liberazione divenne, grazie a Filottrano, quello di svolgere azioni protettive sul fianco sinistro della divisione polacca attaccante, mentre l’altra attuava il fissaggio sul fianco destro, nella sua azione principale, che era quella di conquistare Ancona.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



[1] E’ ormai prassi per noi Italiani considerarci vincitori della Seconda Guerra Mondiale. Un tema che qui non vi è spazio per approfondire, ma che è la matrice di tantissime distorsioni e considerazioni fuorvianti, premessa a conclusioni inquietanti.

[2] Campana G. (a cura di), Rapporto sulle operazioni del II Corpo Polacco nel settore adriatico. Giugno-Settembre 1944, la guerra nelle Marche. Le battaglie di Ancona, Loreto, del Metauro, della Linea Gotica in un documento del P.R.O., Ancona, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, 1999, pag. 32 e segg. Al riguardo, si rimanda alla nota 00

[3] I Polacchi erano usciti veramente provati dalla prova di Cassino ed erano in estrema sofferenza in tema di uomini, soprattutto come consistenza delle fanterie. 

[4] Crapanzano E. (a cura di), Il Corpo Italiano di Liberazione. Aprile-settembre 1944. Narrazione-Documenti, Roma, Ministero della Difesa-Esercito, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1971, 2° Edizione, pag 113.

[5] Mazzetti M., Aspetti operativi della campagna primavera-estate 1944, in Atti del Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1996. pag. 95

[6] Crapanzano E. (a cura di), Il Corpo Italiano di Liberazione. Aprile-settembre 1944. Narrazione-Documenti, cit., pag. 114. Se si può concordare con il Crapanzano nel riconoscere cavallerescamente il valore delle truppe nemiche a Filottrano, è anche pur doveroso dire che il comportamento dei soldati tedeschi nella loro generalità è stato, nei confronti della popolazione civile, riprovevole sotto molti  punti di vista. Un Esercito come quello tedesco, con le sue glorie e tradizioni, non doveva permettere comportamenti riprovevoli generalizzati e sistematici nei confronti della popolazione civile; nelle Marche non vi erano, se non in modo marginale, elementi nazisti o truppe combattenti come le Waffen-SS permeate della ideologia nazista, come in altri luoghi d’Europa. Quindi è ancor più rimarchevole il fatto del comportamento inaccettabile della truppa tedesca, che emerge sempre, nella loro negatività, nelle testimonianze dei testimoni oculari. I Tedeschi si macchiarono, occorre ribadirlo, di efferati delitti che nulla avevano a che fare con la guerra vera e propria.

[7] “Il testo del telegramma è il seguente “A Lei ed alle sue truppe le mie migliori congratulazioni per il successo della conquista di Filottrano dopo duri combattimenti” Cfr.:Crapanzano E. (a cura di), Il Corpo Italiano di Liberazione. Aprile-settembre 1944. Narrazione-Documenti, cit., pag. 114

[8] Ibidem

[9] Ettore Troilo era stato volontario, a soli 18 anni, nella prima guerra mondiale, al termine della quale si trasferì a Milano, dove venne a contato con ambienti socialisti, in particolar modo con quello di Filippo Turati ed Anna Balabanoff; partecipò alle attività della rivista “La critica Sociale”. Tornato in Abruzzo, sua terra natale, svolse una intensa attività a favore del Partito Socialista. Successivamente si trasferì a Roma dove svolse la professione forense; di pari tempo divenne segretario dell’On. Giacomo Matteotti. Nel settembre 1943, quando i Tedeschi occuparono Roma, si trasferì in Abruzzo, tra i suoi compaesani

[10] La Brigata “Patrioti della Maiella” nasce dalla iniziativa dell’Avv. Troilo ed una quindicina di suoi concittadini che, per impedire la distruzione del loro paese, Torricella Peligna, decisa da parte del Comando Tedesco cercarono di raggiungere i Comandi Alleati. Espressa la volontà di combattere a fianco degli Alleati, dopo una serie di avventure e superata la diffidenza dei comandanti locali, grazie ai buoni ufficio del magg. Wingram, amante dell’Italia, profondo conoscitore della nostra storia e dei suoi abitanti, avendo ricevuto dal Comando del V Corpo inglese l’incaricato di organizzare gruppi di volontari italiani, Ettore Troilo ottenne l’autorizzazione a formare una unità di combattenti italiani a cui diede il nome di “Patrioti della Maiella”. Tale unità aveva queste caratteristiche: assoluta apoliticità, volontà di combattere ed assoluta fedeltà all’Italia. Gli Inglesi si riservavano la zona d’operazioni per la brigata, a cui avrebbero assicurato il vettovagliamento e le armi, nonché il diritto di modificare gli organici o addirittura sciogliere la formazione. Fino alla sua morte, avvenuta nell’occupazione di Pizzo Ferrato, l’unità fu al comando del magg. Wingram, poi, una volta passata alle dipendenze del II Corpo Polacco nel settore adriatico, al ten. col. Lewicki. Nel momento in cui operava nelle Marche dagli iniziali 200-300 uomini la Brigata raggiunse la forza di 900/100 uomini. La Brigata “Patrioti della Maiella” non dipendeva in nessun modo da autorità italiane e quindi non faceva parte del Corpo Italiano di Liberazione.

Cfr. Diario Storico del IX Corpo d’Armata. Allegato 3. Rapporto del Gen. Properzj a Comando del IX Corpo d’Armata. 18 febbraio 1944., Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, Cartella 2917. Vds. Inoltre.

[11] Domenico di Napoli scrive  “Il seguito al ritiro delle truppe tedesche lungo il fiume Chienti, il Comandante del II Corpo Polacco ordinò l’inseguimento del nemico. Tuttavia, dovendo coinvolgere l’attività operativa verso Ancona, fu costretto a rallentare le operazioni per consentire al Corpo Italiano di Liberazione di serrare sotto, coprendo in tal modo il lato ovest dello schieramento. Data la esiguità delle forze germaniche il Comandante della Brigata Maiella decise di non attendere l’arrivo della Nembo e di proseguire verso il nord. Il due luglio la Brigata occupava Tolentino e San Severino. Il giorno successivo all’impatto con la consistente linea di difesa nemica la costringeva ad assumere un nuovo dispositivo: una aliquota della brigata espugnava Serralta per impedire la via verso Cingoli, mentre altri reparti occupavano Liforni bloccano la strada  verso Frontale. La Maiella prese contatto con il 12° Lancieri polacco lungo la strada di San Severino-Castel Raimondo, e con il Corpo Italiano di Liberazione lungo la San Severino-Tolentino. Mantenere il controllo del settore sorvegliato significava subire il fuoco dell’artiglieria e dei mortai tedeschi, potendo rispondere soltanto con armi di piccolo calibro. Perciò tutte le operazioni della Brigata dovettero essere condotte nelle ore notturne o mediante rapide azioni di sorpresa.

[12] De Napoli D., I “Patrioti” della Maiella, in Dalle Mainarde al Metauro. Il Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) 1944. in Atti del Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1996, pag. 261

 

venerdì 10 marzo 2023

Escursione sul Monte Madlessena






 Con la presente si ha il piacere di invitare la S.V. alla conferenza "Il Deutsche Alpenkorps sul Monte Madlessena - ottobre 1917" che terrò a Torreano (Ud)  venerdì 31 marzo e all'escursione storica, sui medesimi luoghi descritti, che avrà luogo sabato 1° aprile.


Per orari e dettagli della conferenza vedasi locandina allegata, per l'escursione il link sottostante:


Cordialmente

Andrea Vazzaz

mercoledì 1 marzo 2023

INFOCESVAM.ANNO X, 37/38, n. 1 Gennaio - Febbraio 2023, 1 marzo 2023

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO X, 37/38 N. 1, Gennaio – Febbraio 2023, 1 marzo 2023

X/1/651 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 626 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente dedicato alla indicazione dei blog attivati come complemento della piattaforma www.cesvam.org

X/1/652 – Il Progetto 2022 dedicato al Museo dell’Istituto è stato sostituito, su iniziativa del Presidente Nazionale da un altro dal titolo “Attività di esecuzione di ricerche finalizzate alla edizione di pubblicazioni concernenti la data anniversaria della Fondazione dell’Istituto del Nastro Azzurro. Tale progetto prevede la edizione di volumi dedicati alla Storia dell’Istituto e di un Poster/Manifesto

X/1/653 – Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Indetta una riunione il Alla data del 28 febbraio 2023 l’attivazione delle modalità di alimetazione sono in essere per individuare le Federazioni da scegliere per l’ampliamento degli inserimenti

X/1/654 – Il volume dedicato alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale  a raggiunto la realizzazione del manoscritto n. 3 Una sessione di ricerca è prevista per la prima decade di aprile sia presso l’Archivio di Stato di Roma sia presso l’Ufficio Storico dell’Esercito a Via Lepanto dal Direttore, e dal  Dott. Giovanni Riccardo Baldelli.

 

X/1/655 –  Il Programma per le celebrazioni della Fondazione dell’Istituto del Nastro azzurro è disponibile presso la Segreteria Generale. Info:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org. Eventi Principali: 25 Marzo cerimonia all’Altare della Patria; 26 Marzo Santa Messa alla Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, Roma.

X/1/656 –  CESVAM – PAPERS. Riordino dei numeri usciti nel 2019, 2020, 2021 nella edizione su carta. Per la edizione 2022 la titolazione prevede delle variazioni in relazione alle esigenze dell’Albo d’Oro Nazionale

X/1/657 –  Il blog www.uniformologia.blogspot.com continua a pubblicare uniformi, distintivi. Gradi ed equipaggiamenti degli Eserciti dell’Ex Patto di Varsavia.

X/1/658 – Progetto 2022/2 Libano. Predisposta la Copertina. Predisposto il manoscritto 1 con l’impostazione, e la iconografia. Il Coautore Antonio Trogu ha predisposto tutta l’iconografia, parte terza della pubblicazione

X/1/659 –  Albo d’Oro Nazionale. Gli inserimenti al termine del mese di gennaio per i decorati singoli sono stati 495. Hanno prestato la loro opera come Utenti, i Sig. Coltrinari e Orioli e le Sig.re, Bottoni, Tomassini, Monteverde, Mastrantonio.

X/1/660 –   Il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione ha visto il completamento dei Compendi e dei glossari nel mese di febbraio. E’ disponibile. Info: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

X/1/661 – Rivista QUADERNI”. Il numero 2 del 2023, 28° della Rivista dalla Prima Edizone, sarà interamente dedicato al Centenario e avrà una struttura ordinativa “ ad hoc”

X/1/662 – Progetto 2022/1. Volumi aventi per titolo “ L’Istituto del Nastro Azzurro in Italia e nel Mondo. Il Valore Militare Italiano” incentrati sulla documentazione che attesti le attività delle Federazioni/Sezioni/Gruppi sul territorio con cenni iconografici e note storico-geografiche.

X/1/663 – Albo d’Oro Nazionale. Federazione di Imperia.  Testo base “Albo d’Oro della Provincia di Imperia. II Aggiornamento.1998. Inserimento a partire da marzo 2023. Utente Dott. Manuel Vignola

X/1/664 –  Albo d’Oro Nazionale. Federazione di Ancona. Base. “Gli Azzurri della Provincia di Ancona” Ed. 1975. Sono stati inseriti al 28 Febbraio 2023 808 decorati singoli, con questa ripartizione 24, MOVM, 210 MAVM, 295 MBVM, 266 Croci al V.M., 5 Passaggio IN SPE, 5 Promozioni per Merito di Guerra. Ordine Militare d’Italia, n. 4. I dati sono incompleti. Inizia la fa due: revisione del testo.

X/1/666 – Albo d’Oro Nazionale. Federazione di Savona.  Testo base “I Decorati al Valor Militare della Provincia di Savona Edizione 1973. Inserimento a partire da marzo 2023. Utente Dott. Nicolo Paganelli

X/1/667 – Progetto 2022/1. Volumi riguardanti “ L’Albo d’Oro dei Decorati d’Italia”. Come noto nel corso dei suoi cento anni di vita l’Istituto attraverso le federazioni ha edito innumerevoli volumi dedicati ai Decorati delle singole provincie. La raccolta di tutti questi annuari, riordinati rappresenta al momento L’Albo d’Oro Nazionale a stampa  del Valore Militare Italiano. Sul sito dell’Istituto si darà conto di quanto sopra

X/1/668 – Albo d’Oro Nazionale. Federazione di Firenze. Federazione di Pistoia, Federazione di Arezzo. E’ iniziato l’inserimento dei dati di queste federazioni. Utenti: Mastrantonio, Monteverde, Tomasini

X/1/669 –  Albo d’Oro Nazionale. Decorazioni alla Truppe dei Corpi Coloniali. Testo Base: Ales S., Dell’uomo F., Bandiere, Stendardi, Labari e Gagliardetti dei Corpi Militari dello Stato 1860-2007, Roma Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito. Con la Collaborazione del Dott. Giovanni Cecini. Utente Massimo Coltrinari

X/1/670 – Progetto 2022/1 Manifesto/Poster predisposto per la data anniversaria della fondazione. Ha lo scopo di presentare alla popolazione scolastica in tutta Italia il valore militare Italiano riportando in 16 riquadri che cosa è, che cosa fa, che cosa è stato e quello che farà l’Istituto del Nastro Azzurro. IL formato è quello Standard dei manifesti 70x100. I riquadri sono composti per 1/3 da foto (unica) e dal testo /2/3

X/1/671 – Albo d’Oro Nazionale. Sardegna. Non è stato ancora rintracciato alcun annuario di questa Regione. E’ iniziato l’inserimento dei Decorati singoli. Alla data del 28 febbraio erano stati inseriti 167 Decorati di tutte le provincie della Sardegna. Utente. Giorgio Madeddu

X/1/672 – Progetto 2022/1 Volume dedicato al fondatore Ettore Viola contenente una raccolta dei suoi scritti sulla Grande Guerra e sulle sue vicissitudini politiche in contrasto con il fascismo e con Benito Mussolini, sulla base della pubblicazione del testo integrale alla guida del Fondo Ettore Viola alla Biblioteca-Archivio della Camera dei deputati.  E’ in corso di pubblicazione su www.valoremilitare,blogspot.com i punti salienti di detto fondo

X/1/673 –  Albo d’Oro Nazionale. Gli inserimenti al termine del mese di febbraio per i decorati singoli sono stati 1982, per un totale dal 1 gennaio 2023 di 2477. I totale dei soci collettivi è 101 Hanno prestato la loro opera come Utenti, i Sig. Coltrinari e Orioli e le Sig.re, Bottoni, Tomassini, Monteverde, Mastrantonio.

X/1/674 – Il prossimo 13 marzo si terranno le sessioni di laurea dei Master attivati presso la Unicusano (info:www.unicusano.it/ portale master)

X/1/675 – Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 marzo 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

lunedì 20 febbraio 2023

Volume:Il Corpo Italiano di Liberazione Da Monte Marrone al Metauro Aprile – Agosto 1944 La credibilità conquistata sul campo

 


Premessa

 

Oggetto di questo volume è il ruolo che il Corpo di Liberazione Italiano, espressione del Regio Esercito Italiano all’indomani dell’armistizio del settembre 1943 svolse, nel quadro della Campagna d’Italia, nelle operazioni alleate condotte negli Abruzzi e nelle Marche (marzo – settembre 1943).

 

Si vuole prima illustrare e quindi dimostrare che la partecipazione alle predette operazioni, per la dedizione, la bravura, la competenza, pur nella situazione precaria e morale tragica del 1944, con l’Italia trasformata in un campo di battaglia ove si confrontavano eserciti stranieri di invasione e di occupazione, che gli uomini del Corpo Italiano di Liberazione ebbero un ruolo decisivo nel convincere gli Alleati ad ampliare la partecipazione dell’Italia alla guerra contro la coalizione hitleriana, nel quadro della cobelligeranza.

 

Tale partecipazione, che si espresse nella creazione dei Gruppi di Combattimento, permise al Comando Alleato di svincolare truppe anglo-statunitensi e di alleati minori in numero anche consistente per trasferirle sul fronte francese, per l’offensiva finale contro la Germania.

Peculiarità del volume è quella di mettere in evidenza gli aspetti tecnico-tattici di questa partecipazione, come si sono sviluppati e quali risultati hanno conseguito per evidenziare il fatto che in certe circostanze furono decisivi per il conseguimento del successo e quindi il procedere dell’avanzata alleata verso nord.

Il limite di spazio è dato dai territori delle Regioni Abruzzi, Molise e Marche, quello che si definiva nel 1944 il settore “adriatico” territorio dell’anconetano, con andamento sud- nord.

Il limite di tempo preso in esame si sovrappongono alla data di costituzione (marzo 1944) e di scioglimento (settembre 1944) del Corpo Italiano di Liberazione


IL volume sarà edito nel mese di giugno 2023. e potrà essere chiesto all'Istituto del Nastro Azzurro, Roma Piazza Galeno 1  (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

venerdì 10 febbraio 2023

Giovanni Riccardo Baldelli. Gli Ordinamenti dal 1919 al 1939


Il presente volume nel quadro del tema generale “Le riforme militari tra il 1919 ed il 1939.” tratta  e  descrive la evoluzione degli ordinamenti militari italiani tra le due guerre mondiali, via via che si sono succeduti in un ventenni  di accelerate e susseguenti riforme dello strumento militare italiano.

Ci si inserisce neil dibattito che va avanti dagli anni del secondo dopoguerra in merito all’adozione della divisone binaria, per la fanteria, e delle divisioni “celeri”. Un dibattito veramente interessante che il presente volume ed il prossimo sicuramente ravviveranno. E quindi entrambi i volumi rappresentano una fonte di titoli per le tesi del Master in Storia Militare Contemporanea, di cui i volumi sono integrati nell’offerta didattica. E questo è valido non solo per la seconda guerra mondiale, ma anche per le guerre precedenti il 1940, compresa quella in Etiopia e l’intervento a sostegno a Franco, in Spagna.

Il volume tratta anche aspetti particolari con l’ordinamento delle Truppe Coloniali e della Guardia alla Frontiera. Per le prime vi era il retaggio dell’Italia umbertina, mentre per la seconda un Corpo di recentissima formazione che doveva difendere le frontiere, soprattutto quelle settentrionali, sulle

Giovanni Riccardo Baldelli, Socio della Federazione di Ancona dell’Istituto del Nastro Azzurro. E’ docente al Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea dal 1796 al 1960 attivato presso la Università degli Studi N. Cusano Telematica Roma.

In Copertina: Cartolina postale militare dedicata all’Armata del Po. (Collezione dell’Autore)



 

martedì 24 gennaio 2023

Commemorazione dei Caduti del 1944. Testa di Ponte di Anzio

 

COMMEMORAZIONI 79° DELLO SBARCO AD APRILIA E LANUVIO

 

IN MEMORIA DI ERIC FLETCHER WATERS E DI TUTTI I CADUTI DEL 1944

 

I FIORI DI “UN RICORDO PER LA PACE” E DI HARRY SHINDLER AL MEMORIALE INAUGURATO NEL 2014 CON ROGER WATERS

 

 

 

di Elisa Bonacini

el.bonacini@gmail.com

unricordoperlapace.blogspot.it

 

Si sono svolte nella mattinata di venerdi 20 gennaio ad Aprilia e Lanuvio le commemorazioni del 79esimo anniversario dello Sbarco Alleato.

La giornata che ha visto il coinvolgimento delle Autorità Civili e Militari, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma si inserisce nel Circuito delle Manifestazioni promosse dalle Città di Anzio e Nettuno per la ricorrenza dello Sbarco degli Alleati nel gennaio 1944.

Le cerimonie hanno avuto inizio con il raduno presso il Monumento “Graffio della Vita” sito all’incrocio tra la via Genio Civile e via della Gogna, in località Campo di Carne; a seguire la deposizione della corona d’alloro della Città di Aprilia e il discorso del Sindaco Antonio Terra.

Seconda tappa del cerimoniale in via dei Pontoni (località Buon Riposo) presso il Memoriale dedicato al Tenente dei Fucilieri Britannici Eric Fletcher Waters (padre del musicista Roger Waters) ed ai Caduti dello Sbarco.

La giornata commemorativa si è conclusa a Lanuvio, Piazza Berlinguer, con la deposizione di una Corona d’Alloro al Monumento ai Caduti ed il discorso del Vicesindaco Valeria Viglietti.

 

IN MEMORIA DI ERIC FLETCHER WATERS E DI TUTTI GLI ALTRI

Seconda tappa del circuito commemorativo dei tragici avvenimenti che insanguinarono il nostro territorio nel 1944 il Memoriale dedicato al Tenente dei Fucilieri Britannici Eric Fletcher Waters padre della rockstar Roger Waters, ex Pink Floyd. Il memoriale è sito ad Aprilia in via dei Pontoni, località Buon Riposo.

Dopo gli omaggi istituzionali della Città di Anzio e Nettuno, come di consuetudine, il mazzo di fiori dell’Associazione “Un ricordo per la pace” e del veterano dell’esercito britannico Harry Shindler, rappresentante in Italia della “ITALY STAR ASSOCIATION 1943-1945”. A deporre i fiori quest’anno il presidente dell’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) sezione di Aprilia, Francesco Tramontano.

Contattato telefonicamente nella sua abitazione presso Ascoli Piceno l’ultracentenario Harry, impossibilitato ad essere presente causa piccolo incidente domestico, ha inviato i suoi cordiali saluti ed Auguri per il miglior svolgimento delle celebrazioni dello Sbarco che lo vide coinvolto nel 1944 quale soldato semplice nel reggimento Royal Electrical and Mechanical Engineers.

Nato a Londra nel luglio 1921 Harry Shindler partì militare a soli 20 anni, e partecipò alle operazioni militari che seguirono lo “sbarco di Anzio” (“operation shingle”) ed alla liberazione di Roma. Sbarcò ad Anzio, proveniente da Napoli, il 24 gennaio 1944. Quella che avrebbe dovuto essere una “passeggiata” verso la Capitale divenne un tragico conflitto durato ben cinque mesi che provocò migliaia e migliaia di morti. In seguito Shindler risalì l'Italia combattendo i nazisti da Anzio a Firenze e lungo la “linea gotica” fino ad arrivare a Trieste.

Esattamente 10 anni fa, nel 2013, Shindler e l’associazione “Un ricordo per la pace” furono i promotori dell’iniziativa dei monumenti realizzati dal Comune di Aprilia in memoria di Eric F. Waters e dei Caduti senza sepoltura dello Sbarco.

Papà della rockstar Roger Waters, Eric Fletcher Waters morì il 18 febbraio 1944 nei pressi del memoriale, sulle sponde di un affluente della Moletta; Roger aveva solo cinque mesi. Il luogo di sepoltura di Eric è ad oggi sconosciuto, pertanto risulta tra i dispersi di guerra ed il suo nome compare nel Cimitero del Commonwealth a Cassino le cui lapidi riportano i nominativi di oltre 4000 soldati dispersi nella campagna d'Italia.

L’idea di realizzare i memoriali dedicati al papà di Roger Waters ed ai Caduti senza sepoltura del 1944 prese corpo dopo le ricerche di “Un ricordo per la pace” sul caso Fletcher Waters che iniziarono dopo alcune segnalazioni pervenute al Giornale del Lazio. Grazie al coinvolgimento del reduce britannico, esperto in casi di scomparsi in guerra, fu possibile il ritrovamento della documentazione militare britannica relativa al 18 febbraio 1944 ad Aprilia. Le mappe reperite da Shindler presso gli archivi di Londra svelarono che il padre di Roger Waters non era morto ad Anzio nelle operazioni di sbarco, come si era sempre supposto, bensì ad Aprilia. Fu così possibile, grazie ad una attenta interpretazione delle carte d’epoca, individuare il punto preciso di morte, non ritrovare il corpo come erroneamente riportato da alcuni giornali nei giorni delle cerimonie.

Alla risoluzione del caso sta tuttavia ancora lavorando “Un ricordo per la pace” in collaborazione con il “Gruppo Ricerche Storiche”, ma i ripetuti rilevamenti sul territorio attraverso l’utilizzo di sofisticate strumentazioni non hanno dato ad oggi alcun esito.

Il memoriale in località Pontoni è stato inaugurato il 17 febbraio 2014 in una cerimonia privata cui partecipò il figlio Roger. Il musicista, noto l’impegno pacifista contro ogni tipo di fondamentalismo politico e religioso e da anni a difesa dei diritti del popolo palestinese, piantò al centro del monumento circolare un piccolo ulivo, simbolo di pace e rinascita. Il giorno seguente 18 febbraio presenziò all’inaugurazione dell’obelisco nel piazzale dell’ I.I.S. “C.e N. Rosselli” in via Carroceto ora di competenza del Liceo “A.Meucci”. L’evento nel comprensorio scolastico si tenne nel grande auditorium che ospita la mostra sulla Battaglia di Aprilia (collezione Ostilio Bonacini) realizzata con patrocinio del Comune di Aprilia e curata dall’Associazione “Un ricordo per la pace.” Quella del 18 febbraio 2014, nel 70esimo della morte di Eric F. Waters, fu una splendida giornata che vide il coinvolgimento degli studenti di Aprilia con cori e piccoli regali a Roger Waters; venne proiettato anche un video di “Un ricordo per la pace” dedicato al padre; omaggi molto apprezzati dal cantante visibilmente emozionato.

Le cerimonie si onorarono della presenza di rappresentanti delle Ambasciate britanniche, statunitensi e canadesi e l’evento assunse eco mondiale.

 

 

martedì 10 gennaio 2023

INFOCESVAM, BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

 

S

INFOCE VAM

BOLLETINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO IX, 35/36, N. 6, Novembre - Dicembre, 1 gennaio 2023

IX/6/626 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 626 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente  dedicato alla indicazione dei blog attivati come complemento della piattaforma www.cesvam.org

IX/6/627 – Il volume “Il Quadro di Battaglia del Regio Esercito Italiano – 10 giugno 1940 a cura di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio è stato pubblicato. Progetto “Ordinamenti”. Il volume è disponibile presso la segreteria dell’Istituto.                                                                                                                                                                                                                                                    

IX/6/628 Il Volume dedicato alla storia delle compagnie telegrafiste nella Prima Guerra Mondiale di Monica Apostoli è giunto alla fase del manoscritto 4. Avuto il visto del Collegio dei redattori è stato proposto alla Presidenza della Associazione Nazionale Trasmettitori per una pubblicazione congiunta. A metà gennaio 2023 riunione per le decisioni operative.

IX/6/629 Il blog www.atlantestrategico.blogspot.com riporta il quadro di insieme dei maggiori fatti geopolitici del momento attraverso carte esplicative. Utile per l’aggiornamento dei dati di situazione riguardante i maggiori problemi. Attivi i limk di riferimento per l’approfondimento dei temi proposti.

IX/6/630. Dal 15 gennaio 2023 l’Università “N Cusano” riprende appieno in presenza le sue attività sospese per via della esigenza sanitaria. Il ricevimento studenti sarà quindi anche in presenza per coloro che gravitano su Roma, fermo restanti le modalità seguite fino ad ora. Info  www.unicusano.it/master

IX/6/631 Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Il Dott. Roberto Orioli ha predisposto il programma base per la alimetazione con l’iscrizione dei decorati; attivato il collegamento con l’Archivio Digitale in essere.

IX/6/632 Il blog www.guerradiliberazionelastoria.blogspot.com riporta dati ed indicazioni riguardante elementi di aggiornamento del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943-1945. Indicazioni in merito sono riportati in merito al Volume dedicato agli Indici ed ai Percorsi di Ricerca

IX/6/633 Il volume dedicato alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale  a raggiunto la realizzazione del manoscritto n. 2 Una sessione di ricerca è stata svolta il 13 e il 14 dicembre sia presso l’Archivio di Stato di Roma sia presso l’Ufficio Storico dell’Esercito a Via Lepanto dal Direttore, e dal  Dott. Giovanni Riccardo Baldelli.

IX/6/634. Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Indetta una riunione il 10 gennaio 2023 per l’attivazione delle modalità di alimetazione. Saranno Presenti il Direttore del CESVAM, il Dott. Orioli e la dott. Chiara Mastrantonio per la prima azione di tutoraggio.

IX/6/635 E’ uscito il n. 4 del 2022 Anno LXXXIII, Supplemento XXVII, Ottobre – Dicembre 2022, 27° della Rivista, di “QUADERNI” . Eventuali copie possono essere richieste alla segreteria (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

IX/6/636 Il blog www.prigioniadiguerra.blogspot.com riporta gli aggiornamenti del Dizionario minimo della Grande Guerra. Inoltre indicazioni sui volumi dedicati alle “Riflessioni sulla Grande Guerra” N. 13, n.14, n.15 della Collana I Libri del Nastro Azzurro

IX/6/637 Il blog www.uniformologia.blogspot.com riporta indicazioni sul costume  militare recente; in particolare riporta le uniformi della ex URSS  e dei Paesi del Patti di Varsavia. Inoltre tavole sinottiche dei gradi e distintivi e decorazioni degli eserciti dei paesi citati. Base per eventuali tesi di laurea riguardanti la Unione Sovietica e  il suo potere militare.

IX/6/638 Glossario 1945 per il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945. Alla data del 31 ha raggiunto e oltrepassato i 1000 previsti. Attualmente è alla revisione degli Autori. Contattata la Casa Editrice per la edizione a Stampa prevista per la metà del mese di Gennaio 2023.

IX/6/639 Il blog www.internamentoereticolati.blogspot.com riporta gli aggiornamenti sulla ricerca dedicata l’Internamento in Germania dal 1943 al 1945. Documenti per sostenere la tesi del III Fronte della Guerra di Liberazione. Sono state lette indicazioni che gli internati in Germania non fecero parte della Guerra di Liberazione. La prima domanda da porre a questa tesi è: alloca chi sono?.

IX/6/640 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI2 con l’inserimento di tutte le copertine della Rivista uscite fino al dicembre 2022

IX/6/641 La Rivista “QUADERNI ON LINE” ha avuto nel 2022 26036 lettori/accessi con una media di circa  2200 lettori/accessi con punto di oltre 3000 nei mesi più attivi.

IX/6/642  Il blog www.storiamilitare.blogspot.com riporta le tracce di tesi per il Master in Storia Militare Contemporanea  per la IV Edizione, Anno Accademico 2021

IX/6/643– Compendio 1945 del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione è arrivato al manoscritto n. 5 E’ predisposta la stampa presso la Casa editrice per la fine del gennaio 2023

IX/6/644. Nel n. 6 del 2022 del Periodo dell’Istituto nella IV di Copertina sono state pubblicate le Copertine dei Volumi 13, 14,15 su “Riflessioni sulla Grande Guerra” che completano il Dizionario Minimo della Grande Guerra

IX/6/645 -  Ricerca materiali ed iconografia del Nastro Azzurro. Approntato un piano di ricerca delle Medaglie e delle Produzioni dell’Istituto al fine di acquisire documentazione per i Libri del Centenario in fase di approntamento.

IX/6/646  Il blog www.studentiecultori.blogspot.com riporta indicazioni sulle modalità didattiche della frequenta dei master. In particolare indicazioni  sullo stato di apprendimento dei testi preposti tramite test facoltativi.

IX/6/647. Il blog “Atlanteitalia.blogspot.com raccoglie le note sulla situazione italiana attraverso le carte. Attualmente dei blog geografici è il meno frequentato, forse per via del mancato aggancio ai motori di ricerca.

IX/6/648 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI ON LINE con l’inserimento di tutti Indici fino al Dicembre 2022. Attualmente sono riportati gli indici fino al n. 55 riferito al Luglio 2020.

IX/6/649.  Il blog www.atlanteuropa.blogspot.com raccoglie le note di aggiornamento delle sinossi del Master di Politica Militare Comparata in relazione agli eventi sul confine orientale europeo e le sue conseguenze, soprattutto sul piano energetico e sull’equilibrio delle forze

IX/6/650 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 marzo 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

martedì 20 dicembre 2022

Divisione Partigiana d'Assalto "Italia" Organico al giugno 1945



 La Divisione d’Assalto “Italia rientro in patria con questo Organico:



 Comando Divisionale.

  .. Comandante Giuseppe Marras

  .. Commissario Politico, Carlo Cutolo

  .. Vice Comandante e Capo di SM, Aldo Primeggiani

  .. Vice Commissario Politico, Alberto Mario Ceccarelli

  .. Capo Servizio Stampa, Cultura e Propaganda, Innocente Cozzolino

  .. Commissario di collegamento, Mario Tindari Gatan

. I Brigata “Garibaldi”

  .. I Battaglione “Ulisse Nannizzi”

  .. II Battaglione “Antonio Mercenario”

  … III Battaglione “Poljiana”

. II Brigata “Matteotti”

  .. I Battaglione “Crni Vrhi”

  .. II Battaglione “Francesco Bertuccelli”

  … III Battaglione “Saverio Failla”

.III Brigata “Mameli”

  .. I Battaglione “Novi Grabovac”

  .. II Battaglione “Cosimo Di Maggio”

  … III Battaglione “Ettore Ramires”

. IV Brigata “Fratelli Bandiera”

  .. I Battaglione “Antonio Longo”

  .. II Battaglione “Brezovac”

  … III Battaglione “Msrcello Piantanida”

. Battaglione Armi di Accompagnamento “Sarengraf”

.Compagnia Comando Divisionale

Compagnia Genio Divisionale

Reparto Sanità Divisonale

Centro Stampa e Propaganda

Cfr. Bistarelli A., La Resistenza dei Militari Italiani all’Estero. Jugoslavia Centro Settentrionale,  cit. pag. 466

sabato 10 dicembre 2022

Il Rimpatrio della Divisione Partigiana d'Assalto "ITALIA" Dalla Jugoslavia. Giugno-Luglio 1945

 


Dalla Jugoslavia rientrano in Italia due unità combattenti, che sono assunte quasi a simbolo della Resistenza dei militari italiani all’estero: La Divisione “Italia” e la Divisione “Garibaldi”

 La Divisione Italia, terminò la guerra operando nel nord della Jugoslavia e stava per essere coinvolta indirettamente nella vicenda della occupazione di Trieste da parte Jugoslavia nel maggio del 1945. Certamente dal punto di vista politici la presenza di unità combattenti italiane a Trieste, ovvero la Divisione “Italia” e quella, solo ipotizzata, della Divisione “Garibaldi” che stava per essere imbarcata a Ragusa con destinazione che poteva essere il territorio metropolitano ma anche l’Istria se non Trieste, avrebbe assunto un significato estremamente importante. Sia gli Alleati, ma soprattutto i dirigenti jugoslavi, pur apprezzando l’operato delle due divisioni, non erano propensi a vedere italiani in armi, nelle loro fila, in Istria e soprattutto a Trieste.

La questione fu risolta con il rimpatrio nel territorio metropolitano italiano, la Divisione “Italia” con destinazione il Friuli, la Divisione “Garibaldi” con destinazione le Puglie.


Le operazioni di rientro si possono fa risalire, per la Brigata “Italia” già il 18 giugno 1945 quando la Brigata versa alla II Armata jugoslava il materiale e i mezzi esuberanti (carri, cavalli, munizioni, armi pesanti, e materiale vario) le necessità del rimpatrio. Si risolvono le questioni relative a militari italiani che liberamente hanno scelto di rimanere in Jugoslavia. Il 24 giugno 1945 al cimitero di Mirogj il 24 giugno 1945 viene inaugurato un monumento dedicato ai Caduti della Divisione Partigiana “G. Garibaldi” alla presenza del Comandante la Divisione, Marras, e di Ufficiali e Truppa, della Autorità del Governo Croato e della Città di Zagabria. Fu indetto un concorso per la frase di incidere nella Lapide. Ne furono presentate quattro e non trovandosi l’accordo su quella da scegliere furono incise tutte e quattro.[1]

Il 27 giugno 1945 fu inviato al comando della Divisione l’ordine di rientro in Italia. Il rimpatrio doveva avvenire per ferrovia. Furono necessari due treni. Per tutto il pomeriggio del 27 giugno il personale fu impegnato a predisporre il caricamento dei treni.

Per accordi tra le Autorità superiori e per valorizzare il contributo dei militari dell”Italia“ “questa alla vigilia del rimpatrio venne elevata al ragno ordinativo di Divisione”. Di conseguenza la Brigata “Italia” si trasforma in “Divisione” ed i quattro battaglioni e rispettive compagnie in Brigate e Battaglioni.[2] La partenza è data alle ore 9 in punto del 28 giugno 1945 con direzione il territorio italiano. Tutti mancano dall’Italia da circa tre anni e in quel giugno 1945 giurava come presidente del Governo Italiano Maurizio Parri, che aveva partecipato alla guerra di liberazione con il nome di “Maurizio”. Il convoglio giunse a Sezana, a ridosso della linea di demarcazione italo-jugoslava, il 29 giugno 1945, ove si ferma in attesa di ulteriori disposizioni sia da parte alleata che da parte italiana. Tutto il personale è concorde che il rientro in territorio nazionale deve essere degno di nota e non si accettano soluzioni volte a sminuire il significato del rientro e il portato delle azioni della divisione. Questo comporta lungaggini burocratiche che si risolvono con interventi anche da Roma. Il 2 luglio 1945 la Divisone varca la linea di demarcazione e finalmente arriva in Italia, a Torre di Zuino, sede di uno stabilimento della Snia Viscosa che molti reduci ricordano come Torre Viscosa.

La cerimonia ufficiale di rientro si svolgerà a Udine il 7 luglio 1945. La Divisione si schiera alla presenza dell’On. Mario Palermo, sottosegretario alla Guerra, del gen. Howard del Comando della VIII Armata Britannica, competente per territorio, del Sindaco di Udine, Cosattini, di Mons. Nogara, Arcivescovo di Udine di rappresentati del Governo jugoslavo e del Comando de C.V.L. Comando Corpo Volontari della Liberta e di Rappresentati Militari dell’Esercito, tra cui il gen. Armellini, già comandante della divisone “Bergamo” in Jugoslavia. Subito dopo la cerimonia inizia la consegna delle armi.

Non si è ritenuto inquadrare il personale della Divisione “Italia” reduce dalla Jugoslavia in quanto il Regio Esercito era ancora sotto il mandato della Commissione di Controllo Alleata. La divisione fu considerata alla stregua di tutte le formazioni partigiane: al momento dell’arrivo delle forze alleate o dopo la fine della guerra in Italia, il 2 maggio 1945, tutte le formazioni dovevano consegnare le armi e le munizioni.

L’11 luglio il personale assiste ad una messa in Suffragio di tutti i caduti della Divisione: è l’ultima cerimonia ufficiale. Dal giorno dopo inizia l’invio in licenza di tutto il personale: è il sospirato ritorno alle proprie case.  Il Diario Storico della Divisione si chiude il 31 luglio 1945, mentre un Ufficio stralcio, composto degli Ufficiali Parmeggiani, già vicecomandante e capo di SM. Minati e Gardini, si reca a Roma a consegnare tutta la documentazione esistente ( vi arriva proprio il 25 luglio 1945, data estremamente significativa, e continua il lavoro fino al novembre 1945.



[1] Le frasi sono  1)“Compagno! Quando vedrai mia madre dirle di non piangere. Non sono solo. Giace con me un compagno Jugoslavo.” 2) Che nessuno ardisca gettare del fango sul sangue versato nella lotta in comune” 3) Trovammo qui fede-madre-pane-fucile.I morti lo sanno, i vivi non lo dimenticheranno”. 4) Fiume di sangue divisero due popoli. Li unisce oggi il sacrificio dei compagni jugoslavi”. Vds Bistarelli A., La Resistenza dei Militari Italiani all’Estero. Jugoslavia Centro Settentrionale, Roma, Commissione per lo Studio della Resistenza dei Militari Italiani all’estero, COREMITE, Rivista Militare, 1996, pag. 460

[2]