post in progress
Espressione della attività del Comitato Scientifico del Club Ufficiali Marchigiani riporta pagine e note di Storia militare riferite principalmente alle Marche come contributo alla conoscenza di questa Regione e espressione nostra di marchigianità
lunedì 27 novembre 2023
lunedì 20 novembre 2023
venerdì 10 novembre 2023
INFOCESVAM, Bollettino Informazione del Centro Studi sul Valore Militare, Anno X, 45/46 n. 5 Settembre - Ottobre 2023, 1 novembre 2023
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO X, 45/46 N. 5, Settembre -
Ottobre 2023, 1 novembre 2023
X/5/751 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: X anno di edizione, il mese di
edizione di INFOCESVAM, 7751 il numero della comunicazione dal numero 1 ad
oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga
omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del
Nastro Azzurro. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di
aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo
d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare. L’ultima indicazione aggiorna o
annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è
principalmente dedicato all’aggiornamento dei progetti in corso ed alla
accessibilità ai Blog Storici collegati.
X/5/752 Progetto 2017/2
Capire la Grande Guerra. Concluso. Sono stati pubblicati tre volumi (13, n.14,
n.15) La serie di tre volumi è disponibile alle Federazioni che ne fanno
richiesta, salvo rimborso spese postali.
(info:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
X/5/753 E’ allo studio la fattibilità di creare uno
spazio video sul canale You Tube dedicato due volte alla settimana alla
presentazione delle attività editoriali
del CESVAM. L’inizio dovrebbe avvenire nel mese di gennaio p.v.
X/5/754. QUADERNI ON
LINE, espressione in rete della rivista QUADERNI, edizione a stampa, ospitata
su www.valoremilitare,blogspot.com.
Alla data del 30 ottobre 2023 i contatti totale sono stati 153575, quelli
dell’ultimo mese, 1342, la media dei contatti è di circa 2000/2300 al mese.
X/5/755 Progetto 2022/1
Libano. A 40 anni dalla prima esperienza fuori area. Il manoscritto 1 è stato
approntato il manoscritto 5.
X/5/756 Blog Storici.
Aggiornamento Sinossi Master. www.storiainlaboratorio.blogspot.com.
Cadenza decadale. Alla data del 30 giugno 2023 contatti totali “ab inizio”
52894, contatti giugno 2023: 3781; media mensile 300/400. Post pubblicati 451.
Blog di riferimento per le pubblicazionidi carattere storico
X/5/757.Progetto 2022/2.
Incrementazione del Museo di Salò. Dato che il Museo dell’Istituto è passato
sotto la gestione diretta del Comune di Salò il Progetto è stato rimodulato con iniziative riguardanti il Centenario del
Nastro Azzurro. Vds Progetto Centenario 2022/2023/3.
X/5/758 Progetto 2019/2
Le Vicende dei Militari Italian in Russia 1941-1953. È stato pubblicato il
primo volume dalla serie. Il Volume 2 ed il Volume 3 sono terminati come
manoscritto n. 5. Si conferma che non avendo la disponibilità della Tipografia
della Casa Editrice, la fase di editing è posticipata
X/5/759 Blog Storici.
Aggiornamento Sinossi Master. www.prigionia.blogspot.com.
Cadenza decadale. Alla data del 30 giugno 2023 contatti totali “ab inizio”
63742, contatti giugno 2023: 956; media mensile 343. Post pubblicati 410. Blog
di riferimento per i temi riguardanti il combattente disarmato solo per periodi
di guerra dichiarata.
X/5/760 Progetto
2022/2023/3. Progetto del Centenario. Sono state previste ricerche e
realizzazioni riguardanti L’Istituto del Nastro Azzurro in Italia e nel Mondo;
Ettore Viola, e i 100 anni di vita dell’Istituto. Inoltre è previsto un
Manifesto su 16 facciate che esplicano la realtà dell’Istituto
X/5/761. Blog Storici.
Aggiornamento Sinossi Master. www.lagrandeguerra.2014-1918.blogspot.com.
Cadenza decadale. Alla data del 30 giugno 2023 contatti totali “ab inizio”
1769, contatti giugno 2023: 4; media mensile 10. Post pubblicati 218. Blog di
riferimento per i temi riguardante il primo conflitto mondiale
X/5/762. Progetto 2023/1 Albo
d’Oro Nazionale- Vds Annesso
X/5/763 Progetto 2020/1
“La prigionia Italiana in mano britannica Kenya. Il Volume è nella fase di
manoscritto 4. Si prevede che per
settembre p.v. si completa il manoscritto 5 Riserva di avviare la Fase di
editing
X/5/764, Blog Storici.
Aggiornamento Sinossi Master. www.uniformologia.blogspot.com.
Cadenza decadale. Alla data del 30 giugno 2023 contatti totali “ab inizio”
102124, contatti giugno 2023: 3407; media mensile 549. Post pubblicati 417.
Blog di riferimento per fornire elementi di conoscenza del costume militare
X/5/765. La Sessione di
Laurea Anno Accademico 22/23 per il Master di 1° Livello in Storia Militare
Contemporanea dal 1792 al 1960 è fissata il giorno 30 novembre 2023 .info.
www.unicusano.it/master
X/5/766 Progetto 2020/2
Le Riforme Militari tra il 1919 ed il 1919. Sono stati pubblicati Tre volumi
che sono disponibili a richiesta, e come prassi, saranno inviati gratuitamente,
salvo rimborso delle spese postali. Il Volume dedicato agli ordinamenti dal
1940 al 1946 ha assunto questa articolazione dopo la fase del manoscritto n. 3 UN VENTENNIO DI PREPARAZIONE ED UNA
CONCLUSIONE AMARA.VOLUME
1: Gli Ordinamenti del
Regio Esercito predisposti tra le due guerre. 1919 -1939: VOLUME 1 – Tomo I
Testo; Gli Ordinamenti del Regio Esercito predisposti tra le due guerre.
1919 -1939: VOLUME 1 – Tomo II Documenti: VOLUME 2 Gli Organici del Regio
Esercito dal 10 giugno 1940 al 2 giugno 1946,
La Prova dei Fatti. Dal 10 giugno 1940 al 25 luglio 1943 VOLUME 2 – Tomo I Testo Gli Organici del Regio Esercito
dal 10 giugno 1940 al 2 giugno 1946: La Prova dei Fatti. Dal 25 luglio 1943 al
2 giugno 1946 VOLUME 2 – Tomo II Testo,
Gli Organici del Regio Esercito dal 10 giugno 1940 al 2 giugno 1946, VOLUME 2
– Tomo III Documenti, Gli Organici del
Regio Esercito dal 10 giugno 1940 al 2 giugno 1946, VOLUME 2 – Tomo IV Documenti
X/5/767. Blog
Associazionismo Militare. www.studentiecultori.blogspot.com.
Cadenza decadale. Alla data del 30 giugno 2023 contatti totali “ab inizio” 63379,
contatti giugno 2023: 97; media mensile 341. Post pubblicati 594. Blog di
riferimento per fornire materiali di ricerca per tesi di laurea per
frequentatori di Master o per ricerche di specializzazione; anche come vetrina
di attività del Master.
X/5/768 La Sessione di Laurea
Anno Accademico 22/23 per il Master di 1° Livello in Politica Militare Comparata
dal 1860 ad oggi è fissata il giorno 30 novembre 2023 .info.
www.unicusano.it/master
X/5/769. Progetto 2021/2
Centenario della Traslazione del Milite Ignoto. Il progetto è concluso. Sono
disponibili la medaglia coniata nell’occasione che si può richiedere a
segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
X/5/770. Blog
Associazionismo Militare. www.senioresiasd.blogspot.com.
Cadenza decadale. Alla data del 30 giugno 2023 contatti totali “ab inizio”
50889, contatti giugno 2023: 2999; media mensile. Post pubblicati 468. Blog di
riferimento per rafforzare e alimentare l’associazionismo militare di elites.
X/5/772 La Sessione di Laurea
Anno Accademico 22/23 per il Master di 1° Livello in Terrorismo ed
Antiterrorismo Obiettivi, Piani e Mezzi è fissata il giorno 30 novembre 2023 .info.
www.unicusano.it/master
X/5/773 Il Calendario del
Nastro Azzurro 2024 dedicato al Centenario della Fondazione sarà presentato il
giorno 16 novembre 2023 alle ore 18 presso il Museo dei Granatieri Piazza Santa
Croce in Gerusalemme Roma.
X/5/774 Blog
Associazionismo Militare. www.clubufficialimarchigiani.blogspot.com.
Cadenza decadale. Alla data del 30 giugno 2023 contatti totali “ab inizio”
1312, contatti giugno 2023: 510; media mensile 7. Post pubblicati 171. Blog di
riferimento per rafforzare e alimentare l’associazionismo di elites.
X/5/775. Prossimo INFOCESVAM
sarà pubblicato il 1 gennaio 2024. I precedenti numeri di Infocesvam (dal
gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org
e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.
domenica 29 ottobre 2023
venerdì 20 ottobre 2023
Storia Militare Marchigiana 1860 Il Passaggio delle Marche dallo Stato Preunitario allo Stato Nazionale
Da una storia a La
Storia
La cattura del generale De La Moriciére non fu voluta?
18 settembre 1860 (II
Parte)
A sostegno della tesi che il generale De La Moricière non fu
volutamente catturato dalle truppe sarde su ordine superiore del Comando Sardo,
ovvero di Cialdini o uno dei suoi sottordinati per evitare complicazioni
internazionali o altro l’Autore di questo scritto[1]
porta testimoni oculari. Riportiamo le loro testimonianze:
“Doga Celeste fu
Antonio, pensionato garibaldino, ora ( 1910 n.d.a) residente al Poggio (frazione del Comune di Ancona) ascrisse di essere
stato guida di una compagnia di soldati partiti da Camerano per troncare la
ritirata del Lamoricère[2] . Al
capitano gli disse che la strada breve e sicura per riuscire, era la strada di
terra, tuttora esistente, detta dei Molini (lungo il torrente Boranico) che
mena a quella del Trave, precisamente per dove più tardi avrebbe dovuto transitare
il generale nemico. Da notarsi che il Doga per il suo mestiere di calderaio
specialmente della campagna di Camerano e dintorni era molto pratico. Ma il
capitano rispose che aveva l’ordine di andare a Massignano[3] e vi
si fece guidare. Ivi giunto seppe che il Lamoriciere s’era fermato al convento
dei Camaldolesi[4]
sulla vetta del Conero da dove dopo una breve refezione era partito seguendo i
sentieri del monte e costeggiando la frazione di Poggio fino al Trave.
Esclamò allora quel
capitano “Che sbaglio abbiamo fatto.” come testimonia Giovanni Tangherlini fu
Angelo ottantenne (siamo
sempre nel 1910) ora residente al Poggio,
e in quei tempi a Massignano.[5]
Questi lo guidò al
Poggio stesso, ma troppo tardi che già il Lamoriciere s’era avvicinato ad
Ancona, senza che si potesse più sperare di raggiungerlo.
Del tragitto percorso
da Lamoriciere, come ho indicato più sopra, ho raccolto numerose testimonianze
le quali tutte confermano che assolutamente si è cercato di inseguirlo, senza
volerlo mai raggiungere, col troncagli la strada.[6]
Ora resta a domandarsi.
Proprio vero che quel capitano di cui nessuno ha saputo dirmi il nome[7],
s’era sbagliato, o è vero invece ch’egli avesse avuto ordini tassativi dai suoi
superiori di lasciare liberamente entrare il Lamoriciere in Ancona per tutto
predisporre alla difesa? [8]
Se fosse vera questa seconda ipotesi, quali ragioni devono aver influito su
tale decisione? [9]
Nella ricostruzione già fatta[10]
emerge nella sua oggettività tutta la cronologia degli eventi, che permette già
di rispondere a questa ricostruzione: l’intera vicenda si svolse dalle 13,30-14
alle 17,30 del 18 settembre 1860. Dal momento in cui il De La Moriciére, rendendosi
conto della situazione tattica, ormai compromessa, da l’ordine di raggiungere
Ancona o di mettersi in salvo a Loreto a tutte le sue truppe, fino a che non
giunse in Ancona, alla Piazza del Teatro delle Muse alle 17,30. Le vie di
scampo per i soldati pontifici erano tre: verso nord, verso Ancona che era
l’obbiettivo per cui si erano messi in marcia il 13 settembre dall’Umbria, la
via verso sud, lungo la litoranea, detta della “marina”, oppure ritornare a
Loreto, da dove erano scesi quella mattina del 18 settembre.
De La Moriciére scelse delle tre vie, quella nord, verso
Ancona; passato per i poggi di Umana (Numana) raggiunse il convento dei Camaldolesi
introno alle 15, si fermò quindici minuti e intorno alle 15,45-16 era al Poggio
per poi proseguire su Ancona, dove arrivo alle 17,30, raccolto dai comandanti
pontifici sulla piazza davanti al Teatro delle Muse.
Un dato viene dato per scontato. Nelle prime ore del
pomeriggio come faceva il Doga a sapere che De La Moriciére sarebbe transitato
per quella strada? Come faceva a sapere gli esiti degli scontri della mattinata
a ridosso del Musone e la decisione del De La Moricière di prendere la via nord
per raggiungere Ancona? Così pure, il generale Cugia di Sant’Orsola da Camerano
mandava elementi della sua brigata in avanti dando l’ordine di catturare tutti
i soldati pontifici incontrati impedendo loro di raggiungere Ancona. Nel
contempo, verbalmente, perché per iscritto non risulta, dare l’ordine che se si
fosse incontrato il gen De La Moriciére (ma lui come faceva a sapere che era
per la via di Ancona?) lo si doveva tassativamente lasciarlo passare?
Nel momento in cui alle 14 - 14,30 Cialdini giunse sul campo
degli scontri, che erano praticamente terminati, giungendo da Osimo, i suoi
subordinati avevano già dato gli ordini per sfruttare il successo. Su ordine
del generale comandante la Brigata Regina, Colonnello Brigatiere Avenati, il 9°
Reggimento fanteria[11]
mosse verso l’Aspio e passatelo, puntò decisamente su Numana che a quel tempo
si chiamava Umana. Raggiuntela, riuscì a intercettare e disarmare 19 ufficiali
e 223 soldati pontifici.[12]
Il Generale Cugia di Sant’Orsola, alle prime luci dell’alba
del 18 settembre, come visto nella precedente nota, aveva occupato Camerano, ma
aveva assunto un atteggiamento prettamente difensivo, dovendo garantire le
spalle ai reparti che combattevano fronte sud. L’evolversi della situazione
fece sì che non prima delle ore 14 il Cugia cambiasse atteggiamento, passando a
quello offensivo. Da Camerano era facile bloccare ogni litoranea per Ancona.
Infatti, come detto, fu dato ordine ad elementi della brigata di procedere per
colonna ad occupare Massignano. Occupatela intorno alle 15,30-16, un drappello
di 25 uomini al comando del cap. di Stato Maggiore Mazzoleni si spinse oltre ed
occupava i poggi sopra Sirolo. Il cerchio era chiuso. Se si considera che i
combattimenti cessarono intorno alle 14 e due ore dopo tutte le vie litoranee
verso Ancona erano chiuse, si può dire che i comandanti Sardi agirono di
iniziativa in modo veramente encomiabile.
Nei quindici rapporti esaminati dei Comandanti presenti sul campo non vi
è traccia di ordini o altro relativi alla disposizione di non catturare il De
La Moricière.[13]
Soprattutto quello del generale Cugia di Sant’Orsola, che inviò elementi della
sua Brigata a Massignano, né in quello del cap. Mazzoleni. Gli ordini erano
chiari per tutti: catturare il maggior numero possibile di soldati pontifici impendo
che questi raggiunsero Ancona.
Una grande operazione di omertà tacere questo ordine? Favorire
l’arrivo in Ancona del Comandante in Capo, affinchè organizzasse al meglio la
difesa. Certamente Fanti avrebbe chiesto precise spiegazioni a Cialdini di
questo ordine che contraddiceva tutti quelli emanati in precedenza. Nel
rapporto delle ore 21 del 18 settembre 1860 a Fanti, Il Cialdini, nel
descrivere la giornata appena trascorsa, scrive…
“IV Gran Comando
Militare. Osimo[14]
18 settembre 1860 ore 9 sera.……ho battuto De La Moricière che è tornato a
Loreto……
Le mando direttamente
questo rapporto onde l’E.V. manovri per tagliare la ritirata al corpo di La
Moriciére che non ha altra via fuorché quella che da Loreto per Porto Recanati
lungo il mare conduce a Fermo. Le sue truppe devono essere in uno stato di
completa demoralizzazione. Per conto mio farò quello che posso per inseguirlo.”[15]
Cialdini mostra tutta la volontà di catturare il maggior
numero di soldati pontifici compreso il loro Comandante in Capo. Inoltre è
convinto che De La Moriciére sia a Loreto e l’unica via aperta è quella per
Fermo. Non sa che il De la Moriciére ha preso la via di Ancona, ove è arrivato
alle 17,30.
Il De La Moricière riuscì a raggiungere[16]
Ancona perché si muoveva a cavallo, mentre le truppe sarde che furono impiegate
per chiudere le strade per Ancona si muovevano a piedi. Nonostante la celerità
degli ordini e la loro esecuzione immediata, il De La Moriciére riuscì a non
farsi intercettare solo per poche decine di minuti, al massimo una mezz’ora. In
guerra avere un po' di fortuna non gusta mai.
Sul campo da parte pontificia vi erano solo due generali, il
De La Moriciére e il de Pimodan. Come facevano i testimoni oculari a sapere chi
dei due generali era il De La Moriciére? Come facevano a sapere che il de Pimodan
era stato ferito solo quattro ore prima ed ora era all’ambulanza delle
Crocette? Il fatto che tutti parlano decisamente
del De la Moricière é veramente sospetto. L’Autore conclude il suo articolo con
due bei paragrafi
“Non a me, umile
raccoglitore di notizie storiche è dato significare una risposta esauriente. Ad
altri quindi conoscitori profondi delle condizioni politiche nazionali ed
internazionali di quei tempi lascio la parola. A me basta aver trovato conforto
di testimonianze le quali ancora una volta assodino che se il generale
Lamoriciere nella sua ritirata si trova fuori della portata dei cannoni, non fu
abilità la sua, e che fu imperizia o altro da parte dell’esercito piemontese
l’essere riuscito senza moleste a scappare da Castelfidardo ad Ancona.”
Conclusione che non può essere accettata, per evitare che si
crei una nuova versione dei fatti basata su quello che si vuole che sia stato e
non quello che è stato: gli ingredienti ci sono tutti: i testimoni oculari
prima di tutto. Sono testimonianze da prendere con le molle. Dopo cinquant’anni
dagli avvenimenti si può raccontare di tutto ed il contrario di tutto. Il De La
Moriciére riuscì a sfuggire alla cattura perché aveva il vantaggio
dell’iniziativa e si muoveva a cavallo. Infatti in quel tardo pomeriggio del 18
settembre ad Ancona giunsero solo e solamente dei cavalieri; i soldati a piedi
giunsero nella nottata. Accusare di “imperizia l’esercito piemontese” è
offensivo; è vero il contrario: i comandanti furono intelligenti, attivi e
decisi. Per “o altro” (questa è dietrologia che è sempre un buon ingrediente
per storie accattivanti) non è necessario spendere parole. Accusare i
Comandanti sardi, non sapendo nemmeno dove fossero (Si cita il generale Morozzo
Della Rocca che il 18 settembre era a Perugia in quanto il 23 settembre prende
alloggio a Camerano) e quale era il loro ruolo, di aver dato l’ordine di non
catturare il De La Moriciére per ragioni oscure ed inconfessabili, si aggiunge
a tutto quel affastellamento di “fake news” che avvolge ancor oggi questi
eventi. Ed ancora in molti ci vanno dietro.
De La Moriciére poi
non mise mai piede a Castelfidardo. Lui raggiunse Loreto dall’Umbria ed operò
da Loreto e nella piana di Loreto; nelle sue memorie cita questa località poche
volte, e sempre in modo indiretto e subordinato.
E’ sempre un buon esercizio l’esegesi di testi e confrontarli
con le fonti, di tentare di scrivere la Storia, in generale, e la Storia
Militare in particolare.[17]
Ovviamente si è a disposizione per ogni eventuale approfondimenti.
[1] La Cattura
del generale Lamoriciere non fu voluta? In “Per il primo centenario della
liberazione delle marche, numero unico pubblicato dall’Associazione Marchigiana
per la Storia del Risorgimento italiano, Roma, 1910.
[2] Vedi
oltre. Erano i reparti della Brigata Como in azione su ordine del gen. Cugia di
Sant’Orsola
[3] Ordine
dato dal generale comandante la Brigata, volto a sbarrare la strada ai soldati
pontifici che avevano preso la via di nord est verso Ancona.
[4] Il De La
Moricière raggiunge il Convento dei Camaldolesi alle 15 circa e vi sosto 15
minuti. Come faceva il testimone a sapere quanto successo quarantacinque minuti
prima?
[5]
Certamente sarebbe stato un bel colpo aver catturato il Comandante in Capo
nemico. Forse il rammarico sta tutto qui.
[6] Sarebbe
interessante sapere le testimonianze raccolte, che certamente sono dei civili.
Nei rapporti dei comandanti sardi, come si dirà oltre, non vi è traccia di
questo argomento.
[7] Era il
cap. di Stato Maggiore Mazzoleni, che a Massignano ebbe il compito di
proseguire verso ovest e raggiungere i poggi di Sirolo con il compito di
fermare tutti i soldati pontifici che incontrava e farli prigionieri.
[8] Furono
impiegate diverse compagnie a comando dei loro capitani. Dare ordini tassativi
a livello di compagnia, cioè ai capitani, avrebbe significato, come si dirà,
che nei rapporti successivi dei predetti capitani questo sarebbe stato
rilevato. In nessun rapporto emerge questo dato.
[9] Il
fascino delle storie raccontate e non documentate è tutto qui: lanciare
interrogativi, mettere i dubbi, creare situazioni, sperando che il sassolino inizia
a rotolare e trasformarsi in valanga.
[10]
Coltrinari M., La Giornata di Castelfidardo 18 settembre 1860. Il passaggio
delle Marche dallo Stato preunitario allo Stato nazionale, Castelfidardo,
Fondazione Duca Roberto Ferretti di Castelferretto Italia Nostra Onlus Sezione
di Castelfidardo Lions Club Recanati Osimo, 2008, pag. 177 e segg.
[11][11]
Due battaglioni e se compagnie al comando del ten. col. Duranti.
[12]
Rapporto al Sig. Comandante generale la 4° Divisione attiva (al campo Quadrivio
di San Biagio, 22 settembre 1860. Il Comandante la Brigata Regina Colonello
Brigatiere Avenati, in Ministero della Guerra Corpo di Stato Maggiore Ufficio
Storico, La Battaglia di Castelfidardo, Roma Tipografia del Genio, 1903.
[13] Se
l’ordine era stato effettivamente dato, anche verbale, una traccia nel rapporto
del subordinato ci doveva essere a giustificazione che sì era stato
eseguito.
[14] Notare
che questo rapporto porta la data del 18 settembre 1860 ed indica come sede del
Quartier Generale del IV Corpo Osimo.
[15]
Coltrinari M., La Giornata di
Castelfidardo 18 settembre 1860. Il passaggio delle Marche dallo Stato
preunitario allo Stato nazionale, cit. pag. 190
[16]
Il totale dei soldati pontifici che raggiunsero Ancona furono 127 Cavalieri, 29
fanti, alla spicciolata favoriti anche dalla loro esiguità, e 17 via mare nei
giorni successivi. Questo risultato è la vera sconfitta per il De La Moricière:
degli 8500 uomini partiti dall’Umbria che dovevano rinchiudersi in Ancona e
dare vita ad una resistenza ad oltranza, giunsero solo 173 uomini pari a poco
più del 2%.
[17]
L’oggetto di queste due note sarà parte integrante dell’aggiornamento del
Modulo di Storia del Risorgimento al Master di 1° Livello in Storia Militare
Contemporanea dal 1796 al 1960. IV Edizione attivato presso la Università degli
Studi N. Cusano Telematica Roma (www.unicusano.it/master)
di cui l’Autore vi è il Direttore Scientifico e Docente.
martedì 10 ottobre 2023
Storia Militare Marchigiana 1860 Il Passaggio delle Marche dallo Stato Preunitario allo Stato Nazionale
Massimo Coltrinari
Da una storia a La
Storia
La cattura del generale De La Moriciére non fu voluta?
18 settembre 1860 (I Parte)
Massimo Morroni dovrà mettere in campo tutta la sua cortesia
ed il suo autocontrollo se, dopo dieci anni dalla richiesta, provvedo a dargli
una risposta. Correva l’anno 2011 ed eravamo nel pieno delle celebrazioni del
150° anniversario degli avvenimenti del 1860. Si è sentito di tutto in quelle
rievocazioni, in una corsa davanti ai microfoni delle televisioni ed alle
pagine dei giornali a chi ne sapeva di più. Il livello, ovviamente, di tali
interventi non avrebbe fatto fare salti di gioia a ricercatori avvezzi al
rigore scientifico in tema di storia, mal la storia non è la medicina, per la
seconda tutti hanno un timore reverenziale e non ne parlano e leggono la
ricetta del medico come fosse il vangelo rilevato anche quando prescrive la
crema omeopatica per i calli, per la prima tutti si sentono autorizzati non
solo a parlare ma anche a dare interpretazioni definitive e assolute.
In questo bailamme onirico, mi arrivò la richiesta di Massimo
Morroni: chiedeva di dare una parere con risposta ad una pubblicazione dell’agosto
1910 dal titolo “La cattura del generale Lamoricière non fu voluta?”[1]
La conclusione dell’articolo così recita. “… a me basta aver trovato conforto di
testimonianze le quali ancora una volta assodino, che se il generale
Lamoriciere nella sua ritirata, si trovò fuori dal tiro dei cannoni non fu
abilità la sua, e che imperizia o altro da parte dell’esercito piemontese,
l’essere riuscito senza molestie a scappare da Castelfidardo ad Ancona”[2]
Lo Sgarbi che abbiamo ascoltato a luglio in Osimo avrebbe e
non solo avrebbe usato termini all’indirizzo dell’autore che il lettore
facilmente può immaginare quando è di fronte a tante bugie, insulti e
conclusioni frutto solo di ignoranza e arroganza. In questa conclusione non vi
è niente di vero, eppure quando si chiama in ballo “l’imperizia” di un
esercito, qualche relazione, qualche libro occorreva leggerlo e controllate con
dati di fatti tale asserzione.
Il tema, in ogni caso, è quanto mai intrigrante. Un vero
giallo. In pratica si sostiene che dopo gli eventi dello scontro del 18
settembre 1860 il Comando sardo diede disposizioni per non catturare il capo
dell’armata pontificia. A sostegno di ciò si portano testimonianze (raccolte
nel 1910) di testimoni oculari che asserivano questa tesi. Per giungere alla
conclusione di cui sopra.
Chi fa storia sa che, se si vuole avere successo, soprattutto
editoriale, non devi scrivere ciò che constati dai documenti oggettivi
raccolti, ma quello che il pubblico a cui ti rivolgi vuole che tu dica, che
l’editore ha le sue esigenze, che il marketing pure, che il “political correct”
va rispettato, che qualche piacere bisogna pur farlo, che il Presidente della
Fondazione, della Banca, dell’Istituto Onnicomprensivo ecc. ha un figlio che vuole scrivere di storia e via con le
note litanie del caso che non sono proprio lauretane. Ne abbiamo avuto una
testimonianza ad Osimo, il 16 luglio 2021, quanto il noto giornalista Paolo
Mieli, nel tessere le lodi degli scrittori locali, tra cui ovviamente Massimo
Moroni, sostenendo che le loro opere sono genuine, non sono condizionate ne
dall’editore, ne dal pubblico ne da altro e quindi questi scrivono quello che
credono sia giusto scrivere. Lodi giuste. Ovviamente è vero, se lo dice Paolo
Mieli, anche il contrario, che è la tesi sopra esposta se vuoi avere successo
non seguire la strada degli scrittori locali, scrivi quello che vogliono che tu
dica, come la “ritirata” di Lamoriciere” l’ordine di non catturalo, l’imperizia
di un esercito ecc., ovvero scrivi una storia, non La Storia
Passati dieci anni, insistendo per non cercare di acquisire
successo e notorietà popolari, e qui chiamo come testimone Luca, che sa quanti
dei miei libri sono venduti, rispondo a Massimo Morroni.
Capoverso per capoverso, scritto in corsivo, riporto il testo
inviatomi
“E’ noto come, non
appena decisa la battaglia di Castelfidardo. Il generale Lamoriciere, con parte
del suo Stato Maggiore tentasse la ritirata in Ancona, prendendo la via della
marina, cioè Numana, Sirolo, Monte Conero strada Trave Ancona”
Il comandante in capo dell’Esercito pontifico gen. Cristoforo
De la Moricière[3], che
aveva come obbiettivo di portare in Ancona il maggior numero di soldati, verso
le 12-12, 30 (lo scontro era iniziato alle 9,20) dopo il ferimento a morte del
gen De Pimodan alle 11,30, finalmente diede l’ordine a tutti i combattenti, di
cercare di svincolarsi dai combattimenti e puntare verso nord, cioè verso
Ancona. Non vi è qui lo spazio per la descrizione del bel piano tattico che
ideò e che verso le 11.00 era riuscito ad attuare. Un ordine arrivato troppo
tardi che costò caro ai pontifici. In Ancona degli 8500 uomini ne arrivarono
solo 127 il quel 18 settembre una decina nei giorni successivi. Non si tratto
quindi di una “ritirata”, ma di una “avanzata” per raggiungere Ancona, che è
alla base del piano strategico messo in atto il 12 settembre. Dato l’ordine, il
De La Morciere ed i suoi ufficiali e le truppe a lui vicine lo misero in atto.
“Ebbene, più volte mi
sono chiesto come da Camerano, dove erano 8 pezzi di artiglieria, ed un
generale, Il Della Rocca che risiedeva nella casa del marchese Giulio
Manciforte, non si fosse fermato il fuggiasco e catturato. Non sapevo spiegare
questo fatto se non con con l’ammettere che nessuno s’era accorto della
ritirata del Lamoriciere o che assolutamente, forser per evitare complicazioni
internazionali, non fi fosse voluto arrestare. Sempre piùm però mi venivo confermando
in questa seconda ipotesi perché contenporanei della battaglia, tuttora
viventi, tra il quali il segretario del comune di Caemrano, signor Leonardo
Zoppo, ricordano di aver veduto benissimo a occhio nudo, il Lamoriciere e gli
altri a cavallo e di aver scroto col cannocchiale perfino i filetti delle
monture. Dunque?
Di questi giorni,[4] In
questa rinnovata primavera della patria,ho voluto procedere ad una inchiesta
sul fatto, e bebche nulla ( mi è stato assicurato) risulti negli archivi del
Comune di Camerano, ne alcuna mermoria scritta risulti inpropositoin casa del
marchese Manciforte, da testimonianze di vecchi che conservano piena lucidità di
mente, m’è stato confermato che non si è voluto assolutamente arrestare il capo
delle orde papaline.”
La tesi oggetto dell’inchiesta è che il Comando Sardo diede
ordini di non catturare De La Moricière e di lasciarlo libero per raggiungere
Ancona.
Vedremo in una prossima nota le testimonianze oculari portate
a sostegno di questa tesi. Adesso si può inizialmente dire che dare ordine di
non catturare il comandante in capo nemico sul campo e lasciarlo libero di
entrare in Ancona, dove avrebbe assunto il comando della difesa, sarebbe stato
un grave errore. Si permetteva al nemico di avere un generale, il comandante in
capo, al comando della piazzaforte che si doveva investire, non è certo una
scelta intrelligente, contrari ali interessi propri. Cialdini pochi giorni
prima aveva fatto arrestare a Pesaro mons. Bella, delegato apostolico, e tratto
in modo insultante ed indecoroso. Si sostiene che potevano esserci delle
complicazioni internazionali. L?estensore dell’articolo sapeva che De La
Moricière fu fatto prigioniero il 29 settembre successivo ed imbarcato su una
nave il 3 ottobre ed inviato a Genova per essere messo in libertà.
Ma l’errore grave dell’estensoreè di carenza di conoscenza
dell’evolversi dei fatti. Il responsabile di tale ordine dovrebbe essere,
secondo lui, il gen. Morozzo della Rocca, che aveva preso alloggi a Camerano
nella villa dei marchesi di Manciforte.
Ebbene quel 18 settembre 1860 il gen. Morozzo della Rocca,
comandante il V Copro d’Armata era al suo Q.G. a Perugia. Il giorno dopo 19
settembre, lo raggiunse l’ordine, dopo gli esiti dello scontro di
Castelfidardo, di dirigere il suo Corpo d’Arma nelle Marche. Cosa che fce
ripercorrendo la strada che il De La Moriciere con i suoi uomini aveva percorso
dieci giorni prima. IL 23 settembre si incontrò a Lreto, con Cialdini, Persano
e Fanti, e ricevette l’rdine di portare lungo la marina le sue truppe, per dare
l’assalto finale ad Ancona. Raggiunge Camerano il 24 settembre e prese alloggi
presso la villa del marchese Manciforte.
Quindi un errore macroscopico asserire che Morozzo della
Rocca diede l’ordine di non catturare il De La Moricière per il semplice fatto
che era a Perugia.
Camerano, il 18 settembre 1860 era stata occupata dal 23° Reggimento
fanteria della Brigata “Como” con la sua batteria ( qui il dato è esatto, 8 pezzi) su ordine
del Generale Cuglia di Sant’Orsola, che ricevette gli elogi del Cialdini per
questa iniziativa. Ma era una mossa preventiva per contrastare eventuali uscite
pontificie da Ancona come era successo il giorno innanzi. Cugia occupò Camerano
nella prima mattina del 18 settembre, ma basta guardare la carta, non era
assolutamente in gradi di sbarrare il cammino di De La Moriciere , ammesso che
Cugia alle 16 del 18 settembre avesse avuto la notizie che De La Moriciere si
stava dirigendo su Ancona.
Tirando le somme di questa prima parte al commento dello
scritto si può dire che l’impianto di ricerca dell’Autore è completamente
errato, e quindi, le relative conclusioni errate. Vedremo nella prossima nota
come questa narrazione sia stata suffragata da testimoni oculari.
[1]
Pubblicata su “Per il primo cinquantenario della liberazione delle Marche”,
numero unico pubblicato dall’Associazione Mrchigiana per la Storia del
Risorgimento Italiano, Roma, 1910”
[2] Ibidem
[3] La
scritta “Lamoriciere” è una storpiatura del vero nome, De La Moricièere.
[4] Siamo
nel 1910 nei giorni che si celebravano il cinquatenario degli avvenimenti.
giovedì 28 settembre 2023
mercoledì 20 settembre 2023
ATTIVIA DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE CESVAM 2022 BOZZA DI SINTESI
1.
Dopo la realizzazione del numero
speciale dedicato al Cesvam Report settembre 2019- agosto 2021 in cui è riportato
tutta l’attività del CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare) nel periodo
considerato sono stati pubblicati, ovvero nel 2022 i seguenti numeri della
Rivista QUADERNI, supplemento del periodico nazionale “Il Nastro Azzurro,
Rivista di 128 pagine. Tale rivista, a profilo universitario di terza fascia, consta
dell’Editoriale del Presidente, due Parti, una dedicata alla Memoria con
quattro rubriche fisse (Approfondimenti, Dibatti, Archivio, Musei, Archivi e
Biblioteche, ed una parte dedicata alla Attualità Geografica con tre rubriche (Una finestra sul Mondo,
Geopolitica delle Prossime sfide, Scenari, Regioni Quadranti) Inoltre vengono
date notizie di dettaglio sulla attività del CESVAM, tra cui riportati gli
Indici mensili del supplemento in rete QUADERNI ON LINE, ad edizione
quotidiana, pubblicato sul blog www.valoremilitare.blogspot.com.
Tale edizione on line ha in media, nel 2022, dai 2000/3000 contatti mensili con
punte anche di 5000/6000Nel 2022 sono stati pubblicati i seguenti quaderni
1.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXII, 2022, n.1, 22° della Rivista Titolo” La Drappella di Nizza
Cavalleria”
2.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXIII, 2022, n.2, 23° della Rivista Titolo
Il Museo della Federazione di Bologna del
Nastro Azzurro
3.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXIV, 2022, n.3, 24° della Rivista Titolo
Albo dei Decorati al Valore Militare della
Provincia di Foggia
4.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXV, 2022, n.4, 25° della Rivista Titolo
Medaglia Commemorativa del VI Congresso
Nazionale Milano 7-10 aprile 1938
Anche nel 2022 la Rivista “QUADERNI” ha
assolto alla sua primaria funzione di ricerca e studi sui temi del Valore
Militare, nel preservare la Memoria, nella diffusione dei valori statutari.
Inoltre ha assolto alla funzione di sostegno alle attività universitari.
Infatti ha pubblicato gli articoli tratti dalla ulteriore valorizzazione di
ricerca delle Tesi di Laurea approntate dai ex frequentatori dei Master che
sono entrati a far parte, come ricercatori giusta indicazione dei Bandi di
iscrizione dei Master citati
5. Sono stati predisposti nel
2022 i testi definitivi del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione e
sono stati stampati ed editi i volumi sei, sette ed otto dedicati al Compendio
e Glossario 1945 ed al Volume Percorsi di Ricerca. Ogni volume consta di circa
250 pagine
6. Sono stati pubblicati, nel 2022,
nell’ambito del Progetto “Ordinamenti. Un Ventennio di preparazione ed una
conclusione amara” i seguenti volumi:
“Il
Quadro di Battaglia dell’Esercito Italiano 10 giugno 1940 (Edizione Archeoares,
Viterbo Roma, 2022, 260 pag.), Gli Ordinamenti del Regio Esercito predisposti
tra le due guerre 1919-1939, Teso Volume I Tomo I (Edizione Archeoares, Viterbo
Roma, 2022, 270 pag); Gli Ordinamenti del Regio Esercito predisposti tra le due
guerre 1919-1939, Documenti Volume I Tomo II (Edizione Archeoares, Viterbo
Roma, 2022, 160 pag)
7. È stato pubblicato
nell’ambito della collana La Prigionia nella Grande Guerra, dopo i volumi
pubblicati nel 2021 (Volume 1 “Prigionia e Internamento, principali istituti e
lineamenti giuridici. Il valore del Combattente disarmato”. Volume 2 “La
Geografia dei campi di concentramento in Austria-Ungheria. Iconografia della
Prigionia Italiana nella duplice monarchia”. Volume 5 “La memoria. L’opera di
Padre Giovanni Minozzi durante e dopo la Grande Guerra. Le case del soldato
alla fronte e gli orfani di guerra dell’opera nazionale per il Mezzogiorno
d’Italia”.), il volume 3 “Pietro Bonci. Epistolario di Prigionia 30 mesi di
prigionia in Austria-Ungheria, sempre presso la casa Editrice Nuova Cultura
Università Sapienza Roma
8. Nel quadro del progetto
dedicato alle vicende dei militari in Russia, nel 2022 è stato pubblicato il
primo volume con il titolo 1941: una avventura non necessaria”, (Archeoaress
Viterbo, 2022, di 301 pagine.
Nella
sostanza nel 2022 il CESVAM. Centro Studi sul Valore Militare dell’Istituto del
Nastro Azzurro ha pubblicato n. 8 titoli corrispondenti a un volume in media di
circa 270-300 pagine. Considerando le vacanze estive, si può dire che il
CESVAM, grazie alla abnegazione di tutti i suoi partecipati ed alla efficienza
della segreteria generale dell’Istituto ha messo a disposizione e prodotto
circa un volume ogni mese e mezzo. Occorre infine ricordare che i volumi sono
editi a sostegno della offerta formativa che l’Istituto ha messo in atto
attraverso la attivazione dei Master di 1° Livello (di cui sotto),
9. Il CESVAM pubblica dal 2019
INFOCESVAM, BOLLETINO DI INFORMAZIONI SULLE Attività DEL CESVAM, edito in forma
didascalica. Fino al 2021 era a cadenza mensile, dal 1 gennaio 2022 a cadenza
bimestrale. INFOCESVAM, pubblicato sulle pagine CESVAM del Periodico Nazionale
nelle pagine CESVAM aggiorna “ad horas” lo stato di avanzamento die progetti e
sulle attività del CESVAM. Tale INFOCESVAM
è pubblicato sul sito dell’Istituto (www.istitutonastroazziro.or/ al
comparto CESVAM) e sui blog di riferimento (info:
ricerca.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
ATTIVITA’ DI CARATTERE CULTURALE
In partnership con l’Università di Studi Nicolò Cusano sono
stati attivate:
-
la V Edizione del Master di 1° livello in “Storia militare
contemporanea 1796.1960”; (Per Laureati)
-
la IV Edizione del Master di 1° livello in “Politica Militare
Comparata dal 1960 ad oggi.” (Per Laureati)
-
la II edizione del Master di 1° livello in “Terrorismo
internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi. (Per Laureati
-
La II edizione del “Corso di perfezionamento ed aggiornamento
“in Terrorismo internazionale, Obiettivi, Piani e Mezzi,” riservato ai diplomati
di Scuola Media Superiore.
I master sono strutturati per moduli che sono stati svolti
nella modalità e-learning e supportati da apposite sinossi. La convenzione
prevede un ritorno economico-finanziario per l’Istituto, iniziativa che
diversifica le fonti di entrata dell’Istituto stesso. Anche per l’anno
Accademico 2021/2022 sono state attivate le sessioni di Laura come da Bando. In
corso le attività per l’anno accademico 2022/2023.
In Generale molti frequentatori decidono di continuare le
loro ricerche iscrivendosi al Nastro Azzurro. Questa attività prettamente
culturale si è trasformata in un allargamento della base associativa dell’Istituto,
Infine nel 2022, oltre partecipazione a convegni e presentazioni di volumi, il
CESVAM ha avviato la Campagna di
informazione e Divulgazione che nel 2022 è alla sua II Edizione, volta a far conoscere
le pubblicazioni e le realizzazioni dell’Istituto indirizzata specialmente all’interno,
verso le Federazioni ed i Soci come amalgama ed all’esterno verso le scuole soprattutto
quelle Superiori e medie nel quadro del progetto ”Storia in Laboratorio”
attivato dal 2008.





