Le Brigate di fanteria "marchigiane": Marche, Ancona, Macerata, Pesaro, Piceno

Le Brigate di fanteria "marchigiane": Marche, Ancona, Macerata, Pesaro, Piceno
Le Marche e la Grande Guerra. Il volume è disponibile in tutte le librerie. Si può ordinare alla Casa Editrice, (ordini@nuovacultura.it). Node su www.storiainlaboratorio.blogspot.com

giovedì 30 giugno 2022

Le premesse per la conquista di Ancona. 18 luglio 1944 V Parte

 

5.Il ruolo del Corpo Italiano di Liberazione.

 

Questo quadro di situazione, sostanzialmente di bassissimo profilo, è la premessa fondamentale alla autorizzazione da parte Alleata alla costituzione di grandi unità italiane nel brevissimo termine, dettata non dalla volontà ma dalla necessità di riempire i vuoti. Il fronte italiano diveniva ogni mese di più sempre più secondario. Tutto questo agevolerà la costituzione dei Gruppi di Combattimento, ovvero di vere e proprie Divisioni Italiane che, sempre per il persistente atteggiamento ostico britannico nei nostri confronti, saranno solo divisioni di fanteria, senza l’assegnazione di forze corazzate sotto comando diretto italiano. Ciò significa che gli Italiani, a prescindere da ogni eventuale situazione, non sono in grado di svolgere alcuna manovra di rottura, e quindi di conquista, ma dovranno sempre dipendere dal Comando Alleato.

 

I mesi in cui il Corpo Italiano di Liberazione sarà operativo nelle Marche, dalla fine di giugno a settembre, furono mesi di esame e di attenta osservazione per le nostre Armi e per i nostri Combattenti.

Ancora, come logico, si protraevano i dettami dell’Armistizio dell’8 settembre, foriero di ostilità, diffidenza e scarsa stima nei nostri confronti. Ma molta strada da settembre 1943 era stata percorsa. Dalla volontà britannica di non portare in linea nessuna unità italiana, a Montelungo, seguito poi da Monte Marrone e dal ciclo operativo sulle Mainarde, si era giunti a prospettive più che interessanti. La decisione strategica presa  agli inizi di luglio di concentrare tutte le migliori forze alleate in Francia, dando al fronte italiano un ruolo più che secondario, apriva improvvisamente spazi ed opportunità impensabili fino a poche settimane prima.

Nei mesi di luglio ed agosto 1944, ovvero dal Tronto al Montefeltro, percorrendo tutte le Marche, il Corpo Italiano di Liberazione combatteva senza sapere  di essere prossimo alla fine del suo ciclo operativo. E non sapeva anche che dal suo comportamento sarebbero dipese decisioni che avrebbero inciso sul futuro dell’Italia come Nazione e come Stato.[6] Un ruolo di grandissima responsabilità.

La sua esperienza nata e concretizzatasi all’indomani di Monte Marrone, vero punto di svolta, si concludeva a ridosso di quella linea Pisa-Rimini che per Alexander fu una linea di amara constatazione di chi aveva l’ultima parola in questa guerra, cioè gli Statunitensi. Per noi Italiani, di contro, fu, invece, una linea che segnò l’inizio di quella evoluzione che portò il nostro impegno operativo dai 25.000 uomini del Corpo Italiano di Liberazione, del luglio 1944, ai 65.000 ed oltre dei Gruppi di Combattimento di qualche mese dopo; se a questi si aggiungono gli oltre 200.000 uomini delle Divisioni Ausiliarie, più le unità della Resistenza operanti dietro le linee tedesche ed in Alta Italia, si può ben dire che negli ultimi nove mesi di guerra, circa 400.000 Italiani combattevano in prima linea con le armi in mano contro il Nazifascismo. Un dato di tutto rilievo.

1.Una profonda frattura sarà pubblicato in data 20 maggio 2022 

2. Le operazioni alleate nel giugno 1944.  sarà pubblicato in data 30 maggio 2022

3.Il dibattito strategico-operativo: che fare in Italia. sarà pubblicato in data 10 giugno 2022

4. Sotto il segno di “Anvil”.  sarà pubblicato in data 20 giugno 2022

5.Il ruolo del Corpo Italiano di Liberazione. sarà pubblicato in data 30 giugno 2022

 


lunedì 20 giugno 2022

Le premesse per la conquista di Ancona. 18 luglio 1944 IV Parte

 

  

 4. Sotto il segno di “Anvil”

 

Il 2 luglio 1944 fu impartito al generale Wilson l’ordine di dare esecuzione alla operazione “Anvil” entro la data del 15 agosto 1944. Il maresciallo Alexander ed il suo Stato Maggiore in Italia appresero di questa decisione il 5 luglio sotto forma di una nuova direttiva per “Anvil”. In Italia, il fronte si sarebbe attestato sulla linea Pisa-Rimini e per il futuro non ci si doveva aspettare grandi iniziative sul piano militare.

Questa decisione alleata indirettamente favorì il nostro Paese e quindi il Corpo Italiano di Liberazione. Se da una parte l’Alta Italia doveva rimanere sotto la denominazione nazifascista per altri nove mesi, dall’altra gli Alleati, sul piano strettamente militare, dovettero riconsiderare molti dei loro atteggiamenti nei confronti delle nostre Unità Combattenti.

Il XV Gruppo di Armate, a metà luglio 1944, fu ridotto a 18 divisioni con gravi squilibri sia sotto il profilo operativo che logistico. La V Armata statunitense fu ridotta addirittura a cinque divisioni, mentre la pianificazione delle unità dagli Stati Uniti non prevede che l’arrivo di una sola divisione, la 92a, composta solo da uomini di colore, e di una divisione brasiliana, di qualità operative ignote.

 

1.Una profonda frattura sarà pubblicato in data 20 maggio 2022 

2. Le operazioni alleate nel giugno 1944.  sarà pubblicato in data 30 maggio 2022

3.Il dibattito strategico-operativo: che fare in Italia. sarà pubblicato in data 10 giugno 2022

4. Sotto il segno di “Anvil”.  sarà pubblicato in data 20 giugno 2022

5.Il ruolo del Corpo Italiano di Liberazione. sarà pubblicato in data 30 giugno 2022

 


venerdì 10 giugno 2022

Le premesse per la conquista di Ancona. 18 luglio 1944 III Parte

 

 

3.Il dibattito strategico-operativo: che fare in Italia?

 

Il Comando Alleato del Mediterraneo, in vista delle operazioni future, aveva presentato tre piani:

il primo, che prevedeva l’attacco ai porti della Biscaglia, per vincere definitivamente la battaglia dell’Atlantico;

il secondo, cioè “Anvil”, lo sbarco nel sud della Francia;

il terzo, varie offensive limitate nell’ambito delle operazioni in Italia.

Queste proposte trovavano gli Statunitensi orientativamente favorevoli: infatti finalmente anche in Italia si era giunti ad un equilibrio di intenti. Ma si sbagliavano.

Il Maresciallo Alexander, in piena sintonia con il suo primo Ministro, Winston Churchill, aveva elaborato tutta una serie di piani che escludevano in pratica qualsiasi azione fuori d’Italia. I suoi piani avevano come obiettivo quello di “annientare” tutte le forze tedesche in Italia e di costringere il nemico ad attingere alle sue scarse riserve. Alexander era convinto che le armate di Kesserling erano ormai al limite della capacità operativa dopo gli scacchi subiti che non sarebbero stati capaci di opporre resistenza sulla linea Gotica.

 Secondo i suoi calcoli, sarebbero state necessarie altre 8-10 divisioni integre, che i Tedeschi non avevano e non erano in grado di spostarle dal fronte orientale. Lui aveva alle dipendenze truppe esperte ed entusiastiche che, se non le sarebbero state sottratte, gli avrebbero permesso di raggiungere Firenze a metà luglio, investire la linea Gotica, e, grazie anche alle esperte truppe da montagna del Corpo di Spedizione Francese, irrompere nella Pianura Padana e dilagare verso Nord. In sostanza con questi piani Alexander non voleva cedere alcun soldato; avrebbe decisamente puntato su Vienna e Berlino, come era negli intendimenti del Gabinetto di Guerra di Londra. Secondo il Maresciallo questa soluzione era il modo migliore per aiutare le truppe sbarcate in Normandia ed operanti in Francia. In modo sussidiario, vi erano anche altri vantaggi, primo fra tutti quello di non correre l’alea di uno sbarco sulle coste meridionali francesi, come pure quello di sperperare, dividendo le forze, l’intesa raggiunta nel campo della cooperazione aereoterrestre nell’ambito del Gruppo di Armate, qualora interi gruppi aerei fossero sottratti al fronte italiano., ecc.

Le prospettive in Italia in quel torno di tempo, inizio dell’estate 1944, erano ben chiare: o accettare questo piano e vedere quanto prima la guerra arrivare alle Alpi ed oltre, oppure se si volevano adottare altri piani, che prevedevano la sottrazione di forze al fronte italiano, fermarsi sulla linea Pisa-Rimini ed attendere gli avvenimenti.

Mentre le discussioni erano in corso, già i preparativi per lo sbarco in Provenza, la detta operazione “Anvil” erano in essere. Il VI Corpo d’Armata statunitense avrebbe dovuto essere ritirato entro l’11 giugno 1944 dal fronte, mentre le divisioni 3a, 36a “Texas”, 45a statunitensi, dovevano anche loro essere ritirate entro la fine di giugno, mentre le due divisioni francesi, dovevano essere ritirate rispettivamente entro il 24 giugno e il 1 luglio. Questa sottrazione di forze non avrebbe impedito ad Alexander di investire la linea Gotica, ma sicuramente non gli avrebbe permesso di raggiungere le Alpi, ne tantomeno Vienna, per non parlare di Berlino.

Scrive al riguardo W.G.F. Jackson, nel suo bel lavoro sulla Campagna d’Italia:[4]

 

Le posizioni assunte dalle due parti rimasero distanti come sempre. Gli Americani non erano preparati all’idea di rinunciare ad  un attacco anfibio, ed i Britannici non erano preparati all’idea di legarsi in quel momento ad un qualsiasi piano prestabilito. La discussione ridusse a tre le possibili alternative: un assalto ai porti del Golfo di Biscaglia, un assalto nella Francia meridionale, un assalto all’estremità settentrionale dell’Adriatico per aiutare l’avanzata di Alexander oltre il Po. Poiché ciascuna di esse implicava un importante sbarco anfibio, fu convenuto di rimandare la scelta finché non si fossero avute chiare indicazioni sugli sviluppi di “Overlord”e dell’offensiva russa estiva. Nel frattempo il ritiro delle divisioni di Wilson per l’operazione “Anvil” sarebbe stato sanzionato, ma Wilson avrebbe dovuto accertarsi che Alexander restasse con forze sufficienti a consentirgli di serrare rapidamente sulla linea Pisa-Rimini. Alexander e Harding (suo Capo di Stato Maggiore) non erano disposti a rinunciare al loro piano senza lottare, riponendo in esso grande fiducia. L’inseguimento di Kesserling stava procedendo bene, e nuovi calcoli dimostravano che sarebbe stato possibile essere al di là del Po per la metà di luglio ed attaccare il valico di Lubiana per la metà di agosto.”[5]    

 

Le osservazioni di Alexander trovavano sostenitori nei comandanti delle forze aeree e delle forze navali, sia statunitensi che britannici, che non vedevano di buon occhio e non volevano che i loro reparti fossero divisi tra l’Italia e la Francia; lo stesso Wilson si convinse della bontà delle proposte; il suo vice, gen. Devers, invece era di parere contrario e sosteneva che lo sbarco in Provenza era la cosa più utile per Eisenhower. Lo stesso Marschall, in visita in Italia, dopo aver ispezionato il nord della Francia, non era entusiasta delle proposte di Alexander: Eisenhower aveva bisogno di porti, molti porti, in Europa per riceve le 40-50 divisioni che erano pronte negli Stati Uniti. Marschall, dunque, era scettico: secondo lui i Tedeschi si sarebbero ritirati su una linea intermedia tra il Po e Lubiana e l’avrebbero difesa. L’OKW non avrebbe concesso mai 8-10 divisioni  al fronte italiano e vi erano molte probabilità che l’offensiva di Alexander cadesse nel vuoto.

Nel dibattito intervenne con tutto il suo prestigio Eisenhower che chiese espressamente uno sbarco in Provenza, a sostegno della sua azione in Francia. Questo intervento elevò il dibattito dal livello strategico operativo a quello strategico e politico. Churchill appoggiò, naturalmente, le posizioni di Alexander, e quindi fu la volta di Roosewelt, che fece conoscere il suo pensiero il 29 giugno 1944. In uno scritto abbastanza dettagliato confutò tutte le argomentazioni britanniche e, nella conclusione, ribadiva, che “non era disposto a permettere che considerazioni politiche diluissero l’intento militare di colpire il cuore della Germania per la via diretta”

La ferma posizione del Presidente degli Stati Uniti amareggiò non poco i Britannici; gli Statunitensi non persero tempo e già davano pratica attuazione a queste decisioni strategiche ritirando dal fronte italiano anche unità di prima linea.

  

 1.Una profonda frattura sarà pubblicato in data 20 maggio 2022

2. Le operazioni alleate nel giugno 1944.  sarà pubblicato in data 30 maggio 2022

3.Il dibattito strategico-operativo: che fare in Italia. sarà pubblicato in data 10 giugno 2022

4. Sotto il segno di “Anvil”.  sarà pubblicato in data 20 giugno 2022

5.Il ruolo del Corpo Italiano di Liberazione. sarà pubblicato in data 30 giugno 2022

 


martedì 31 maggio 2022

Le premesse per la conquista di Ancona. 18 luglio 1944 II Parte

 

2. Le operazioni alleate nel giugno 1944

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Il 7 giugno 1944 il Maresciallo Alexander diramò un piano operativo che doveva accelerare l’inseguimento delle forze tedesche in ritirata verso nord. Unità della VIII Armata britannica dovevano raggiungere la zona di Firenze-Bibiena-Arezzo, utilizzando le direttrici rappresentate dalle strade statali n. 3 e n. 4. Unità della V Armata statunitense dovevano raggiungere la zona Pisa-Lucca–Pistoia, utilizzando le direttrici rappresentate dalle strade statali n. 1 e n. 2. Il V Corpo d’Armata britannico non doveva spingersi troppo avanti e non accelerare la ritirata tedesca, in modo da economizzare al massimo gli equipaggiamenti da ponte e, in generale, i mezzi da trasporto, che necessitavano in modo urgente alla V ed alla VIII Armata nel settore tirrenico. Il piano prevedeva anche, come ipotesi operativa, che se l’avanzata generale ad ovest degli Appennini non avesse persuaso i Tedeschi ad abbandonare Ancona volontariamente, il II Corpo d’Armata Polacco sarebbe stato portato avanti oltre le principali linee di avanzata della VIII Armata ad ovest degli Appennini ed avrebbe attaccato la piazzaforte dorica da ovest.

Fino al 15 giugno 1944 l’avanzata alleata fu veloce e promettente, poi la resistenza tedesca si irrigidì sempre più. Il 20 giugno le due Armate alleate erano di fronte alla principale linea di resistenza tedesca, la linea del Trasimeno, che nelle intenzioni germaniche doveva proteggere i porti di Ancona e di Livorno e fungere da antemurale alla linea posta sui crinali degli Appennini, che poi diverrà famosa con il nome di “Linea dei Goti” o “Linea Gotica”. Mentre queste operazioni erano in atto sul terreno, fra gli Stati Maggiori Statunitense e Britannico iniziò il dibattito su che cosa fare nell’immediato futuro, dibattito che vale la pena di vedere più da vicino in quanto direttamente incidente sulle vicende del Corpo Italiano di Liberazione e la sua azione nelle Marche


  

1.Una profonda frattura sarà pubblicato in data 20 maggio 2022

2. Le operazioni alleate nel giugno 1944.  sarà pubblicato in data 30 maggio 2022

3.Il dibattito strategico-operativo: che fare in Italia. sarà pubblicato in data 10 giugno 2022

4. Sotto il segno di “Anvil”.  sarà pubblicato in data 20 giugno 2022

5.Il ruolo del Corpo Italiano di Liberazione. sarà pubblicato in data 30 giugno 2022

 


venerdì 20 maggio 2022

Le premesse per la conquista di Ancona. 18 luglio 1944

 

  


Le divergenze strategiche degli Alleati

1.Una profonda frattura. 

2. Le operazioni alleate nel giugno 1944. 

3.Il dibattito strategico-operativo: che fare in Italia.

 4. Sotto il segno di “Anvil”. 

5.Il ruolo del Corpo Italiano di Liberazione.

 

1. Una profonda frattura.

 

La popolazione  italiana ha sempre accolto, dal settembre 1943 alla fine della guerra, le truppe alleate, a prescindere dalla loro appartenenza, con ammirazione ed entusiasmo, vedendo il loro arrivo come la fine di un incubo e l’inizio di un periodo di vita materiale e morale, migliore.

La convinzione di tutti gli Italiani, a quel tempo, era che la alleanza delle Nazioni Uniti, gli Alleati come venivano chiamati,  era solida, granitica, potente, invincibile.

In realtà, al vertice della organizzazione militare alleata, sul piano strategico, dalla fine della conquista della Sicilia e per tutta la durata della Campagna d’Italia, esistettero tra Statunitensi e Britannici profonde divergenze in tema strategico, ovvero come condurre la guerra in Europa e, conseguentemente , in Italia.

Queste divergenze portarono a dolorose e significative sconfitte sul piano strettamente tattico, come l’arresto della offensiva sul Sangro, le prime tre battaglie per Cassino, e lo sbarco sul litoraneo pontino, solo per citare quelle dell’autunno 1943 – primavera 1944.[1]

Nel maggio-giugno 1944, superato l’ostacolo di Cassino e conquistata Roma, mentre le truppe alleate sbarcavano in Normandia, le divergenze strategiche in Italia fra Statunitensi e Britannici, molto gravi fino a quel momento, raggiunsero il massimo. Il pomo della discordia consisteva nella attuazione, o meno, della operazione “Anvil”, ovvero lo sbarco nel sud della Francia, in sostegno e supporto a quello che era già stato effettuato con successo in Normandia. Per “Anvil” i quesiti a cui si doveva rispondere erano:  deciso lo sbarco, quante forze vi si dovevano impiegare? Da dove si dovevano prendere queste forze? Chi avrebbe alimentato le successive operazioni di penetrazione in profondità? La risposta a questi interrogativi non facevano che acuire i contrasti fra i due Stati Maggiori, contrasti che erano la diretta conseguenza delle differenti vedute strategiche tra gli  Alleati.

Gli Statunitensi, un volta che l’Italia era stata sconfitta e costretta ad uscire dalla guerra, settembre 1943, e resisi gli Alleati padroni delle rotte del Mediterraneo, non ritenevano utile impegnare ulteriori forze nel scacchiere italiano. Essi rimanevano, in tema di strategia, fermi alla loro convinzione che, per conseguire la vittoria finale, ci si doveva concentrare sull’obiettivo principale, perseguirlo con il massimo della concentrazione degli sforzi nel momento e nel punto decisivo, limitando al massimo, se non per operazioni diversive, di inganno e sussidiarie, ogni operazione su obiettivi collaterali. Questa strategia era direttamente discendente dalla loro politica che voleva essere distante da quello che loro consideravano antiquati poteri politici europei e vedevano con diffidenza e circospezione il colonialismo britannico in tutte le sue forme. In più non volevano essere coinvolti in operazioni nel centro Europa né tantomeno nell’Europa Orientale, impegno che consideravano solo un sperpero di risorse e di vite umane. Il loro desiderio era quello di terminare il più velocemente possibile la guerra in Europa e concentrarsi totalmente contro il Giappone.

I Britannici, di contro, adottavano anche in questa guerra la loro tradizionale strategia indiretta e pragmatica, ovvero, per le operazioni terrestri, la strategia del Debole verso il Forte. Era una strategia che aveva dato, al momento in cui la Gran Bretagna era stata chiamata a combattere potenze continentali, copiosi frutti, primi fra tutti la vittoria su Napoleone un secolo mezzo prima. Partendo dal principio che la Gran Bretagna non aveva forze terrestri paragonabili a quelle della Germania, la Gran Bretagna riteneva necessario ed utile attaccare la periferia della potenza nemica, cioè tedesca, cercare di creare discordie fra la coalizione nemica (l’Asse italo-tedesco), porre il blocco navale[2] ed attenderne gli effetti; intensificare i bombardamenti aerei, minare il fronte interno nemico, evitare ogni scontro diretto di vaste proporzioni in cui si sarebbero arrischiate le relativamente poche forze terrestri; tutto in attesa di assestare, al momento e luogo opportuno, il colpo risolutivo finale, che avrebbe dato la vittoria. Questa strategia era anche in gran parte giustificata dal ricordo ancora vivissimo della carneficina della Prima Guerra Mondiale, il cui solo pensiero faceva abortire ogni progetto di attacco diretto.

Con l’uscita dell’Italia dalla guerra, e severamente impegnata dalla Unione Sovietica, la Germania stava iniziando a cedere; basta attendere il momento opportuno e la vittoria sarebbe stata conseguita. Non erano necessari sbarchi in Francia: tutte le forze dovevano essere tenute in Italia, da cui, crollata la Germania, sarebbero state indirizzate su Vienna ed il centro Europa a fermare e contrastare l’avanzata sovietica.

Lo scontro tra queste due opposte visioni strategiche era costante. Nel giugno 1944, quando conquistata e superata Roma, e le truppe Alleate entravano nelle Marche, si avvicinava sempre più il momento di decidere. I termini del problema strategico-operativo erano chiari: o proseguire speditamente verso Nord e, superati gli Appennini, arrivare alle Alpi, avendo conquistato la Pianura Padana, oppure destinare le migliore forze presenti in Italia alla operazione “Anvil”, cioè lo sbarco in Provenza, sottraendole naturalmente al fronte italiano. La disputa su questi termini, aggravata dal fatto che le forze sottratte al fronte italiano dovevano essere sostituite e si balenava quello che i Britannici non volevano nemmeno prendere in considerazione, ovvero armare ed equipaggiare forze italiane, alterava ed avvelenava tutti i rapporti fra Alleati. La disputa su questa questione e le decisioni conseguenti avrebbero condizionato le operazioni in Italia nell’estate 1944 ed anche dopo.[3]

 1.Una profonda frattura sarà pubblicato in data odierna

2. Le operazioni alleate nel giugno 1944.  sarà pubblicato in data 30 maggio 2022

3.Il dibattito strategico-operativo: che fare in Italia. sarà pubblicato in data 10 giugno 2022

4. Sotto il segno di “Anvil”.  sarà pubblicato in data 20 giugno 2022

5.Il ruolo del Corpo Italiano di Liberazione. sarà pubblicato in data 30 giugno 2022

 

 

 

 

 

 

 

 

 



[1] Questi temi sono stati dibattuti al convegno “Gli Alleati da Salerno ad Anzio” tenutosi il 24 gennaio 2004 alla sala delle Conchiglie di Villa Adele ad Anzio organizzato dalla Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione (A.N.R.P., coordinato e presieduto dal Prof. Enzo Orlanducci.)

[2] In campo marittimo la Gran Bretagna attuava la strategia del Forte verso il Debole, con l’obiettivo finale quello di “strangolare” la potenza continentale, privandola di ogni aiuto esterno. Questa strategia, nel 1943, stava per essere messa fortemente in crisi dall’azione dell’arma sottomarina tedesca, a un passo dal divenire vincitrice della Battaglia dell’Atlantico. La Gran Bretagna, senza gli aiuti statunitensi e quelli provenienti dal resto dell’Impero, aveva risorse per poco più di un mese di sopravvivenza.

[3] Il famoso e quanto mai discutibile messaggio del Comandante in Capo del XV Gruppo di Armate in Italia, Maresciallo Alexander al movimento di Resistenza nel Nord Italia nell’autunno 1944 con il quale si invitavano i “Partigiani”alla stasi invernale, ovvero a deporre le armi e ritornare a casa, ha le sue lontani e chiare origini da queste discussioni.

[4] Jackson W.G.F, La battaglia d’Italia, Milano, Il Club degli Editori, 1970.

[5] Jackson W.G.F, La battaglia d’Italia, cit., pag. 308

[6] In pratica l’esame fu superato con Filottrano e con la partecipazione alla liberazione di Ancona e del suo polo logistico nella seconda decade di luglio 1944.

martedì 10 maggio 2022

Il tempo delle oche versi e del lardo rosso. Il CIL ed Ancona

 

    Provvisorio                



Indice

Presentazione, di Aroldo Berardi.......................................................................................... x

Prefazione,  di Luigi Marsibilio  ............................................................................................ x

Nota dell’Autore..................................................................................................................... x

Ringraziamenti ...................................................................................................................... x

 

Premessa................................................................................................................................. x

Introduzione. ......................................................................................................................... x

 

1.1. Le divergenze strategiche degli Alleati........................................................................... x

....... 1.1.1. Una profonda ferita.................................................................................................. x

        1.1.2.  Le operazioni alleate nel giugno 1944....................................................................... x

        1.1.3.  Il dibattito strategico: che fare in Italia..................................................................... x

        1.1.4.  Sotto  il segno di “Anvil”........................................................................................ x

        1.1.5.  Il ruolo del Corpo Italiano di Liberazione.................................................................. x

 

PARTE  I.  CONQUISTARE ANCONA!

                   POLACCHI. BADOGLIANI, PARTIGIANI, PATRIOTI,

                   CIVILI.

 

Capitolo 1 -.............................................................................................................................. x

1. Il Piano Polacco per la conquista di Ancona .................................................................... x

....... 1.1. La situazione tattico-operativa: una occasione non colta............................................... x

        1.2. Il Piano Polacco per la conquista di Ancona.  Il superamento della

               articolazione: “Prima e Seconda Battaglia di Ancona”................................................. x

        1.3. Le forze in campo........................................................................................................ x

        1.3.1 Le forze polacche ....................................................................................................... x

        1.3.2 Le forze tedesche………………................................................................................. x

        1.3.3 Le forze Italiane......................................................................................................... x

        1.4. I Lineamenti e le dottrine operative ............................................................................. x

        1.4.1 I Lineamenti e le dottrine operative polacche .............................................................. x

        1.4.2 I Lineamenti e le dottrine operative tedesche………………........................................ x

        1.4.3 I Lineamenti e le dottrine operative italiane................................................................ x

        1.5. L’ambiente operativo................................................................................................... x

 

Capitolo 2 -.............................................................................................................................. x

2. Il Corpo Italiano di Liberazione ........................................................................................ x

....... 2.1. Dal I Reggimento Motorizzato al Corpo Italiano di Liberazione 27

               settembre 1943 – 18 aprile 1944................................................................................... x

        2.2. Montelungo (8-16 dicembre 1943) e Monte Marrone (31 marzo 1944):

                l’affermazione come unità combattente........................................................................ x

        2.3.  Dalle Mainarde al settore Adriatico. Prima con i Francesi, poi con i

                Britannici, infine con i Polacchi.................................................................................. x

        2.4.  L’ordinamento definitivo del Corpo Italiano di Liberazione……………….................... x

        2.5.  Le operazioni nelle Marche: l’avvicinamento ad Ancona. Giugno 1944........................ x

 

Capitolo 3................................................................................................................................ x

3. Badogliani, Partigiani, Patrioti, Civili ............................................................................... x

....... 3.1. Da Tommasi a Corradi: il travaglio della Resistenza nell’anconetano............................ x

        3.2.  Resistenza e Corpo Italiano di Liberazione: peculiarità e valori sul campo.................... x

        3.3.  Vigilia di battaglia...................................................................................................... x

       

      

 

PARTE  II.  OSIMO IN GUERRA. 1 LUGLIO -16 LUGLIO 1944

 

Capitolo 4................................................................................................................................ x

4.  La guerra si avvicina. Giugno 1944....................................................................................... x

....... 4.1. La fuga delle autorità della Repubblica Sociale Italiana................................................. x

        4.2. La popolazione si difende e si organizza: 3000 Tedeschi a

               Castelfidardo:“Siamo in buone mani!!!”...................................................................... x

        4.3. Conquistare la libertà significa versare sangue............................................................. x

        4.4.  Le rappresaglie tedesche: altre vittime ed altre tragedie. Le SS italiane ad  

                Osimo ………………................................................................................................. x

 

La battaglia per Ancona: la prima fase

 

Capitolo 5................................................................................................................................ x

5.  La guerra in casa 1 luglio - 6 luglio 1944............................................................................... x

....... 5.1. Venti giorni di combattimenti, con tutti i protagonisti................................................. x

        5.2. 1 Luglio 1944, sabato. Il fronte a Loreto, Recanati e Montefano.................................... x

        5.3. La guerra in Osimo..................................................................................................... x

        5.4. La terza fase: il rafforzamento del fianco sinistro. La conquista di

               Filottrano…................................................................................................................ x

 

  La battaglia per Ancona: la seconda fase

 

Capitolo 6................................................................................................................................ x

6.  I giorni dell’illusione. 7 luglio - 9 luglio 1944........................................................................ x

....... 6.1.La terza fase: il rafforzamento del fianco sinistro. L’avvicinamento 

              a  Filottrano................................................................................................................. x

        6.2. La battaglia di Filottrano vista da lontano.................................................................... x

        6.3. Il tempo del lardo rosso................................................................................................ x

 

        La battaglia per Ancona: la terza fase

 

Capitolo 7................................................................................................................................ x

7.  I giorni della voglia di vivere. 10 luglio - 11 luglio 1944........................................................ x

....... 7.1.”I colpi non ci fanno più paura”................................................................................... x

        7.2. Dopo Filottrano. Gli Italiani sulla scena....................................................................... x

        7.3. Gli altri italiani impiegati dai Polacchi. La brigata “Maiella”. La 111

               Compagnia ponti......................................................................................................... x

        7.4. La casa occupata dai Polacchi....................................................................................... x

 

Capitolo 8................................................................................................................................ x

8.  La liberazione di Cingoli. 12 luglio - 13 luglio 1944............................................................... x

....... 8.1  Il rafforzamento del fianco sinistro............................................................................... x

        8.2. L’avvicinamento a Cingoli e le predisposizioni per l’attacco.......................................... x

        8.3. La liberazione di Cingoli. 13 luglio 1944, all’alba......................................................... x

        8.4. 13 luglio 1944.  Dopo l’occupazione di Cingoli, la conquista di Colle

               Cardinale.................................................................................................................... x

 

Capitolo 9................................................................................................................................ x

9.  I giorni “del roterteufel”. 14 luglio. 15 luglio e 16 luglio 1944............................................... x

....... 8.1  Ritorna la paura.......................................................................................................... x

        8.2. Attività di pattuglie. Variazioni Ordinative................................................................. x

        8.3. 15 luglio: ancora appesi ad un filo................................................................................ x

        8.4. 16 luglio: la vigilia della fine del passaggio del fronte ad Osimo.................................... x

 

 

PARTE III LA LIBERAZIONE  DI ANCONA.

                    DA CASENUOVE A JESI. 17 LUGLIO - 20 LUGLIO 1944

 

La battaglia per Ancona: la quarta fase

 

Capitolo 10.............................................................................................................................. x

10.  Il primo giorno di battaglia: il forzamento del Musone e la conquista di Rustico 

       17 luglio 1944.................................................................................................................... x

....... 10.1.”Questa notte è stata un inferno”............................................................................... x

        10.2. Operazioni sul fronte destro. Attacco della II Brigata................................................. x

        10.3. Operazioni sul fianco sinistro. Avanzata della I Brigata............................................. x

        10.4. Parlano protagonisti e testimoni................................................................................ x

        10.5. L’attacco polacco: fissaggio a destra, aggiramento a sinistra ....................................... x

        10.6. Disposizioni operative del Comando del Corpo Italiano di Liberazione........................ x

 

Capitolo 11.............................................................................................................................. x

11.  Il secondo giorno di battaglia: l’occupazione di Santa Maria Nuova. 18 luglio 1944

....... 11.1. La linea di combattimento si sposta in avanti. Si comincia a respirare......................... x

        11.2. L’azione su Santa Maria Nuova. L’azione sul fianco sinistro...................................... x

        11.3. L’attacco polacco. Settore centrale. Lo sbocco in pianura ed il mancato

                  annientamento delle forze tedesche............................................................................ X

        11.4. Polverigi: al centro dei combattimenti. Il passaggio del fronte nei ricordi..................... x

        11.5. Agugliano: alcuni ricordi del passaggio del fronte……………………………………. x

        11.6. Castel d’Emilio ricorda il passaggio del fronte............................................................ x

        11.7. Il Cassero ricorda il passaggio del fronte..................................................................... x

        10.8. Castelferretti ricorda il passaggio del fronte................................................................ x

        10.9. Settore centrale e settore destro del fronte. Ancona conquistata  ................................. x

 

La battaglia per Ancona: la quinta fase

       

Capitolo 12.............................................................................................................................. x

12. Il consolidamento del successo. 19  luglio 1944............................................................... x

       12.1. “Coraggio! Il brutto è passato! Con buona volontà di metteremo a posto!” .................. x     

       12.2. Le operazioni continuano. Settore sinistro del fronte. L’avvicinamento a

                Jesi............................................................................................................................. x      

       12.3.  Le operazioni polacche alla foce dell’Esino.................................................................. x

         

Capitolo 13 - ........................................................................................................................... x

13. Lo sfruttamento del successo. 20 luglio 1944................................................................... x

        13.1. L’occupazione di Jesi ................................................................................................. x

        13.2. Quel che rimane: un nome inciso sulla pietra............................................................. x

        13.3. “Grazie, Alpino, per quel pane .................................................................................. x

        13.4. I carri funebri erano stati rubati dai fascisti per fuggire.............................................. x

        13.5. Il. Fronte è passato ................................................................................................... x

 

Capitolo 14 - ........................................................................................................................... x

14. Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona.................................................................... x

        14.1. Il mancato conseguimento dell’obiettivo come prova della partecipazione

                 italiana ..................................................................................................................... x

        14.2. Le accuse polacche agli Italiani all’indomani della battaglia ....................................... x

        14.3. Le ricostruzioni storiche del dopoguerra..................................................................... x

 

Conclusione............................................................................................................................ x

1. Il contributo del Corpo Italiano alla liberazione delle Marche e di Ancona............................... x

2. Il Passaggio del fronte: il tempo delle oche versi e del lardo rosso............................................. x

 

Postfazione di Alberto Marenga............................................................................................ x

 

 

Documenti................................................................................................................................ x

        1. Documento 1  Organigramma del Corpo Polacco..................................................... x

        2. Documento 2  Organigramma delle Forze Tedesche................................................ x

        3. Documento 3  Organigramma del Corpo Italiano di Liberazione............................ x

        4. Documento 4   Organigramma delle Forze Partigiane.............................................. x

 

Bibliografia e Sitografia............................................................................................................. x

Indice delle Illustrazioni............................................................................................................ x

Indice delle Carte, Mappe e Schizzi............................................................................................ x

Indice dei Nomi......................................................................................................................... x

Elenco Collana.......................................................................................................................... x

sabato 30 aprile 2022

ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO. QUADERNI ON LINE. INDICE. ANNO LXXXIII, supplemnto on line, IV, n. 75. Per informazione

 

SOMMARIO

ANNO LXXXIII, Supplemento on line, IV, n. 75

Aprile 2022

www.valoremilitare.blogspot.com

 

Massimo Coltrinari, Editoriale, Aprile  2022

                            su www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data        28.04.2022

Massimo Coltrinari, Copertina, Aprile 2022

                            su www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data        29.04.2022

 

 

APPROFONDIMENTI

 

Redazionale, Massimo Coltrinari Viaggio in Ucraina.  Giugno 2011

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 5.04.2022

 

 

 

DIBATTITI

 

Redazionale, Sergio Benedetto Sabetta. La Teoria dei Sistemi

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 1.04.2022

Redazionale, Circolare 2 2022 della Presidenza Nazionale

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 4.04.2022

Redazionale, Antonio Trogu. Contributo Tavola Rotonda

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 6.04.2022

Redazionale, Alessia Biasiolo Contributo alla tavola Rotonda

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 12.04.2022

Redazionale, Renata Hagmann. Contributo alla Tavola Rotonda

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 15.04.2022

Redazionale, Maria Luisa Suprani Querzoli. Contributo alla Tavola Rotonda                     

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 18.04.2022

Redazionale, Luigi Marsibilio. Contributo alla Tavola Rotonda

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 21.04.2022

Redazionale, Stefano Bernini. Contributo alla Tavola Rotonda

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 24.04.2022

 

 

 

ARCHIVIO

 

Redazionale, Emilio Bresciani, vittima dell'azione di spionaggio austriaco

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 11.04.2022

Redazionale, Progetto Prigionia. I Guerra Mondiale

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 13.04.2022

Redazionale, Luigi Lavarone, Caduto nel settembre 1915

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 22.04.2022

Redazionale, Progetto Prigionia

                     su www. valore militare.blogspot.com con post in data 27.04.2022

 

 

 

GEOPOLITICA DELLE PROSSIME SFIDE

 

Redazionale, Antonio Trogu. I fondamenti della geopolitica. I

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 7.04.2022

Redazionale, Antonio Trogu. I Fondamenti della Geopolitica. II

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 17.04.2022

Redazionale, Antonio Trogu. I Fondamenti della Geopolitica. III

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 20.04.2022

 

 

SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Redazionale, Nicolò Paganelli. Proteggere gli assetti civili e militari. Parte I

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 23.04.2022

 

 

MUSEI ARCHIVI E BIBLIOTECHE

 

Redazionale, Medaglie Ricordo dei Reparti della I Guerra Mondiale. Brigata Macerata e Brigata Piceno

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 19.04.2022

 

 

SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Redazionale, Luigi Marsibili. Volume: "La Vittoria ed i suoi artefici". Nota a margine

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 2.04.2022

 

 

 CESVAM NOTIZIE

CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

 

Redazionale, Andrea Vazzaz. La Caduta del Monte Maggiore.

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 3.04.2022

Redazionale, Giovanni Riccardo Baldelli. Contributo. Tavola Rotonda

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 9.04.2022

Redazionale, Rivista QUADERNI, Anno LXXXII, Supplemento XX, 2021, n. 3, 20° della Rivista.CESVAM REPORT  Settembre  2019 ottobre 2021

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 10.04.2022

Redazionale, Giornata del Decorato 2022 e Cerimonia 75° Anniversario Fed Prov di Latina.  INFO E DETTAGLI

su www. valore militare.blogspot.com con post in data 16.04.2022

 

 

AUTORI

 

Pecce Alessio, ricercatore

Bottoni Roberta, Istituto del Nastro Azzurro

Coltrinari, Massimo direttore CESVAM

Francesco Attanasio, Presidente della federazione di Siracusa

Mario Pereira, Vice presidente Federazione di Pistoia

Carandente  Chiara, Istituto del Nastro Azzurro

Baldoni, Massimo, pseudonimo

Giorgio Lavorini, Presidente Federazione di Prato

Federico Levy, collaboratore

Elsa Bonacini, collaboratrice CESVAM

Osvaldo Biribicchi, Associato CESVAM

Alessia Biasiolo, collaboratrice CESVAM

Luigi Marsibilio, membro del Collegio dei redattori della Rivista

Giancarlo Ramaccia, vice direttore CESVAM

Giovanni Cecini membro del Collegio dei redattori della Rivista

 

Numero chiuso in data 30.04. 2022