Espressione della attività del Comitato Scientifico del Club Ufficiali Marchigiani riporta pagine e note di Storia militare riferite principalmente alle Marche come contributo alla conoscenza di questa Regione e espressione nostra di marchigianità
giovedì 28 settembre 2023
mercoledì 20 settembre 2023
ATTIVIA DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE CESVAM 2022 BOZZA DI SINTESI
1.
Dopo la realizzazione del numero
speciale dedicato al Cesvam Report settembre 2019- agosto 2021 in cui è riportato
tutta l’attività del CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare) nel periodo
considerato sono stati pubblicati, ovvero nel 2022 i seguenti numeri della
Rivista QUADERNI, supplemento del periodico nazionale “Il Nastro Azzurro,
Rivista di 128 pagine. Tale rivista, a profilo universitario di terza fascia, consta
dell’Editoriale del Presidente, due Parti, una dedicata alla Memoria con
quattro rubriche fisse (Approfondimenti, Dibatti, Archivio, Musei, Archivi e
Biblioteche, ed una parte dedicata alla Attualità Geografica con tre rubriche (Una finestra sul Mondo,
Geopolitica delle Prossime sfide, Scenari, Regioni Quadranti) Inoltre vengono
date notizie di dettaglio sulla attività del CESVAM, tra cui riportati gli
Indici mensili del supplemento in rete QUADERNI ON LINE, ad edizione
quotidiana, pubblicato sul blog www.valoremilitare.blogspot.com.
Tale edizione on line ha in media, nel 2022, dai 2000/3000 contatti mensili con
punte anche di 5000/6000Nel 2022 sono stati pubblicati i seguenti quaderni
1.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXII, 2022, n.1, 22° della Rivista Titolo” La Drappella di Nizza
Cavalleria”
2.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXIII, 2022, n.2, 23° della Rivista Titolo
Il Museo della Federazione di Bologna del
Nastro Azzurro
3.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXIV, 2022, n.3, 24° della Rivista Titolo
Albo dei Decorati al Valore Militare della
Provincia di Foggia
4.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXV, 2022, n.4, 25° della Rivista Titolo
Medaglia Commemorativa del VI Congresso
Nazionale Milano 7-10 aprile 1938
Anche nel 2022 la Rivista “QUADERNI” ha
assolto alla sua primaria funzione di ricerca e studi sui temi del Valore
Militare, nel preservare la Memoria, nella diffusione dei valori statutari.
Inoltre ha assolto alla funzione di sostegno alle attività universitari.
Infatti ha pubblicato gli articoli tratti dalla ulteriore valorizzazione di
ricerca delle Tesi di Laurea approntate dai ex frequentatori dei Master che
sono entrati a far parte, come ricercatori giusta indicazione dei Bandi di
iscrizione dei Master citati
5. Sono stati predisposti nel
2022 i testi definitivi del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione e
sono stati stampati ed editi i volumi sei, sette ed otto dedicati al Compendio
e Glossario 1945 ed al Volume Percorsi di Ricerca. Ogni volume consta di circa
250 pagine
6. Sono stati pubblicati, nel 2022,
nell’ambito del Progetto “Ordinamenti. Un Ventennio di preparazione ed una
conclusione amara” i seguenti volumi:
“Il
Quadro di Battaglia dell’Esercito Italiano 10 giugno 1940 (Edizione Archeoares,
Viterbo Roma, 2022, 260 pag.), Gli Ordinamenti del Regio Esercito predisposti
tra le due guerre 1919-1939, Teso Volume I Tomo I (Edizione Archeoares, Viterbo
Roma, 2022, 270 pag); Gli Ordinamenti del Regio Esercito predisposti tra le due
guerre 1919-1939, Documenti Volume I Tomo II (Edizione Archeoares, Viterbo
Roma, 2022, 160 pag)
7. È stato pubblicato
nell’ambito della collana La Prigionia nella Grande Guerra, dopo i volumi
pubblicati nel 2021 (Volume 1 “Prigionia e Internamento, principali istituti e
lineamenti giuridici. Il valore del Combattente disarmato”. Volume 2 “La
Geografia dei campi di concentramento in Austria-Ungheria. Iconografia della
Prigionia Italiana nella duplice monarchia”. Volume 5 “La memoria. L’opera di
Padre Giovanni Minozzi durante e dopo la Grande Guerra. Le case del soldato
alla fronte e gli orfani di guerra dell’opera nazionale per il Mezzogiorno
d’Italia”.), il volume 3 “Pietro Bonci. Epistolario di Prigionia 30 mesi di
prigionia in Austria-Ungheria, sempre presso la casa Editrice Nuova Cultura
Università Sapienza Roma
8. Nel quadro del progetto
dedicato alle vicende dei militari in Russia, nel 2022 è stato pubblicato il
primo volume con il titolo 1941: una avventura non necessaria”, (Archeoaress
Viterbo, 2022, di 301 pagine.
Nella
sostanza nel 2022 il CESVAM. Centro Studi sul Valore Militare dell’Istituto del
Nastro Azzurro ha pubblicato n. 8 titoli corrispondenti a un volume in media di
circa 270-300 pagine. Considerando le vacanze estive, si può dire che il
CESVAM, grazie alla abnegazione di tutti i suoi partecipati ed alla efficienza
della segreteria generale dell’Istituto ha messo a disposizione e prodotto
circa un volume ogni mese e mezzo. Occorre infine ricordare che i volumi sono
editi a sostegno della offerta formativa che l’Istituto ha messo in atto
attraverso la attivazione dei Master di 1° Livello (di cui sotto),
9. Il CESVAM pubblica dal 2019
INFOCESVAM, BOLLETINO DI INFORMAZIONI SULLE Attività DEL CESVAM, edito in forma
didascalica. Fino al 2021 era a cadenza mensile, dal 1 gennaio 2022 a cadenza
bimestrale. INFOCESVAM, pubblicato sulle pagine CESVAM del Periodico Nazionale
nelle pagine CESVAM aggiorna “ad horas” lo stato di avanzamento die progetti e
sulle attività del CESVAM. Tale INFOCESVAM
è pubblicato sul sito dell’Istituto (www.istitutonastroazziro.or/ al
comparto CESVAM) e sui blog di riferimento (info:
ricerca.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
ATTIVITA’ DI CARATTERE CULTURALE
In partnership con l’Università di Studi Nicolò Cusano sono
stati attivate:
-
la V Edizione del Master di 1° livello in “Storia militare
contemporanea 1796.1960”; (Per Laureati)
-
la IV Edizione del Master di 1° livello in “Politica Militare
Comparata dal 1960 ad oggi.” (Per Laureati)
-
la II edizione del Master di 1° livello in “Terrorismo
internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi. (Per Laureati
-
La II edizione del “Corso di perfezionamento ed aggiornamento
“in Terrorismo internazionale, Obiettivi, Piani e Mezzi,” riservato ai diplomati
di Scuola Media Superiore.
I master sono strutturati per moduli che sono stati svolti
nella modalità e-learning e supportati da apposite sinossi. La convenzione
prevede un ritorno economico-finanziario per l’Istituto, iniziativa che
diversifica le fonti di entrata dell’Istituto stesso. Anche per l’anno
Accademico 2021/2022 sono state attivate le sessioni di Laura come da Bando. In
corso le attività per l’anno accademico 2022/2023.
In Generale molti frequentatori decidono di continuare le
loro ricerche iscrivendosi al Nastro Azzurro. Questa attività prettamente
culturale si è trasformata in un allargamento della base associativa dell’Istituto,
Infine nel 2022, oltre partecipazione a convegni e presentazioni di volumi, il
CESVAM ha avviato la Campagna di
informazione e Divulgazione che nel 2022 è alla sua II Edizione, volta a far conoscere
le pubblicazioni e le realizzazioni dell’Istituto indirizzata specialmente all’interno,
verso le Federazioni ed i Soci come amalgama ed all’esterno verso le scuole soprattutto
quelle Superiori e medie nel quadro del progetto ”Storia in Laboratorio”
attivato dal 2008.
domenica 10 settembre 2023
LIbano 1982 La Prima esperienza italiana fuori area
giovedì 31 agosto 2023
Sergio Benedetto Sabetta. Nota sulla strategia di Napoleone
La
concezione napoleonica della gestione strategica
I
principi dell’equilibrio nella flessibilità e variabilità
Introduzione
Non vi è in realtà una
formulazione originale dei principi strategici napoleonici, né un corpus
dottrinale da lui elaborato, egli piuttosto perfezionò e applicò principi da
altri creati si che la sua genialità si esplicò nelle modalità di attuazione e
nella capacità di sviluppare e usare elementi altrui, la mancanza di una dottrina
fu in parte dovuta dalla necessità di non svelare ad altri i principi della sua
azione.
Maestri ispiratori furono
senz’altro in primis Federico II di Prussia con le sue campagne contro Francesi,
Austriaci e Russi codificate nelle famose “Istruzioni segrete” del 1748, ma
anche Eugenio di Savoia, Turenne, Luxemburg, Maurizio
di Sassonia oltre ai classici dell’antichità.
Dal
punto di vista teorico lesse e rilesse tra gli altri l’ “Essai General de taticque”
e il “Defense du systéme de guerre moderne” entrambi di Jacques Antoine Hyppolite, conte di Guibert, oltre ai “Principes de la
guerre des montagnes” di Pierre
de Bourcet, mentre per gli aspetti
più tecnici della propria arma ebbe, in particolare ad Auxonne, la guida del
barone Du Teil fratello del celebre cavaliere Jean du Teil, teorico dell’uso dell’artiglieria e discepolo di De Gribeauvael.
Vi è in lui una notevole capacità
organizzativa che si esplica sia in termini macro, con la completa visione
d’insieme, che in termini micro, curando i vari particolari del quadro, in un
continuo rimando coordinativo fra i vari piani.
La caratteristica principale
risulta pertanto l’illimitata flessibilità e variabilità sia
dell’organizzazione che della concezione operativa.
Caratteristiche
Nella
programmazione vi è una attenta informazione e valutazione sulle forze
contrapposte, ma il piano o meglio i vari piani così accuratamente preparati
non costituiscono vincolo all’azione ma piuttosto mezzo o pietra di paragone
per misurare tutti i successivi avvenimenti e possibilmente anticiparne le
conseguenze.
Vi
è sempre un piano alternativo quale conseguenza della necessità di un piano
poliedrico impostato secondo molteplici probabili sviluppi. Il caso per quanto
previsto e limitato non può essere sottovalutato, circostanza che impone un
continuo ripensamento dei vantaggi e svantaggi durante lo svolgersi dell’azione
man mano che si presentano gli imprevisti, senza per questo deviare dall’obiettivo finale.
Il
variare in corso d’azione dell’organizzazione della macchina bellica in
un’apparente caos in realtà viene a confondere le osservazioni avversarie, in
quanto l’unità di comando è sempre mantenuta e le varie unità rimangono
comunque tra loro a distanza utile, pronte al concentramento nonostante
un’apparente dispersione. Elemento essenziale di tale tecnica operativa è la
rapidità di esecuzione quale complemento alla velocità e mobilità imposte
dall’inizio alla fine alle operazioni, velocità che può trasformare un
imminente pericolo in un successo.
Tre
i fattori che permettono una tale stupenda dimostrazione di efficienza:
- La
leggerezza delle singole unità, fornite della caratteristica divisionale
di un forte autosostentamento;
- Il
ferreo controllo dell’insieme.
Questa
adattabilità e mobilità strategica confluiscono, verso un graduale
concentramento, si che il decentramento o dispersione apparente favorisce in
realtà la manovra e il combattimento secondo precisi ordini con la conseguente
sorpresa e demoralizzazione avversaria.
Viene
riconosciuta l’importanza sia del morale che dell’unità di comando in una
influenza reciproca, deve tuttavia ammettersi che la crescita organizzativa
mediante incorporazione, come avvenne nella “Grande Armée”, può condurre all’indebolimento dell’unità morale e
di manovra.
Fondamentale
per ottenere una obbedienza economica
sono l’attaccamento ed il rispetto dei subordinati verso la dirigenza, la quale
d’altra parte deve essere fondata sulla perseveranza e il coraggio dell’azione
dei superiori, costante la prima nel tempo circostanziata in precisi momenti la
seconda.
Il
sistema premiante deve essere accuratamente ordinato per gradi e favorire
l’atmosfera collaborativa fra i vari livelli secondo una precisa e controllata
trasparente lealtà riconosciuta in tutta l’organizzazione, inoltre deve essere
favorito il feedback tra la base e il vertice con precise testimonianze sui risultati
delle richieste avanzate e degli interventi effettuati.
E’stata
più volte sottolineata l’apparente ambiguità dell’unità di comando in presenza
di un forte decentramento operativo, ma il contrasto è più apparente che reale,
come già sopra chiarito, se solo si consideri la necessità della dispersione in
presenza di repentini aggiustamenti prima dello scontro.
Infine
deve richiamarsi l’attenzione sull’individuazione dell’esatto obiettivo comune
da perseguire e quindi della parallela necessità di una unica linea di azione
evitando, per quanto possibile, un inutile dispersione di uomini e risorse.
Riflessi attuali
Luttwak parla di rischio
organizzativo proprio nel momento in cui aumentano la segretezza, le unità in gioco e la complessità
delle manovre poste in atto, tale rischio deriva dall’attrito che ostacola il funzionamento di qualsiasi
organizzazione, tanto più se complessa. Il concetto di attrito era stato già
rilevato dal Clausewitz quando, nel raccomandare di non semplificare
eccessivamente, osservava le difficoltà che si accumulano e si producono nel
loro complesso durante l’azione.
La ricerca della
sorpresa derivante dalla scelta paradossale, al fine di ottenere un vantaggio
competitivo, ha comunque un proprio costo che si manifesta nella perdita di
forze e nel possibile aumento del rischio di confusione nell’organizzazione, a
cui solo una maggiore preparazione ed una più efficiente comunicazione, quale
impalcatura di un saldo controllo direzionale, può mettere rimedio. Dobbiamo
tenere presente che ciò che è paradossale
col tempo diventa prevedibile, mentre il prevedibile può essere al contrario
imprevedibile se a lungo non applicato.
Ciò che è logico
con il tempo diventa illogico, evolvendo nel suo opposto, tranne che non
intervengano mutamenti esogeni nelle condizioni dei partecipanti, si che non vi
è di peggio della baldanza derivante dal successo che può trasformare questi
nelle premesse di un disastro.
Si
recupera un concetto di flessibilità e manovrabilità non rigido, quale fosse un
canone, ma adattabile sia nell’imprevisto quanto in termini programmatori del
passaggio da logica a illogica, interviene in questo l’importanza mai
sufficientemente ricordata della gestione dei canali di comunicazione in
rapporto ad un saldo controllo dell’insieme, in cui il decentramento non è
premessa di disarticolazione ma adattabilità e velocità di manovra.
Dobbiamo
considerare che ciò che in apparenza può sembrare un’azione definitiva e
sistematicamente cumulativa a cascata di successi, può produrre in realtà reazioni
che non solo la disattivino ma addirittura siano strategicamente
controproducenti.
Peraltro
anche le innovazioni tecniche non sono di per sé sinonimo di successo se non
adeguatamente supportate e metabolizzate dall’organizzazione che dovrà utilizzarle,
magari superando vecchi schemi che tenderanno a ridurne l’impatto sia per
mancanza di fantasia che per difesa dei ruoli acquisiti.
Von
Clausewitz
richiama nella sua opera l’importanza della forza d’animo e dell’orgoglio quali
elementi che forgiando il carattere del singolo e dell’organizzazione
nell’insieme possano creare una cultura che conduca alla fermezza e costanza,
senza peraltro precipitare verso la testardaggine.
Si
parla oggi giorno di vantaggi chiave e della creazione di informazioni organizzative
adattabili alla strategia, superando
eventuali blocchi di sistema. Si pone inoltre attenzione alla dispersione
dell’attenzione dirigenziale nella gestione della quotidianità che, facendo
perdere il contatto con la cultura dell’organizzazione, impedisca il
concentrarsi sulla formazione di una salda cultura organizzativa diffusa,
diretta verso i fini strategici.
Altro
elemento è la riconosciuta difficoltà di una equilibrata e complementare crescita
organica, che permetta di allineare in modo efficiente su un unico obiettivo
organizzativo risorse e uomini.
Comunque
concludendo quello che emerge è la necessità che una adattabilità e
flessibilità organizzativa non si trasformi in disarticolazione e sfiducia nel
sistema, per mancata chiarezza di mezzi ed obiettivi, a seguito della perdita
della capacità comunicativa e di coordinamento.
Bibliografia
·
D.
G. Chandler, Le campagne di Napoleone, Milano 1972 ;
·
B. H. Liddell
Hart, The Strategy of the Indirect Approach, Londra 1954;
·
E. N. Luttwark,
Strategia. Le
logiche della guerra e della pace nel confronta tra le grandi potenze, Milano
1989;
·
K.
Von Clausewitz,Pensieri sulla guerra, Milano 1970;
domenica 20 agosto 2023
Comprendere la Guerra di Liberazione
Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione
Osvaldo
Biribicchi
Il Dizionario
minimo della Guerra di Liberazione, progetto sostenuto dal Ministro della
Difesa, fortemente voluto dal Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro
fra Combattenti decorati al Valor Militare del 1927, Generale Carlo Maria
Magnani, si inserisce nel quadro delle molteplici attività culturali ed
editoriali portate avanti dal direttore del Centro Studi sul Valor Militare Generale
Massimo Coltrinari, è rivolto agli studenti delle Scuole Superiori di Secondo
Grado, al fine di fornire agli studenti spunti di riflessione e documenti per
approfondire gli avvenimenti che vanno dalla crisi armistiziale del 1943 alla Liberazione,
il 25 aprile 1945, e quindi alla conclusone della guerra. Preso atto che non è
possibile parlare di Guerra di Liberazione senza una conoscenza essenziale
degli eventi principali che hanno preceduto e seguito l’annuncio dell’Armistizio
dell’8 settembre, nel porre mano a questo lavoro ci siamo riproposti, almeno
nelle intenzioni, di non fare solo una raccolta asettica di dati ma stimolare
riflessioni critiche. La
struttura editoriale dell’opera è costituita, per ogni anno preso in esame, da
un compendio e da un glossario; infine è
stato inserito un volume dedicato ai Percorsi di ricerca. Lo studio è stato articolato in sei Fronti: del Sud; del
Nord; dell’Internamento; della Resistenza all’Estero; della Prigionia ed,
infine, del Fronte nemico al fine di fornire un quadro sommario di ciò che
avvenne all’indomani dell’Armistizio. A partire dall’8 settembre 1943 l’Italia
si divide in due: quella del Sud, liberata dagli Alleati con gli sbarchi in
Sicilia, a Salerno ed Anzio, e quella
del Nord in cui si insediò la Repubblica Sociale Italiana decisa a continuare
la guerra, ormai persa, al fianco dei tedeschi. In realtà, tra l’Italia e gli
Alleati furono firmati due armistizi: il primo, detto armistizio corto, contenente solo clausole militari, fu firmato
segretamente a Cassibile in provincia di Siracusa il 3 settembre 1943 ed annunciato
cinque giorni dopo prima dal Generale Eisenhower e, poche ore dopo, da
Badoglio. Il secondo, detto armistizio
lungo o anche armistizio di Malta, fu firmato il 29 settembre e precisava
gli obblighi della resa senza condizioni già contenuti genericamente
nell’armistizio corto. La semplice conoscenza di questi elementi stimola
riflessioni profonde su quei cinque giorni tra il 3 e l’8 settembre in cui i
soldati italiani continuarono a combattere e morire al fianco dei tedeschi
contro gli angloamericani e la mattina del 9 settembre si ritrovarono
all’improvviso alleati con coloro che sino al giorno prima erano stati nemici. Il
problema nasce dal fatto che il governo militare Badoglio, in sostanza, aveva
siglato l’armistizio con gli Alleati senza aver prima ricusato il Patto d’Acciaio siglato il 22 maggio
1939 tra Italia e Germania. Le forze armate tedesche presenti sul territorio
italiano divennero pertanto automaticamente forze di occupazione. Dopo l’8
settembre tutta la popolazione italiana senza distinzione di credo politico e
condizione sociale pagò un prezzo altissimo. Nei territori della Repubblica
Sociale, in particolare, iniziò una durissima guerra partigiana contro i nazi-fascisti
che a loro volta reagirono con feroci rappresaglie nei confronti dei civili i
quali, come se non bastasse, subivano anche i violenti bombardamenti terroristici
aerei diurni e notturni degli Alleati che avanzando verso Nord colpivano sia obiettivi
militari che inevitabilmente città e paesi. Nel Dizionario si prende in esame
anche l’arco di tempo (quarantacinque giorni) compreso tra la seduta del Gran
Consiglio del Fascismo tenutasi tra il 24 ed il 25 luglio 1943, nel corso della
quale Mussolini fu esautorato, e la proclamazione dell’armistizio. Un periodo
confuso: Vittorio Emanuele III nel pomeriggio del 25 luglio fece arrestare
Mussolini, assunse il comando delle Forze Armate ed affidò il governo al
Maresciallo Badoglio. In quel momento, con 31 divisioni dell’Esercito fuori dal
territorio nazionale, il governo avviò con fare incerto contatti segreti con
gli Alleati per uscire dalla guerra pur continuando formalmente a professare la
propria lealtà all’alleato germanico. L’8 settembre fu dunque una data
spartiacque tra un periodo ormai concluso ed un dopo, ovvero l’inizio della
Guerra di Liberazione chiamata dagli Alleati Campagna d’Italia. Una guerra combattuta da tutto il popolo
italiano su cinque Fronti (e qui mi ricollego alla struttura del dizionario): Primo Fronte, dell’Italia
libera, a Sud, liberata dagli Alleati i quali consentirono al Governo del Re
d’Italia, riconosciuto sia dagli Alleati che dall’Unione Sovietica, di
esercitare seppure con pesanti limitazioni le proprie prerogative. Nell’Italia
libera furono gettate le basi delle nuove Forze Armate. L’Esercito contribuì
alla Guerra di Liberazione inizialmente con il I Raggruppamento Motorizzato che
combatté a Monte Lungo (8 dicembre 1943) successivamente con il Corpo Italiano
di Liberazione (C.I.L.) che si distinse
a Filottrano, nelle Marche (8 luglio 1944) ed infine con i Gruppi di
Combattimento che parteciparono all’offensiva finale contribuendo a liberare
gran parte delle città del nord Italia. La
Regia Aeronautica riordinò
le proprie unità, ricostruì le basi nei territori liberi e recuperò il
materiale abbandonato in Africa settentrionale. Dopo la dichiarazione di guerra
alla Germania costituì l’Unità Aerea, alle dipendenze del Comando delle Forze
Aeree Alleate, responsabile dell’impiego, dell’addestramento, della disciplina
e del funzionamento dei servizi amministrativi e tecnici di tre Raggruppamenti
di specialità: Caccia, Bombardamento – Trasporti e Idrovolanti. Il comando
Alleato la impiegò nei Balcani, inserendola negli organici della Balkan Air Force. L’Unità Aerea operò,
senza soluzione di continuità, fino al mese di maggio del 1945. La Marina, da
parte sua, affrontò e gestì una situazione difficilissima. Solo in Puglia, ove
intanto aveva insediato il proprio Comando, poche unità all’ancora nei porti di
Taranto e Brindisi rimasero sotto il controllo italiano. Il 14 settembre 1943
mentre due torpediniere salpavano da Brindisi per portare aiuti a Corfù
arrivavano provenienti da Venezia e dall’Istria gli allievi della Regia
Accademia Navale. Pochi giorni dopo, il 23 settembre 1943, fu siglato l’Accordo
di Cooperazione Navale tra il Comandante in Capo delle flotte alleate nel
Mediterraneo, Ammiraglio Cunningham, ed il Capo di Stato Maggiore della Marina.
Il documento siglato prevedeva, tra l’altro, che tutte le unità navali
potessero rientrare nelle basi nazionali, ad eccezione delle corazzate. Il
contributo alla Guerra di Liberazione da parte delle Forze Armate dell’Italia
libera fu dato anche dagli oltre 200 mila uomini impiegati nelle Divisioni
Ausiliarie per attività di carattere logistico, spesso a ridosso della prima
linea, non meno importanti ed indispensabili di quelle combattenti; Secondo Fronte, dell’Italia
occupata dai tedeschi. Qui il fronte fu clandestino e la lotta politica
condotta dal Corpo Volontari della Libertà, composto dai rappresentanti di
tutti i partiti antifascisti, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale
(CLN) costituito a Roma il 9 settembre 1943. Successivamente furono formati CLN locali nelle varie città del nord Italia per
dare impulso e direzione politica alla Resistenza. Fu il grande movimento
partigiano del nord Italia all’interno della Repubblica Sociale Italiana; Terzo Fronte, della
Resistenza dei militari italiani all’estero, un fronte questo non conosciuto,
dimenticato. È la lotta contro i tedeschi dei soldati italiani inseritesi nelle
formazioni partigiane locali in Jugoslavia, Grecia ed Albania; Quarto Fronte, della Resistenza
degli Internati Militari Italiani, oltre 600 mila uomini che pur andando
incontro consapevolmente a privazioni ed umiliazioni si rifiutarono decisamente
di aderire alla Repubblica Sociale Italiana; Quinto Fronte, della Prigionia
Militare Italiana. I prigionieri italiani in mano alleata all’annuncio
dell’armistizio dovettero, come tutti, fare delle scelte. La stragrande
maggioranza decise di cooperare con gli ex-nemici; quelli in mano agli
angloamericani furono organizzati in Italian Service Units (ISU), compagnie di
150 uomini addetti a particolari lavori di carattere logistico. Negli Stati
Uniti ed in Gran Bretagna furono impiegati negli arsenali o nelle basi militari;
in Australia, invece, furono impiegati per costruire strade, linee ferroviarie
oppure in grandi fattorie, comunque in lavori non strettamente legati ad
attività belliche. Nel Dizionario,
inoltre, non si dimentica di evidenziare il ruolo particolare avuto dalla
Puglia, Regione d’Italia che per sei mesi, dal 10 settembre 1943 data di arrivo
del Re all’11 febbraio 1944 data in cui la corte si trasferì a Salerno in
attesa della liberazione di Roma avvenuta il 4 giugno 1944 (ben 134 giorni dopo
lo sbarco di Anzio), costituì il fulcro del Regno del Sud con Brindisi come
capitale. È da Brindisi infatti, che il governo Badoglio, il 13 ottobre 1943,
trentacinque giorni dopo l’annuncio dell’Armistizio dichiara guerra alla
Germania. A partire da questa data, l’Italia assume la posizione di “cobelligerante”
ovvero non è più considerata nemica degli angloamericani ma neanche alleata nel
senso stretto del termine. Uno spazio non secondario, infine, viene
riservato al ruolo delle donne negli avvenimenti bellici dal settembre 1943
all’aprile 1945, a quelle donne che hanno partecipato attivamente alla Guerra
di Liberazione ricoprendo vari ruoli sia logistici che combattenti ed alle
donne della Repubblica Sociale Italiana impiegate nel Servizio Ausiliario
Femminile con compiti logistici. Possiamo affermare, quindi, che ognuno
partecipò alla Guerra di Liberazione nei modi e nelle forme più disparati. Se
non si comprendesse questo sarebbe
difficile parlare di un argomento così complesso e delicato. Per questo motivo
ci siamo avviati alla stesura del Dizionario con l’intento di dare un supporto
didattico allo studio ed alla conoscenza di un periodo storico complesso ma
fondamentale per comprendere l’origine delle nostre odierne Istituzioni ed in
ultima analisi della nostra Democrazia.
giovedì 10 agosto 2023
Rivista QUADERNI
SOMMARIO
“QUADERNI” DEL NASTRO AZZURRO”
Anno LXXXIV,
Supplemento XXIX, 2023, n. 2,
28° della Rivista.
Aprile – Giugno 2023
www.istitutodelnastroazzurro.org,
www.cesvam.org
Editoriale del Presidente Carlo Maria Magnan
IL MONDO DA CUI
VENIAMO: LA MEMORIA
APPROFONDIMENTI
Francesco Maria
Atanasio, La presenza italiana in Estremo
Oriente XIX e XX secolo: diplomazia
e forze armate.
Giovanni
Riccardo Baldelli, Il Valore Militare e
la Divisione “Perugia”…
DIBATTITI
Sergio Pirolozzi,Giulio Douhet, il generale che conquistò il
cielo.
Giorgio Madeddu, Quando gli iglesiensi persero la medaglia
d’oro al Valore Militare e né ricevettero in cambio,
quattro
d’argento. Il fatto dei Ponti di Santa Caterina del 17 gennaio 1973
ARCHIVIO
Massimiliano
Monti, Origine, Sviluppo ed Organizzazione
delle SS in Germania.
MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
Valentina Trogu, L’urbicidio di Civitavecchia, racconto di
una storia attualizzabile.
Giorgio
Madeddu, Il Cimitero Militare Italiano
dell’Asinara. Anno 1916. Necessità di un restauro per una
questione di
dignità.
IL
MONDO IN CUI VIVIAMO: LA REALTA’ DI OGGI
UNA FINESTRA SUL MONDO
Antonio
Trogu, New Start. La Russia ne sospendete
l’applicazione
GEOPOLITICA DELLE
PROSSIME SFIDE
Massimo
Coltrinari, Lo Stato. Analisi
parametrale. LO schema analitico degli scenari
Parte II
SCENARI, REGIONI QUADRANTI
Nicolò
Paganelli, Lo Stato. Analisi Parametrale. Il Messico
Posteditoriale
Segnalazioni
Librarie. …
Autori.
Hanno collaborato a questo numero.
Articoli
di Prossima Pubblicazione.
•
CESVAM NOTIZIE
I
“Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno LXXXIII, VII, 2022, Luglio 2022,
n. 78
I
“Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno LXXXIII, VIII, 2022, Agosto 2022, n. 79
I
“Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno LXXXIII, IX, 2022, Settembre
2022, n. 80
“Quaderni”
on line sono su: www.valoremilitare.blogspot.com
PER FINIRE
Massimo Coltrinari, Il
Valore Militare attraverso le Cartoline Militari ed oltre
INFO contatti e
richieste a : segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
lunedì 31 luglio 2023
La 111a Compagnia Protezione Ponti - nella documentazione di Stefano Pigliapoco
Un altro reparto composto da soldati italiani ma non
dipendente dal Comando Supremo di Brindisi e quindi esterno alle Forze Armate
italiane era la 111a Compagnia protezione ponti.
“Se oggi è
possibile raccontare le gesta di questa Compagnia[1],
ignota alla Storia ufficiale, è solo grazie a documenti originali polacchi ed
ai ricordi dei familiari dei suoi Caduti o di alcuni superstiti, come il nostro
Socio Attilio Brunetti, che fu decorato con la “Croce dei Valorosi” e la Medaglia
d’Oro al Valor Militare per aver salvato il suo comandante polacco, gravemente
ferito, riportandolo in spalla dalle linee nemiche”.
Dopo un periodo di
addestramento in Gran Bretagna il 4 dicembre del 1943 giunsero in Italia i
primi due reparti di Commandos belgi e polacchi che entrarono in linea in Abruzzo.
I primi mesi del 1944, in un inverno tra i più freddi e nevosi di tutta la
guerra, videro intrecciarsi la storia del 6° Troop (compagnia) polacco con la
nascita della 111a Compagnia Protezione Ponti formata esclusivamente da
personale italiano e comandata da ufficiali e sottufficiali polacchi. L’accordo
fu facilmente raggiunto anche grazie alle secolari tradizioni che univano Italia
e Polonia.
La compagnia costituta a Roccasicura (Isernia) nel marzo 1944, era composta unicamente da volontari italiani, studenti tra i quali il sedicenne Carmine Pecorelli detto “Mino” che venne più volte decorato, operai, contadini, impiegati, militari, che dopo l’8 settembre si trovavano nelle retrovie del fronte. Indossavano divise inglesi, portavano sulla spalla sinistra del giubbino la mostrina con la scritta “Poland” e sul basco kaki con striscia di tela verde bordata di rosso, l’aquila polacca bianca. Inizialemnte contava 63 italiani e 27 polacchi, era comandata dal capitano Feliks Kepa e venne incorporata nel Reggimento “Ulani dei Carpazi”.
All’inizio le
funzioni assegnate alla Compagnia furono ausiliarie, di sorveglianza e
supporto, ma la stima e considerazione immediatamente guadagnate sul campo
convinsero il comando polacco ad addestrarla adeguatamente alle tecniche dei Commandos
inglesi, il che avvenne a Monte Oratino (Campobasso) per formare un’unità
scelta specializzata nei combattimenti in quei impervi territori montuosi che i
volontari conoscevano bene e nei cui sentieri si orientavano a perfezione, da
affiancare al 6° Toop (compagnia).
Divenuta 2a Compagnia
Commandos nel giugno 1944 raggiunse la linea del fronte a Montelupone a cui fu
posta alla diretta dipendenza della 3a Divisione Carpatica. I combattimenti
infuriarono specialmente nella zona di Numana (nel versante meridionale del Monte
Conero, lungo la costa a sud di Ancona di fronte alle alture di Osimo –Loreto, Castelfidardo)
ed è guidando la sua squadra alla conquista del Monte Conero che Attilio Brunetti si guadagnò la sua Medaglia d’Oro al Valor Militare.
[1] Il testo qui riprodotto
è stato consegnato all’Autore dal Sig. Stefano
Pigliapoco di Chiaravalle (Ancona) in occasione della inaugurazione della
lapide che ricorda il 70° passaggio del fronte a Castelferretti (Ancona)
deposta su iniziativa della Associazione Pro Castelferretti. Inoltre altri dati
sono acquisiti dalla frequentazione personale, negli anni ’80 del secolo scorso
con la Medaglia d’Oro al Valor Militare Attilio Brunetti, che qui si ricorda
con immutato affetto.


